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Incidente su strada buia: chi è responsabile?

5 Dicembre 2021 | Autore:
Incidente su strada buia: chi è responsabile?

Il proprietario della strada risarcisce in caso di sinistro provocato dalla scarsa illuminazione o dall’assenza di segnaletica?

I sinistri stradali sono purtroppo all’ordine del giorno. Spesso, si verificano per la disattenzione degli automobilisti e, in generale, di chi guida un veicolo; altre volte, invece, sono riconducibili al cattivo stato di manutenzione delle strade. In questi casi, chi deve pagare il risarcimento? Ad esempio, chi è responsabile dell’incidente su strada buia?

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], la mancanza di illuminazione della via può essere una delle cause del sinistro; di conseguenza, colui che gestisce la strada non può ritenersi esonerato da responsabilità, anche qualora dimostri che il conducente del veicolo fosse consapevole della scarsa visibilità e dell’assenza di segnaletica adeguata.

Insomma, la Suprema Corte sembra dire che l’ente che ha in custodia la strada e che si dovrebbe occupare della sua manutenzione non può tirarsi indietro quando occorre pagare il risarcimento del danno causato dalla scarsa illuminazione del percorso, salvo alcune eccezioni. Chi è responsabile nel caso di incidente su strada buia? Approfondiamo la questione.

Concorso di colpa: cos’è?

La legge (art. 2054 cod. civ.) stabilisce che, nel caso di scontro tra veicoli, si presume che ciascun conducente sia parimenti responsabile, fino a prova contraria.

In altre parole, in base al principio del concorso di colpa (o di pari responsabilità), quando avviene un incidente tra due o più mezzi la legge presume sempre che ogni conducente abbia una quota di responsabilità pari agli altri.

Ad esempio, in un tamponamento tra due veicoli la legge presume che entrambi i conducenti siano responsabili al 50%, salvo prova contraria che dovrà essere opportunamente fornita.

Pari responsabilità: quando si applica?

Come appena chiarito, il principio di pari responsabilità presume la colpa di tutti i soggetti coinvolti nel sinistro. Questo criterio, tuttavia, trova applicazione solamente quando non vi siano elementi idonei da cui desumere le effettive responsabilità dei conducenti.

In altre parole, il principio di presunzione della colpa al 50% si applica solo se è impossibile attribuire le colpe in modo diverso, in base cioè al principio dell’effettiva responsabilità.

Ciò significa che, nel caso in cui si dimostri (in giudizio, ad esempio) che l’incidente si è verificato per esclusiva colpa di uno dei conducenti e che, di conseguenza, nessuna responsabilità è ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo è esonerato da qualsiasi conseguenza.

In altri termini, la presunzione di colpa a carico di ciascun conducente opera soltanto quando non sia possibile accertare in concreto le cause e il grado delle colpe rilevanti nella produzione dell’evento dannoso.

Responsabilità del proprietario della strada: come funziona?

Nel caso di sinistro stradale, è possibile che l’incidente non sia stato causato dalla disattenzione dei conducenti bensì dal cattivo stato di manutenzione della strada.

Si pensi all’incidente provocato da una buca nel manto stradale: in un’ipotesi del genere, l’ente che è proprietario oppure che gestisce il tratto sarà responsabile per non aver correttamente effettuato la manutenzione del bene.

Sul punto, la legge (art. 2051 cod. civ.) è molto chiara: ognuno è responsabile del danno provocato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

Ad esempio, l’intonaco che si stacca dalla facciata dell’edificio e, precipitando, danneggia un veicolo o ferisce una persona, costringe il proprietario del fabbricato a risarcire i danni; l’auto che, lasciata parcheggiata in discesa senza freno a mano, si mette in movimento sfondando la vetrina di un negozio obbliga il conducente al risarcimento; allo stesso modo, la strada dissestata che causa un sinistro costringe l’ente che si occupa della via a pagare i danni.

La responsabilità del proprietario o del gestore della strada viene meno solo se dimostra il caso fortuito, cioè che il danno sia riconducibile a un evento imprevedibile.

Ad esempio, se un’auto fa un incidente a causa di una buca stradale, ma l’ente che si occupa della via dimostra che la buca era stata prodotta appena un minuto prima che passasse la vettura da un fulmine caduto al suolo, allora non ci sarà alcuna responsabilità.

Sinistro su strada buia: chi è responsabile?

La scarsa illuminazione della strada fa sorgere in capo al proprietario/gestore l’obbligo di risarcire i danni. Tanto si evince dalla sentenza della Corte di Cassazione citata in apertura.

Secondo la Suprema Corte, non solo è dovuto il risarcimento nell’ipotesi in cui la scarsa manutenzione sia una causa diretta del danno (è il classico caso della buca che danneggia la ruota), ma anche quando le condizioni della strada abbiano favorito l’incidente tra due veicoli.

Nello specifico, la Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario della strada deve risarcire il motociclista che urta un veicolo parcheggiato se la via è buia; è peraltro irrilevante che la vittima del sinistro conosca sia il tragitto che la mancanza d’illuminazione e di segnaletica.

In pratica, per la Cassazione chi gestisce il tratto stradale deve assumersi la responsabilità dei sinistri che derivano dalla sua cattiva manutenzione, ivi inclusa l’assenza di illuminazione e di segnaletica, a meno che non dimostri il caso fortuito (ad esempio, provando che l’impianto che regolava l’illuminazione della via era stato danneggiato da un improvviso temporale).


note

[1] Cass., ord. n. 36648/2021.

Autore immagine: canva.com/


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