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Lavoratore dipendente con pensione d’invalidità

7 Marzo 2022 | Autore:
Lavoratore dipendente con pensione d’invalidità

È possibile assumere come lavoratore subordinato chi è già beneficiario di un assegno ordinario d’invalidità?

L’assegno ordinario d’invalidità, che spetta, in presenza di specifici requisiti sanitari e contributivi, agli iscritti presso l’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps o presso i fondi sostitutivi, non impedisce al beneficiario di lavorare.

È possibile, dunque, essere lavoratore dipendente con pensione d’invalidità. Tuttavia, i redditi da lavoro sono compatibili solo limitatamente con i redditi derivanti dall’assegno, che è assimilato alla pensione.

In particolare, l’assegno è pienamente cumulabile con l’attività lavorativa, se il reddito non supera 4 volte il trattamento minimo (per il 2021, pari a 515,58 euro al mese). Con reddito di lavoro tra 4 e 5 volte il trattamento minimo, l’assegno si riduce del 25%, oltre 5 volte il trattamento minimo si riduce del 50%.

Si applica poi una seconda riduzione se l’assegno supera il trattamento minimo: laddove il beneficiario della prestazione d’invalidità sia stato assunto come dipendente, il datore di lavoro deve operare una trattenuta giornaliera in busta paga.

A chi spetta l’assegno ordinario di invalidità?

L’assegno ordinario di invalidità spetta all’iscritto presso l’Assicurazione generale obbligatoria o presso i fondi sostitutivi Inps, qualora l’interessato:

  • abbia alle spalle almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 anni versati nell’ultimo quinquennio;
  • abbia ottenuto il riconoscimento di un’invalidità in misura superiore ai 2/3: non è sufficiente il riconoscimento dell’invalidità civile, cioè della riduzione della capacità lavorativa generica, ma dell’invalidità al lavoro, o pensionabile, da valutarsi non solo sulla base dell’attività svolta in precedenza, ma di ogni altra occupazione che il lavoratore possa svolgere, in relazione alla sua età, capacità ed esperienza, senza esporre a ulteriore danno la propria salute. In pratica, per il diritto all’assegno rileva la residua capacità lavorativa in occupazione confacenti alle attitudini dell’interessato [1].

Assegno ordinario d’invalidità e lavoro

Se il beneficiario dell’assegno ordinario d’invalidità percepisce redditi di lavoro, l’assegno è tagliato:

  • del 25% se il reddito derivante dall’attività lavorativa supera di 4 volte il trattamento minimo; in pratica, se il reddito supera 26.810,16 euro annui (che corrispondono al trattamento minimo mensile FPLD di 515,58 euro – valore 2021- moltiplicato per 13 mensilità e per 4), l’assegno d’invalidità è ridotto di ¼;
  • del 50%, se lo supera di 5 volte [2]; in pratica, se il reddito supera 33.512,70 euro annui (che corrispondono al trattamento minimo mensile di 515,58 euro moltiplicato per 13 mensilità e per 5), l’assegno d’invalidità viene dimezzato.

Il trattamento derivante dal cumulo dei redditi con l’assegno di invalidità ridotto, in ogni caso, deve risultare almeno pari a quello che spetterebbe nel caso in cui il reddito sia pari al limite massimo della fascia precedente a quella nella quale il reddito prodotto si colloca.

Riduzione dell’assegno ordinario d’invalidità

L’assegno ordinario d’invalidità, sull’eventuale parte eccedente il trattamento minimo, può subire un’ulteriore decurtazione. Si tratta della riduzione che subiscono, in generale, tutte le pensioni d’invalidità ed inabilità Inps (esclusa la pensione per inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi lavoro, totalmente incompatibile con qualunque attività lavorativa), che ammonta:

  • al 50% della quota eccedente il trattamento minimo, se il reddito percepito è di lavoro dipendente;
  • al 30% della quota che eccede il trattamento minimo, se il reddito percepito è di lavoro autonomo.

Questa seconda riduzione non può:

  • superare l’importo del reddito prodotto;
  • essere applicata, se l’invalido possiede almeno 40 anni di contributi [3].

Inoltre, la decurtazione non opera in presenza di specifiche condizioni [4], ad esempio se il reddito conseguito è inferiore al trattamento minimo Inps, oppure se il pensionato è impiegato in contratti a termine la cui durata non superi le 50 giornate nell’anno solare. Per approfondire: Lavoro con pensione d’invalidità o inabilità.

Trattenuta giornaliera sullo stipendio

Se il beneficiario dell’assegno ordinario d’invalidità è assunto come dipendente, come osservato può subire una trattenuta sullo stipendio pari al 50% della quota eccedente il trattamento minimo.

La trattenuta è giornaliera ed è applicata in busta paga; deve essere portata in diminuzione dell’imponibile fiscale, in quanto sconta già la tassazione alla fonte da parte dell’Inps.

La trattenuta del 25% o del 50% [2], invece, avviene a prescindere dalla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato attivo; in merito al reddito prodotto, l’Inps richiede, qualora non sia sufficiente la sola dichiarazione dei redditi annuali, la compilazione del modello Red [5].


note

[1] Cass. sent. 14414/2019.

[2] Art.1 Co. 42 L. 335/1995.

[3] Art. 72 della L. 388/2000 e circolare Inps n. 197/2003.

[4] Art. 10 D.lgs. 503/1992.

[5] Circ. Inps 80/1996; messaggio Inps 3154/2021.

Autore immagine: pixabay.com


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