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No licenziamento per il lavoratore che lascia il lavoro senza aspettare il collega del turno successivo

13 Luglio 2014
No licenziamento per il lavoratore che lascia il lavoro senza aspettare il collega del turno successivo

Il recesso non può conseguire automaticamente al mero riscontro tra condotta e CCNL.

Illegittimo il licenziamento del dipendente che lascia il posto di lavoro senza aspettare il collega del turno successivo. E ciò anche se il compito del lavoratore è particolarmente delicato, come quello di un addetto alla sorveglianza.

A tendere una mano ai dipendenti fiscali con lo scadere dell’orario è una recente sentenza della Cassazione [1].

In verità, ricordano i giudici, si tratta di un argomento troppo delicato che andrebbe valutato caso per caso, alla luce di come si sono atteggiati concretamente i fatti. E proprio per questo, a maggior ragione, non può scattare alcun “automatismo” tra il comportamento contestato e il licenziamento.

Insomma: l’espulsione definitiva dal lavoro non può conseguire in modo automatico. Al contrario, andranno valutati i fatti specifici per stabilire se, davvero, la condotta del dipendente possa qualificarsi come un “abbandono della postazione”, in presenza del quale scatti il licenziamento.

Anche se il contratto collettivo – si legge in sentenza – prevede, per un determinato comportamento, la sanzione del licenziamento (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo), il giudice, chiamato a decidere dell’eventuale causa proposta dal lavoratore, deve comunque verificare l’effettiva gravità della condotta addebitata a quest’ultimo.

In pratica, la semplice ricorrenza di una delle ipotesi previste dal CCNL non può comportare automaticamente la risoluzione del contratto di lavoro, ma occorre sempre che il comportamento del dipendente sia valutato concretamente, alla luce dei fatti specifici, e quindi bisogna verificare se vi sia colpa o dolo: ciò perché ogni sanzione deve essere sempre proporzionata al danno subito dall’impresa.

Insomma, affinché scatti il licenziamento l’inadempienza del dipendente deve essere sempre di “non scarsa importanza[2].

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note

[1] Cass. sent. n. 16009 dell’11.07.2014.

[2] Art. 1455 cod. civ.


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