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Differenza tra ispezioni, perquisizioni e sequestri

5 Dicembre 2021
Differenza tra ispezioni, perquisizioni e sequestri

Limitazioni previste alla libertà personale dall’articolo 14 della Costituzione. 

L’articolo 14 della Costituzione prevede l’inviolabilità del domicilio ponendo però alcune eccezioni in cui sono consentite ispezioni, perquisizioni e sequestri. I termini sono tecnici anche se comunemente vengono utilizzati in modo improprio e, spesso, indistinto. 

Scopo di questo articolo è proprio quello di chiarire qual è la differenza tra ispezioni, perquisizioni e sequestri in modo tale che si possa comprendere a pieno il senso della nostra Costituzione e delle norme del Codice di procedura penale. Ma procediamo con ordine.

I limiti all’inviolabilità del domicilio

Il principio dell’inviolabilità del domicilio sancito dall’articolo 14 della Costituzione ha dei limiti che la Costituzione stessa riserva alla legge. Se, ad esempio, è necessario reperire persone o cose per ragioni di giustizia, il magistrato può autorizzare l’autorità di polizia oppure ordinare egli stesso un’ispezione dei luoghi, una perquisizione o un sequestro. Pensiamo, ad esempio, alla necessità di trovare una persona che debba essere interrogata dal giudice in merito a fatti relativi a processi penali; oppure all’urgenza di verificare se in un determinato luogo vi siano documenti o tracce utili a risalire ai responsabili di un delitto (ad esempio, indumenti con tracce di sangue, oppure denaro o altri oggetti che siano stati rubati). 

La ricerca può anche essere finalizzata al reperimento di armi o di droghe o di un criminale in fuga.

In questi casi, la legge prevede che la polizia, se c’è assoluta necessità e urgenza, possa effettuare una perquisizione domiciliare anche senza l’autorizzazione del magistrato, rispettando, s’intende, le prescrizioni poste all’articolo 13 Costituzione: obbligo di comunicare l’operazione al magistrato entro 48 ore e convalida di quest’ultimo nelle 48 ore successive.

Ispezioni, perquisizioni, sequestri

Ispezionare, perquisire, sequestrare sono azioni funzionali alla ricerca di prove utili nelle indagini o in un processo in corso. Poiché incidono e intaccano la sfera delle libertà di una persona, per essere compiute legittimamente devono essere autorizzate dal magistrato.

L’ispezione consiste in un’attività finalizzata a trovare le possibili tracce di un reato ossia le prove del reato stesso. Ha ad oggetto luoghi, persone o cose e viene disposta con decreto motivato dal pm o dal giudice.

Quando si tratta di ispezione personale questa va eseguita nel rispetto della dignità e del pudore della persona ispezionata e può essere affidata anche a un terzo come un medico.

La perquisizione consiste in un’attività più invasiva, perché finalizzata specificamente a trovare e acquisire il corpo del reato o le cose pertinenti al reato o quelle che ne costituiscono il profitto. Si pensi ad una pistola, al coltello, un bastone o altro corpo con cui sia stato ferito o ucciso qualcuno; o documenti con cui siano stati commessi reati di natura non cruenta; oppure oggetti o denaro che siano il frutto di un reato, ecc.

Anche la perquisizione può avvenire su luoghi o persone. Difatti, perquisizione e ispezione possono essere effettuate su ambienti, arredi, autovetture, natanti o aeromobili, e in ogni luogo in cui possa trovasi ciò che sia utile ai fini delle indagini (ad esempio, tracce di sangue, parti di materiale organico, capelli, saliva, impronte digitali o di altra natura). 

Il sequestro consiste nella privazione, su ordine del giudice, della disponibilità di un bene mobile o immobile (edificio, cantieri, terreni) al proprietario o al possessore. Questo atto, che nel linguaggio giuridico viene definito restrittivo (in quanto “restringe” la disponibilità del suo titolare), può essere disposto per:

  • ottenere una prova di un reato (cosiddetto «sequestro probatorio»);
  • evitare la perdita di garanzia per il pagamento di eventuali pene pecuniarie o spese di giustizia (cosiddetto «sequestro conservativo»);
  • interrompere l’attività criminosa o impedire la commissione di nuovi reati (cosiddetto «sequestro preventivo»).

Ispezioni e accertamenti per motivi d’interesse pubblico

Esistono infine casi in cui è consentito violare un domicilio per accertamenti e ispezioni da compiere per motivi di sanità, incolumità pubblica o a fini economici e fiscali. Sono ispezioni per le quali non è necessaria l’autorizzazione del magistrato, ma devono essere previste e regolamentate da leggi ordinarie speciali, cioè leggi inerenti a specifiche materie. 

L’articolo 14 Cost. prevede ulteriori limiti all’inviolabilità del domicilio per motivi di sanità pubblica: si tratta di limiti più incisivi di quelli generici previsti dal secondo comma dell’articolo 14 Cost perché in questi casi gli interessi coinvolti hanno carattere pubblico. Si tratta di casi in cui non si cercano oggetti o prove, ma si vuole verificare, ad esempio, se in abitazioni private o in edifici pubblici o in luoghi di lavoro siano state rispettate le norme di igiene o di sicurezza, o antinfortunistiche (cantieri di lavoro, scuole, ospedali).

L’articolo 14 Cost. prevede ulteriori limiti all’inviolabilità del domicilio per fini economici e fiscali. Come noto, ogni contribuente è tenuto al corretto e puntuale versamento dei tributi dovuti allo Stato e agli altri enti pubblici come i Comuni. La verifica di tale operazione abilita le autorità preposte, come la Guardia di Finanza o l’Agenzia delle Entrate, al ricorso ad ispezioni, perquisizioni e obbliga il contribuente e non ostacolare tali attività.  

In aziende commerciali o industriali può esserci la necessità di ricorrere a ispezioni e accertamenti per verificare la regolarità delle documentazioni relative ai profitti e alle spese e la correttezza dei pagamenti di tasse e tributi (o se al contrario siano state commesse evasioni fiscali).

 

 



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