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I coniugi con più immobili possono scegliere dove pagare l’Imu?

3 Dicembre 2021
I coniugi con più immobili possono scegliere dove pagare l’Imu?

Esenzione Imu sulla prima casa: cosa succede quando moglie e marito sono proprietari di due abitazioni diverse?

Ipotizziamo il frequente caso di due coniugi con due immobili, l’uno intestato al marito, l’altro alla moglie. In questi casi, è frequente il ricorso al cambio di residenza, da parte di uno dei due, per fruire entrambi dell’esenzione dall’Imu sulla prima casa. A torto, infatti, si ritiene che ambedue i coniugi possano sfruttare il beneficio fiscale semplicemente dichiarando la residenza nel proprio immobile. 

Non è in realtà così: per l’esenzione non basta il semplice requisito della residenza ma deve sussistere anche quello della «dimora abituale». In buona sostanza, bisogna vivere all’interno dell’immobile per gran parte dell’anno (circostanza dimostrabile ad esempio con i consumi delle utenze).

Di qui la domanda: i coniugi con più immobili possono scegliere dove pagare l’Imu? È vero, cioè, che l’esenzione spetta una sola volta e sta alla coppia decidere quale dei due adibire a «prima casa» usufruendo così del bonus fiscale? La questione è stata a lungo dibattuta in giurisprudenza, ma oggi è intervenuto un emendamento al Dl n. 146/2021 che ha cambiato completamente le carte in tavola.

Prima di comprendere come stanno le cose, vediamo cosa è successo sino ad oggi.

Il ministero dell’Economia [1] aveva chiarito in passato che se i due immobili dei coniugi si trovano nello stesso Comune, non è possibile fruire due volte dell’esenzione Imu; in tal caso, l’esonero è consentito ad uno solo di essi. Soluzione opposta invece nel caso in cui le due abitazioni siano state situate in due Comuni differenti: in tal caso, sarebbe possibile duplicare il beneficio.

Contro questa interpretazione è scesa in campo più volte la Cassazione ritenendo che, in entrambe le ipotesi, non sia possibile ottenere l’esenzione Imu. E questo proprio perché il testo della norma impone il requisito della residenza e della dimora abituale sia in capo al proprietario dell’immobile che del suo nucleo familiare. Con la conseguenza – ha detto la Corte Suprema [2] – che, nel caso di una coppia con due residenze diverse, nessuno dei due potrà usufruire dell’esenzione Imu sulla prima casa, indipendentemente dalla collocazione geografica degli immobili. Il Comune quindi potrebbe recuperare a tassazione gli ultimi cinque anni di Imu (tale infatti è il termine di prescrizione).

Oggi, invece, a seguito della recente riforma, i coniugi con residenze in Comuni diversi possono scegliere l’immobile su cui applicare l’esenzione dall’Imu prevista per l’abitazione principale. 

Non si tratta di una norma di interpretazione autentica, per cui la modifica è efficace solo a partire dalla data di conversione in legge in poi e non per il passato. Pertanto, chi sino ad oggi ha dichiarato una residenza di comodo potrà essere oggetto dell’accertamento da parte dell’amministrazione locale.  

Per il passato si potrebbe però sperare nell’intervento della Corte Costituzionale [3] a cui è stato chiesto di bocciare il sistema che discrimina i coniugi con due immobili nello stesso Comune rispetto a quelli con due immobili in Comuni differenti. 

Se la Consulta dovesse ritenere incostituzionale l’attuale disciplina, si aprirebbe lo spiraglio dei rimborsi per il pregresso ad eccezione dei casi sui quali si è già pronunciato il giudice con sentenza passata in giudicato.

In caso contrario, fino all’entrata in vigore della modifica al Dl 146/2021, varrebbe il principio che a nessuno dei due alloggi siti in Comuni diversi si applicherebbe l’esenzione, in conformità a quanto più volte affermato dalla Cassazione [2]. I Comuni potranno così accertare gli omessi versamenti degli ultimi cinque anni, che i contribuenti potrebbero evitare avvalendosi del ravvedimento operoso, reso piuttosto appetibile dal Dl 124/2019, pagando al massimo il 5% di sanzioni oltre interessi legali.


note

[1] Mef circolare 3/DF del 2012

[2] Cass. sent. n. 4166/2020; 20130/2020 e 17408/2021, n. 36676/2021 e n. 37344/2021.

[3] A cui si sono rivolte la Commissione tributaria regionale per la Liguria (con ordinanza del 23 settembre 2020) e più recentemente la Commissione tributaria provinciale di Napoli con ordinanza 2985 del 22 novembre 2021.


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1 Commento

  1. Se due coniugi sono proprietari di due case in comuni diversi ma una sola é la dimora abituale del nucleo famigliare su questa non si paga l’IMU sull’altra sì.

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