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C’è qualcosa di legale che credi non debba esserlo?

3 Dicembre 2021
C’è qualcosa di legale che credi non debba esserlo?

Sondaggio: cosa pensano gli italiani che dovrebbe essere modificato della nostra legge e reso reato o comunque illegale.

Questa volta il contenuto dell’articolo lo avete fatto voi. Vi abbiamo chiesto in un sondaggio: c’è qualcosa di legale che credi non debba esserlo? Le risposte che ci avete inviato sono risultate molto interessanti. Eccone alcune particolarmente condivisibili e che potrebbero suscitare un dibattito in merito a ciò che il nostro legislatore potrebbe prevedere per riformare il sistema.

Reddito di cittadinanza

Sul reddito di cittadinanza la popolazione si è divisa sin dal primo momento. A nessuno piace pagare lo stipendio a chi resta a casa. In realtà, la questione è stata posta male sin dall’inizio e va valutata sotto un diverso aspetto. La nostra legge ha sempre previsto dei sostegni a beneficio dei poveri. Il Reddito di cittadinanza è solo l’ultimo di questi, che ha preso il posto del vecchio Reddito di inclusione. Cambia il nome, non la sostanza. Inoltre, non si può pensare di stare bene in un popolo che sta male. L’aumento della povertà infoltisce le file della criminalità, sia quella individuale che organizzata; inoltre, comporta un impoverimento complessivo della nazione perché riduce il quantitativo di denaro in circolazione. Non si possono utilizzare le risorse pubbliche solo per investimenti produttivi; bisogna pensare anche al welfare. 

Ciò su cui bisognerebbe intervenire con maggiore rigore sono i controlli contro i furbetti. E a chi si lamenta dicendo che da quando c’è il reddito di cittadinanza è diventato più difficile assumere una persona si dovrebbe ricordare come, in molti casi, i dipendenti sono stati sottopagati. L’Italia è l’unico Paese dell’Europa dove gli stipendi sono diminuiti. In tutti gli altri sono invece aumentati. In Lituania, l’aumento dal 1990 ad oggi segna addirittura un +278%, in Estonia +237%, in Germania +33,70%, in Francia +31,10%, in Spagna +6,20%. In Italia, abbiamo avuto un calo pari a -2,9%. A farne le spese sono soprattutto le nuove generazioni che non possono ambire agli stipendi dei propri genitori. 

Il canone Rai

Immancabilmente, quando si parla di tasse ingiuste, si pensa subito al canone Rai. E questo un po’ per via dell’infelice nome che gli si è dato. Molta gente non vede la Rai e, quindi, ritiene ingiusto dover pagare per un servizio di cui non fruisce. In realtà, il vero nome è «imposta sulla detenzione di un apparecchio atto a ricevere le audioaudizioni». Quindi, l’imposta grava sulla televisione in sé, come hardware, e non sul canale su cui questa è sintonizzata. Un po’ come l’imposta sulla casa si paga anche se non ci si vive all’interno. 

Quel che è anacronistico di questa imposta è che non colpisce più un elemento di ricchezza, ossia di «capacità contributiva» come lo era quando ancora la tv costituiva un lusso: ormai, tutti hanno una o più televisioni in casa.

Inoltre, il canone Rai, che in parte va a finanziare la televisione di Stato, finisce per essere un indebito sostegno ad alcune reti a svantaggio di altre, per quanto tutte si finanzino attraverso la pubblicità.

Il bollo auto

Come il canone Rai, anche il bollo auto è odiosissimo. Il legislatore potrebbe però prevedere, similmente a quanto ha fatto per l’abitazione principale, l’esenzione almeno per un’auto a famiglia, quella cioè necessaria ad andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola e fare la spesa: si tratta di un bene essenziale che non merita di essere tassato in quanto ormai indispensabile per la stessa sopravvivenza.

La libertà di creare fake news

Oggi, non c’è alcuna legge che vieti di creare fake news. L’unico caso in cui le bufale possono essere punite è quando comportano la diffamazione in capo a una persona o a un’azienda. Dire ad esempio che i vaccini di una determinata casa farmaceutica hanno creato molti morti, senza supportare tale notizia da dati dimostrabili, integra un reato. 

Vietare però le fake news implica il rischio di un’eccessiva discrezionalità in capo all’interprete, che potrebbe così risolversi in un bavaglio alla libertà di pensiero e di espressione. Facciamo l’esempio degli alieni: se una persona sostiene che esistono chi avrebbe le possibilità per smentirlo o confermarlo? Insomma, se anche in alcuni casi è facile identificare quando c’è una bufala, le zone grigie sono numerosissime. Prevedere una limitazione ci avvicinerebbe agli Stati totalitari.

Avere rapporti sessuali con minori quando c’è molta differenza di età

Oggi, una quattordicenne può andare a letto con un sessantenne senza che ciò costituisca reato. L’età del consenso è infatti 14 anni: da questo momento in poi si può decidere liberamente di avere rapporti con altre persone indipendentemente dall’anzianità di questi ultimi.

C’è chi però sostiene che una previsione di questo tipo possa essere moralmente deprecabile e vorrebbe che fosse imposto un limite alla differenza di età, almeno fino a quando si è minorenni. 

