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Presidente associazione: come regolamentare compensi?

25 Dicembre 2021
Presidente associazione: come regolamentare compensi?

Sono consigliere di associazione. Il Cda, nella sua interezza, non recepisce alcun compenso economico. Attualmente, il presidente richiede un compenso, che reputo eccessivo rispetto alla misura dell’associazione. Esiste una normativa che regoli l’introduzione del compenso del presidente in una realtà associativa e la sua entità economica?

Nel mondo giuridico, vi è l’errata concezione che, nelle associazioni, il presidente non possa percepire alcun compenso, ma al massimo un rimborso spese, correlato dalle cosiddette pezze d’appoggio (i documenti giustificativi di spesa). La ragione sarebbe intuitiva: un’associazione senza scopo di lucro non dovrebbe contenere membri del direttivo che, attraverso la ricezione di compensi, possano compromettere la natura altruistica della compagine stessa.

Inoltre, l‘assenza di fini di lucro porta con sé la presunzione che i proventi dell’attività non possano, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette. Tuttavia, ciò è ammesso dalla legge.

La norma di riferimento, riferendosi agli enti del terzo settore è il decreto legislativo n.460/1997, al cui all’articolo 8, comma 3, considera indiretta distribuzione di utili, e quindi vietata, la corresponsione ad amministratori, sindaci e a chiunque rivesta cariche sociali, di compensi individuali non proporzionati all’attività svolta, alle responsabilità assunte e alle specifiche competenze o comunque superiori a quelli previsti in enti che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni.

Per tali ragioni, il compenso è ammesso, ma deve essere proporzionato a dei parametri.

A conferma di ciò, qualche anno fa, con un documento ufficiale, l’Agenzia delle Entrate ha specificato come nulla osta ai membri del consiglio direttivo di un’associazione no profit di ricevere compensi annui per l’attività prestata.

Sempre secondo l’Agenzia delle Entrate, questi compensi devono basarsi su un calcolo relativo alla sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi e delle attività.

In linea di massima, il compenso del componente del direttivo può arrivare a toccare gli 8mila euro annui, mentre quello del Presidente può essere aumentato fino al 50%.

Per tali ragioni, in astratto, un presidente potrebbe arrivare a percepire un massimo di circa 12mila euro annui lordi.

Nel caso di specie, il presidente riceverebbe una cifra maggiore rispetto al massimo ricavato dai calcoli appena citati e, quindi, potrebbe essere contestata una responsabilità sociale dal benestare di quella richiesta.

Per tale ragione, io consiglierei di presentare una controproposta dove offrire la somma di € 12mila annui, rappresentando come, una maggior somma comprometterebbe la stabilità della base sociale, a scapito dell’organizzazione stessa e della responsabilità degli associati.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvSalvatore Cirilla



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