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Libertà vigilata: cos’è e come funziona?

9 Marzo 2022 | Autore:
Libertà vigilata: cos’è e come funziona?

Misure di sicurezza: cosa sono e a chi si applicano? Quali prescrizioni deve rispettare la persona sottoposta a sorveglianza?

La legge prevede delle speciali sanzioni (definite misure di sicurezza) che il giudice può applicare alle persone ritenute socialmente pericolose. Come si vedrà, il giudice può decidere di comminare tali sanzioni anche a soggetti che non siano stati condannati per un reato: si pensi, ad esempio, al minore di 14 anni che, per legge, non è ancora imputabile. Con questo articolo spiegheremo cos’è la libertà vigilata e come funziona.

Sin da subito possiamo affermare che la libertà vigilata comporta delle limitazioni a volte anche rilevanti alla libertà personale di un soggetto. Ad esempio, il giudice può stabilire che la persona sottoposta a libertà vigilata non debba allontanarsi dal Comune di residenza, oppure che non debba uscire nelle ore notturne. Ma cos’è e come funziona la libertà vigilata? In quali casi il giudice può disporla? Prosegui nella lettura se cerchi risposte a queste domande.

Cos’è la libertà vigilata?

La libertà vigilata è una misura di sicurezza, cioè una sanzione prevista per le persone che hanno commesso un reato e che sono ritenute socialmente pericolose.

Libertà vigilata: in cosa consiste?

La libertà vigilata consiste in una limitazione della libertà personale, più o meno intensa a seconda di quanto disposto dal giudice che ne ha ordinato l’applicazione.

In linea di massima, la libertà vigilata può comportare l’obbligo di dimora (consistente nel non allontanarsi senza permesso dal proprio Comune di residenza), la reperibilità, l’obbligo di lavoro, il divieto di possedere o usare armi o altri oggetti ritenuti pericolosi, e altri obblighi di condotta ritenuti idonei al caso concreto.

Le restrizioni imposte con la libertà vigilata servono a impedire che il soggetto possa compiere un nuovo reato e a favorire il suo reinserimento nella società. Tali prescrizioni possono comunque essere dal giudice successivamente modificate o limitate.

La libertà vigilata non può avere durata inferiore a un anno. La sorveglianza della persona in stato di libertà vigilata è affidata alle forze dell’ordine.

Libertà vigilata: a chi si applica?

La libertà vigilata si applica alle persone socialmente pericolose che hanno commesso un reato. La pericolosità è determinata dal giudice in base alla personalità del reo e alle circostanze del fatto.

Ai fini dell’applicazione della libertà vigilata (così come di ogni altra misura di sicurezza) non è richiesta l’imputabilità, cioè la capacità di intendere e di volere.

Di conseguenza, la libertà vigilata può applicarsi:

  • a persone imputabili (cioè capaci di intendere e di volere) e socialmente pericolose; in questa ipotesi, la misura di sicurezza si aggiunge alla pena vera e propria, la quale dovrà essere scontata per prima;
  • a persone non imputabili (incapaci di intendere e di volere e minori di quattordici anni) ma socialmente pericolose;
  • a persone parzialmente imputabili (minori di diciotto ma maggiori di quattordici anni; individui affetti da vizio parziale di mente) e socialmente pericolose.

Eccezionalmente, la libertà vigilata può applicarsi anche nel caso di reato impossibile oppure di istigazione a commettere un delitto, quando però l’istigazione non sia stata accolta. Si tratta delle uniche due ipotesi in cui può applicarsi una misura di sicurezza senza che sia stato commesso un reato.

Libertà vigilata: quando si applica?

Secondo la legge, il giudice deve sempre ordinare l’applicazione della libertà vigilata nelle seguenti ipotesi:

  • in caso di condanna a pena non inferiore ai dieci anni di reclusione. In questa circostanza, la libertà vigilata non può avere durata inferiore a tre anni;
  • quando il condannato è ammesso alla liberazione condizionale, cioè a scontare la restante parte di pena al di fuori del penitenziario;
  • al contravventore abituale o professionale che ha commesso un nuovo reato;
  • in tutti gli altri casi determinati dalla legge.

Libertà vigilata: come funziona?

Come detto in precedenza, la libertà vigilata comporta una serie di limitazioni alla libertà personale del soggetto sottoposto a sorveglianza.

Le restrizioni sono stabilite dal giudice, il quale prescrive, nel proprio provvedimento, tutto ciò che il soggetto dovrà fare (ad esempio, presentarsi alla polizia una volta al giorno) o non fare (cambiare residenza, uscire di notte, ecc.).

La legge dice che le prescrizioni imposte dal giudice sono trascritte in una carta precettiva che è consegnata all’interessato, con obbligo di conservarla e di presentarla ad ogni richiesta dell’autorità.

In pratica, il soggetto sottoposto a libertà vigilata deve portare con sé un documento che attesta le restrizioni a cui è sottoposto, così da poterne far mostra alla polizia in caso di controllo.

In ogni caso, la vigilanza è esercitata in modo da non rendere difficoltosa alla persona che vi è sottoposta la ricerca di un lavoro e da consentirle di attendervi con la necessaria tranquillità.

Libertà vigilata: cosa succede in caso di violazione?

Per legge, quando la persona in stato di libertà vigilata trasgredisce agli obblighi imposti, il giudice può aggiungere alla libertà vigilata la cauzione di buona condotta.

La cauzione di buona condotta è una misura di sicurezza patrimoniale che consiste nel deposito, presso la Cassa delle ammende, di una somma non inferiore a 103,29 euro né superiore a 2.065,83 euro. La durata della cauzione di buona condotta non può essere inferiore a un anno, né superiore a cinque, e decorre dal giorno in cui la cauzione fu prestata.

Lo scopo della cauzione è quello di evitare che un soggetto delinqua a fronte della possibilità di perdere la cauzione versata. In pratica, la legge ti dice così: se ti comporti bene, ti restituisco la cauzione; altrimenti, la trattengo a titolo definitivo.

Se l’obbligo di buona condotta viene rispettato, il giudice, terminato il periodo stabilito, ordina la restituzione delle somme o l’estinzione delle garanzie prestate. In luogo del versamento di una somma di denaro, è ammessa la prestazione di una garanzia di tipo fideiussorio.

Nel caso di violazione particolarmente grave o di trasgressione ripetuta nel tempo, ovvero qualora non venga prestata la cauzione, il giudice può sostituire la libertà vigilata con l’assegnazione a una colonia agricola o a una casa di lavoro, ovvero, se si tratta di un minore, il ricovero in un riformatorio giudiziario (cioè, una comunità per minorenni).



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