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Calcolo sull’usura della banca: confusione sui due Teg

12 Luglio 2014
Calcolo sull’usura della banca: confusione sui due Teg

Mutui e finanziamenti bancari: tribunali in ordine sparso sull’effettivo calcolo del costo di un finanziamento.

Quando si calcola l’usura su un finanziamento bancario si deve prendere in considerazione il Teg (Tasso effettivo globale su base annua) secondo la formula di matematica finanziaria oppure il Teg che le istruzioni di Banca d’Italia (Teg Bankitalia) richiedono alle banche di comunicare e che serve, a sua volta, per calcolare il Tegm (Tasso effettivo globale medio)? In altre parole, per il calcolo del costo effettivo (Teg, appunto) di un prestito si devono applicare le istruzioni di Banca d’Italia oppure no? A questa domanda i tribunali italiani una volta rispondono a favore dei clienti, un’altra invece a favore delle banche.

Sentenze pro-banca…

Il Tribunale di Milano [1] ha respinto la domanda di usurarietà di una apertura di credito sottolineando che la formula da utilizzare per la verifica dell’usurarietà di un singolo rapporto sarebbe quella indicata nelle istruzioni di Banca d’Italia (Teg Bankitalia) per la rilevazione del Tegm. Ciò sarebbe imposto, secondo il tribunale meneghino, dalla necessità di confrontare dati omogenei (Teg e soglia d’usura, quest’ultima calcolata a partire dal Tegm).

Questa sentenza, tuttavia, è in contrasto con l’orientamento espresso dalla Corte d’Appello di Milano [2] la quale ha espressamente affermato che le istruzioni di Bankitalia non costituiscono fonti normative e non vincolano quindi il giudice.

 

…e quelle pro-cliente

Dopo le tre sentenze della Cassazione [3] – che hanno sancito la disapplicazione delle istruzioni di Bankitalia quando si calcola il costo complessivo di un rapporto bancario – si sono moltiplicate le sentenze di giudici di merito che danno ragione alla clientela.

Particolarmente significativa è la sentenza della Corte d’Appello di Torino del 20 dicembre 2013 che ha distinto i due piani: un conto è calcolare il costo di un singolo rapporto (Teg) e un altro è rilevare il Tegm e quindi la soglia d’usura. Soltanto in quest’ultimo caso, le istruzioni di Bankitalia sono vincolanti per le banche mentre non lo sono per il giudice quando deve determinare il costo di un singolo rapporto bancario.

Considerazioni

Sembrerebbe, dunque, che sul “valore” delle istruzioni di Bankitalia molti tribunali confondano tra il momento della rilevazione statistica del Tegm fatta da Bankitalia (la legge usa proprio il termine «rileva») e il momento del calcolo del costo di un singolo finanziamento a opera del magistrato (la legge usa il termine «determinazione»). Insomma, la formula matematica contenuta nelle istruzioni (Teg Bankitalia) avrebbe soltanto valenza statistica e non indicherebbe, proprio per come è costruita, il reale costo del denaro. Quest’ultimo, secondo il parere degli esperti, può essere individuato soltanto con le normali formule di matematica finanziaria (Teg) che tengano conto anche dell’aumento del costo connesso all’anatocismo, così come indicato dalla Cassazione [5].


Le differenze con le istruzioni bankitalia

Teg di bankitalia
È un tasso che Bankitalia chiede alle banche secondo una formula indicata nelle istruzioni per la rilevazione del Tegm. Non si trova quindi nei contratti e la formula con cui viene calcolato non serve per calcolare il Teg di un singolo rapporto ma solo per la rilevazione statistica del Tegm

Tegm
Il Tasso effettivo globale medio non è indicato nel contratto. È un tasso medio rilevato statisticamente da Bankitalia tra gli intermediari che devono calcolarlo con le formule indicate nelle istruzioni di Bankitalia (Teg di Bankitalia)

Teg (su base annua) 
È il costo effettivo di ogni singola apertura di credito e viene calcolato ex post con le usuali formule di matematica finanziaria. Va distinto, oltre che dal Teg Bankitalia, dall’Isc (mutui) e dal Taeg (credito al consumo) che sono stipulati ex ante e pubblicizzati per fini di trasparenza.

note

[1] Trib. Milano sent. n. 7234 del 3.06.2014.

[2] C. App. Milano sent. n. 3283 del 22.08.2013.

[4] Cass. sent. n. 12028/10, n. 28743/10, n. 46669/11.

[5] Cass. sent. n. 26100/2012.


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