Le sigarette e alcol

Che le sigarette facciano male è incontestabile. Non esistono negazionismi in questo campo! E se una persona muore o contrae una patologia polmonare, per i giudici non ha diritto al risarcimento perché, grazie anche alle avvertenze riportate sui pacchetti di sigarette, era consapevole del male che si stava facendo.

Ciò che colpisce e che chiaramente suscita sospetto è perché invece siano illegali le droghe leggere. Un diverso trattamento che potrebbe essere giustificato – almeno per il momento – dal fatto che sul tabacco lo Stato prende la sua fetta tramite le accise. Una tassa sulla morte. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto anche per l’alcol, la cui vendita tuttavia è già vietata per i minorenni. 

Registrare conversazioni private

Oggi, registrare conversazioni private all’insaputa degli altri è lecito a patto che non si sia a casa altrui e che si partecipi alla conversazione. C’è chi la ritiene una illegittima invasione della privacy. In realtà, la privacy non c’entra: chi parla sa bene di essere ascoltato e la memoria di un registratore è una sorta di prolunga della memoria umana. Non cambia nulla. In verità, quando si dice che le registrazioni private dovrebbero essere vietate è perché si teme che possano essere diffuse. Ma la diffusione è già vietata.

La caccia

La caccia è normalmente aperta ogni anno dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio. La caccia è vietata a livello nazionale nei giorni di martedì e venerdì: sparare in quei giorni rappresenta un reato.

Cacciare gli animali per mangiare fa parte della sopravvivenza dell’uomo. Ma quando ciò diventa un semplice sport o un trofeo bisognerebbe interrogarsi sulla sopravvivenza di questa pratica. Del resto, la legge è contraddittoria: è previsto infatti il reato di uccisione di animali quando ciò avviene per crudeltà o senza altro valido motivo (ossia senza necessità). E la caccia potrebbe non rappresentare un valido motivo. 

Le regole sulla separazione e sul divorzio

Ad oggi, la nostra legge non ammette i patti prematrimoniali come negli altri Paesi. I coniugi non possono quindi mettersi d’accordo in anticipo sulle condizioni di un eventuale divorzio. Su questo aspetto il legislatore potrebbe intervenire per risollevare il problema della riduzione dei matrimoni, che oggi generano più paura che emozione. 

Anche l’assegnazione della casa coniugale all’ex moglie o all’ex convivente viene considerata una misura eccessivamente penalizzante, un’esproprio legalizzato, seppur diretto a non far vivere ai figli il trauma della disgregazione familiare. Ma si sa: i bambini si adattano molto meglio dei genitori.

L’occupazione delle case da parte degli abusivi

È chiaramente illegale occupare una casa altrui. Ma il proprietario, per ottenere tutela, deve fare una lunga trafila. Non può rivolgersi alla polizia ma deve prima ottenere un provvedimento di condanna del giudice. Il che richiede tempi molto lunghi. Solo il giudice infatti può accertare l’esistenza di un illecito.

L’immunità parlamentare 

In realtà, non esiste alcuna immunità parlamentare. La legge consente di sottoporre ad indagini i parlamentari senza richiedere l’autorizzazione della Camera di appartenenza, arrestare il parlamentare in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna e nel caso in cui sia colto in flagranza di reato. 

Invece, è necessaria la preventiva autorizzazione della Camera per sottoporre a perquisizione personale o domiciliare il parlamentare, arrestarlo o privarlo della libertà personale ad eccezione di una sentenza irrevocabile o della flagranza, e procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro della corrispondenza. 

Le tasse

È vero che le tasse sono molto alte nel nostro Paese e che lo Stato spesso sperpera i soldi. Ma in astratto senza le tasse non si potrebbe provvedere alla spesa pubblica: non si potrebbero pagare gli stipendi ai pubblici dipendenti (e quindi i cittadini non potrebbero ricevere le prestazioni pubbliche a cui hanno diritto); non si potrebbero pagare le pensioni, predisporre profilassi e cure per le malattie, erogare i sussidi di povertà, gestire la manutenzione delle strade e l’illuminazione, assicurare i servizi di polizia e la costruzione di carceri per i criminali, assumere giudici per ottenere giustizia e tutto ciò che lo Stato ci offre.

Le più divertenti 

Tra le varie segnalazioni ne sono arrivate alcune molto divertenti che non hanno chiaramente nulla a che vedere con la legge ma che meritano ugualmente di essere menzionate. Ecco cosa, secondo voi, andrebbe reso illegale:

  • fare pipì dietro un cespuglio;
  • i vegani;
  • essere juventini;
  • lasciare il visualizzato sui messaggi;
  • la pizza col pesce o l’ananas di sopra;
  • le canzoni di Baby K;
  • la sessione estiva;
  • i programmi di Barbara d’Urso;
  • il reggaeton;
  • e.. immancabilmente…il governo ladro!


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1 Commento

  1. Dovrebbe essere reso illegale il metodo di misurazione dell’ISEE: si tiene conto dei due anni precedenti ed è assurdo. Se io due anni fa fossi stata ricca ma nel 2021 non lo sono più, oppure due anni fa’ percepivo un reddito e ora non lo percepisco più, oppure avevo una seconda casa e ora non l’ho più, perché devo essere penalizzata per cose di due anni fa se nel 2021 faccio quasi la fame?

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