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Attacco di cuore durante un atto sessuale: chi è responsabile?

5 Dicembre 2021
Attacco di cuore durante un atto sessuale: chi è responsabile?

Omicidio colposo per le pratiche erotiche estreme: quando il partner può essere denunciato.

Alla nostra redazione a volte arrivano domande alquanto bizzarre. Come questa: in caso di attacco di cuore durante un atto sessuale, chi è responsabile? Si può dare la colpa al partner se questi ha usato delle maniere piuttosto impetuose e passionali, fuori da un ordinario ménage? Potrebbe la polizia incriminare quest’ultimo per omicidio colposo? 

Poiché il più delle volte gli infarti colpiscono gli uomini anziché le donne, nell’esempio che faremo qui di seguito considereremo una persona di sesso maschile di mezza età che sta con l’amante. La moglie potrebbe denunciare quest’ultima per aver determinato la morte del marito? E se l’uomo fosse stato in missione di lavoro, si potrebbe parlare – come ha scritto qualcuno su un noto sito – di “infortunio sul lavoro”? 

La questione, per quanto poco probabile, suscita ilarità e può essere oggetto di dibattito anche al fine di chiarire il funzionamento del reato di omicidio colposo. Procediamo dunque con ordine.

Quando c’è omicidio colposo?

L’omicidio colposo si differenzia da quello «doloso» per il fatto che l’evento – ossia l’altrui morte – non è voluto dal suo autore, ma determinato comunque da una sua condotta imprudente, negligente o imperita (ossia inesperta) oppure contraria a leggi, regolamenti, ordini o discipline. La morte deve essere stata causata proprio da tale comportamento e non da altri fattori. Quindi, nel caso di specie, se l’uomo già soffriva di cuore e risulta che l’infarto sarebbe comunque sopravvenuto anche in caso di una fatica differente (ad esempio, le scale a piedi) non è possibile parlare di omicidio colposo.

Si è di fronte ad un omicidio colposo nel caso in cui si verifichi la morte di una persona come conseguenza non voluta di una condotta negligente, imprudente o inesperta, oppure inosservante di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

Per parlarsi di omicidio colposo, l’atto sessuale deve essere compiuto con tecniche e modalità tali da risultare pericolose secondo la percezione comune e non quella di un cardiologo esperto nel proprio settore. 

In particolare, si ha “negligenza” quando il responsabile agisce senza prestare la dovuta attenzione. Si parla, invece, di “imprudenza” quando la condotta è contraria ai generali doveri di prudenza ed accortezza. Si può, infine, parlare di “imperizia” qualora un soggetto tenga una condotta che presupponga la conoscenza di determinate regole tecniche le quali, però, non vengano da lui rispettate, per sua incapacità oppure per sua inettitudine tecnica o professionale.

Atti sessuali passionali: ci può essere omicidio colposo?

L’atto sessuale, svolto come tradizione vuole, anche se particolarmente passionale, intenso, duraturo non può essere mai catalogato come un comportamento imprudente, negligente o inesperto. Anche eventuali effetti collaterali dovuti all’assunzione di farmaci per migliorare o prolungare la prestazione ricadono sulla vittima che li ha assunti volontariamente, per quanto il partner ne fosse a conoscenza. 

Diversa potrebbe essere la risposta nel caso in cui vengano utilizzate pratiche erotiche estreme, giudicabili pericolose, tali da poter provocare il soffocamento o altre conseguenze dannose come anche l’infarto. In tal caso, il partner superstite potrebbe essere incriminato per omicidio colposo.

In un precedente del tribunale di Firenze, è stato giustamente condannato per omicidio colposo – aggravato peraltro dalla previsione dell’evento – chi, durante il compimento di un atto sessuale, giochi ai fini di eccitazione erotica con il grilletto di una pistola tenuta a stretto contatto col cuoio capelluto della partner, provocandone la morte a causa dell’involontaria esplosione di un colpo.

Alcuna colpa ha quindi l’amante seppur abbia determinato la morte dell’uomo sposato. La moglie non può agire contro di lei perché, come chiarito più volte dalla Cassazione, la sessualità implica la libertà di scelta. Ad essere vincolati sono solo le persone legate dal matrimonio (la cui condotta fedifraga peraltro può determinare solo conseguenze di tipo civilistico, ossia la perdita del diritto al mantenimento e dell’eredità, ma non sul piano penale). 

In buona sostanza, secondo la giurisprudenza, non commette alcun illecito, né tantomeno un delitto, la donna che sta con una persona sposata a cui il coniuge pertanto non potrà mai chiedere il risarcimento del danno per aver rotto l’armonia familiare. 



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