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Discriminatorio il contratto di lavoro intermittente per dipendenti sotto i 25 anni

13 Luglio 2014
Discriminatorio il contratto di lavoro intermittente per dipendenti sotto i 25 anni

Legge Biagi sui precari contraria alla direttiva dell’Unione Europea: il mero requisito dell’età non giustifica l’applicazione di norme meno favorevoli.

Sarà, da oggi, vietato assumere il giovane con il contratto di lavoro “a chiamata solo perché disoccupato e ha meno di 25 anni e, una volta raggiunto il limite massimo di età, sciogliere il contratto di lavoro. In altre parole, la norma del decreto Biagi sul lavoro intermittente, che negli anni ha subito varie modifiche, è in contrasto con la direttiva della Comunità europea [1]. La conseguenza, per il lavoratore dipendente, è di estremo favore: l’azienda sarà comunque costretta ad assumere il lavoratore con un contratto “a tempo indeterminato” e, inoltre, a risarcirlo. È quanto emerge da una recente sentenza pubblicata dalla Corte d’appello di Milano [2].

Esiste un decreto legislativo [3], nel nostro ordinamento, che vieta le discriminazioni anche sul lavoro. Non esistono giustificazioni che consentano, pertanto, la risoluzione del rapporto lavorativo una volta che il giovane abbia compiuto venticinque anni.

Tale discriminazione deve essere, quindi, eliminata dal giudice (qualora il datore non si adegui “con le buone”), il quale dichiarerà che fra le parti è insorto un rapporto a tempo indeterminato, sia pure con orario part-time, in base al Ccnl di riferimento.

Il semplice requisito dell’età anagrafica – scrive il giudice Carla Bianchini – non può giustificare l’applicazione di un contratto di lavoro, come quello del lavoro intermittente, pacificamente più pregiudizievole, per le condizioni che lo regolano, di un ordinario contratto a tempo indeterminato e la discriminazione che si determina rispetto a coloro che hanno superato di venticinque anni non trova alcuna ragionevole ed obiettiva motivazione.

Più tutela, dunque, per i giovani lavoratori assunti “a chiamata” e poi licenziati al superamento dei 25 anni d’età.


note

[1] Direttiva n. 2000/78 CE.

[2] C. App. Milano, sent. n. 406/14.

[3] D.lgs. n. 216/03.

Autore immagine: 123rf com


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