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Arresto in flagranza e fermo: cosa sono e quando si applicano

7 Marzo 2022 | Autore:
Arresto in flagranza e fermo: cosa sono e quando si applicano

Misure pre-cautelari: in cosa consistono e come funzionano? In quali casi la polizia può procedere all’arresto e in quali al fermo di indiziato di delitto?

Le forze dell’ordine possono arrestare le persone colte in flagranza di reato, cioè sorprese nell’atto di commettere un crimine. Ad esempio, se i carabinieri, in servizio con una pattuglia, si accorgono che un uomo sta cercando di forzare la portiera dell’auto per rubarla, potranno procedere al suo arresto. Al di fuori dello stato di flagranza, la polizia può fermare le persone sospettate di aver commesso un reato, ma solo se c’è un concreto pericolo di fuga. Alla luce di questa breve premessa, cosa sono e quando si applicano l’arresto in flagranza e il fermo?

Come meglio diremo nel prosieguo, entrambe queste misure sono definite “pre-cautelari”, nel senso che sono adottate dalla polizia prima ancora di una misura cautelare vera e propria (come gli arresti domiciliari, il divieto di avvicinamento, ecc.) e senza il permesso del giudice, il quale è chiamato successivamente a convalidare l’arresto o il fermo eseguito dalle forze dell’ordine. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa sono e quando si applicano l’arresto in flagranza e il fermo.

Arresto: cos’è?

L’arresto in flagranza è la misura adottata dalla polizia giudiziaria quando una persona è colta nell’atto di compiere un reato.

L’arresto consiste nella privazione della libertà personale: l’individuo arrestato non può opporsi alla cattura e al successivo trasporto presso la questura o la stazione dei carabinieri.

Flagranza di reato: cos’è?

Non può esserci arresto senza flagranza di reato. Secondo la legge (art. 382 cod. proc. pen.), è in stato di flagranza:

  • chi viene colto nell’atto di commettere il reato;
  • chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone;
  • chi è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima.

La flagranza di reato, quindi, presuppone una vicinanza temporale tra la commissione del reato e la cattura.

Nel caso di persona colta con le mani nel sacco si parlerà di flagranza vera e propria. Quando, invece, il responsabile è scoperto subito dopo oppure è inseguito, si parla di quasi-flagranza. In entrambi i casi, comunque, è possibile procedere all’arresto.

Arresto: quando si applica?

Per legge, l’arresto è obbligatorio (e non lascia dunque margine di discrezionalità alla polizia) quando il colpevole è sorpreso in flagranza di un reato particolarmente grave.

Per la precisione, va sempre arrestato chiunque è colto in flagranza di un delitto doloso, anche solo tentato, per il quale la legge stabilisce:

  • la pena dell’ergastolo;
  • la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni.

Inoltre, l’arresto è sempre obbligatorio, a prescindere dalla pena, per una serie di delitti che la legge ritiene particolarmente gravi, come ad esempio il furto in abitazione o il furto con scippo, la rapina, l’estorsione e lo spaccio di droga.

L’arresto è invece facoltativo, nel senso che la polizia può procedervi solo se ritiene il fatto particolarmente grave o il suo autore particolarmente pericoloso, quando il colpevole è colto in flagranza di:

  • un delitto doloso, anche solo tentato, per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni;
  • un delitto colposo, per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Inoltre, a prescindere dalla pena, la polizia può procedere ad arresto facoltativo in presenza di alcuni specifici reati, come ad esempio in caso di furto, di violazione di domicilio, di appropriazione indebita e di truffa.

Fermo di indiziato: cos’è?

In assenza di flagranza, la polizia può procedere al fermo di una persona fortemente sospettata di aver commesso un reato.

Nello specifico, la polizia può procedere al fermo di indiziato di delitto nei confronti di una persona sospetta se c’è:

  • l’autorizzazione del pm;
  • il pericolo di fuga, anche in relazione all’impossibilità di identificare il soggetto.

Nei casi di estrema urgenza, la polizia può procedere al fermo anche senza autorizzazione del pm. È il caso, ad esempio, della persona trovata all’aeroporto, in procinto di imbarcarsi, con i documenti falsi.

In pratica, anche in assenza di flagranza di reato, la polizia può fermare la persona fortemente indiziata di aver commesso un crimine, se c’è il pericolo concreto che questa si dia alla fuga, facendo così perdere le proprie tracce.

Fermo: quando si applica?

Secondo la legge (art. 384 cod. proc. pen.), il pubblico ministero dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni.

È sempre possibile procedere al fermo per un delitto concernente le armi e gli esplosivi, per un delitto commesso per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico.

Arresto e fermo: cosa succede dopo?

Le forze dell’ordine che hanno eseguito l’arresto o il fermo provvedono a darne notizia all’avvocato di fiducia e al pubblico ministero.

La persona arrestata o fermata deve essere messa immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria, non oltre ventiquattro ore, pena l’inefficacia della misura.

Entro quarantotto ore dall’arresto o dal fermo il pm (pubblico ministero), qualora non debba ordinare l’immediata liberazione dell’arrestato o del fermato, richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari.

Il giudice fissa l’udienza al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive dandone avviso al pubblico ministero e al difensore. I termini devono essere rispettati a pena di inefficacia dell’arresto o del fermo.

Arresto e fermo: quali sono le differenze?

Poiché sono entrambe misure pre-cautelari, sia l’arresto che il fermo comportano una limitazione della libertà personale: la persona arrestata o fermata non può infatti opporsi alla polizia.

Arresto e fermo si differenziano però per i diversi presupposti su cui poggiano. Come ricordato, solo per l’arresto occorre la flagranza di reato, mentre per il fermo sono necessari i gravi indizi di colpevolezza e il concreto pericolo di fuga.

All’arresto in flagranza di reato procede direttamente la polizia giudiziaria, mentre il fermo viene disposto dal magistrato del pubblico ministero e, solo eccezionalmente, viene eseguito d’ufficio dalla polizia.

Inoltre, il fermo può essere eseguito solo dalla polizia giudiziaria, mentre l’arresto, solo nelle ipotesi in cui è obbligatorio e riguarda delitti procedibili d’ufficio, può essere eseguito da chiunque, perfino da un normale cittadino (art. 383 cod. proc. pen.).



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