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Promozione cellulare: può cambiare senza richiesta?

5 Marzo 2022 | Autore:
Promozione cellulare: può cambiare senza richiesta?

Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali: l’operatore telefonico può aumentare la tariffa senza il consenso del cliente?

Cambiare operatore telefonico è quasi sempre conveniente. Il nuovo gestore, pur di “rubare” la clientela ai concorrenti, offre condizioni vantaggiose che fanno gola al pubblico. Il problema è che, dopo essersi accaparrato l’utente con un’offerta irresistibile, l’operatore spesso procede a modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, in genere aumentando la tariffa. È legale tutto ciò? La promozione sul cellulare può cambiare senza richiesta?

Con questo articolo vedremo se la compagnia telefonica, inviando un semplice messaggino, può aumentare il costo della tariffa a cui originariamente si è aderito. Quali sono i diritti dell’utente? La variazione dei costi di servizio effettuata unilateralmente dall’operatore è legale? La promozione sul cellulare può essere cambiata senza richiesta del cliente? Scopriamolo insieme.

Operatore: può modificare le condizioni contrattuali?

In linea di massima, l’operatore telefonico può modificare unilateralmente il contratto, imponendo nuove condizioni all’utente.

Ciò tuttavia è possibile solamente nel rispetto di quanto stabilito dall’Autorità Garante delle comunicazioni. In caso contrario, le modifiche saranno illecite e, pertanto, il consumatore potrà legittimamente opporsi. Vediamo quando.

Operatore telefonico: quando può modificare la promozione?

Secondo il Codice delle comunicazioni elettroniche [1], la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali (che in genere consiste nell’aumento delle tariffe) può avvenire solo per ragioni oggettive, previste già nel contratto e comunicate insieme alla modifica stessa.

In altre parole, la possibilità di procedere a variazioni unilaterali è possibile solo se, nell’originario contratto a cui ha aderito l’utente, tale facoltà era contemplata.

Insomma: è un po’ quello che accade con le banche, le quali possono modificare unilateralmente le condizioni contrattuali (ad esempio, quelle del conto corrente) se questo potere era previsto sin dall’inizio nell’accordo originario.

La motivazione della modifica non può limitarsi a formulazioni generiche, ma deve essere reale e concreta. Ad esempio, l’operatore può giustificare la variazione contrattuale per via di un adeguamento alla normativa europea oppure per altri motivi oggettivi.

Preavviso modifica condizioni contrattuali

L’operatore telefonico deve comunicare la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali rispettando un preavviso di almeno 30 giorni dalla decorrenza delle variazioni.

L’operatore deve inoltre informare il cliente della facoltà di recedere dal contratto senza costi di disattivazione o penali qualora non accetti la modifica. Approfondiamo questo aspetto.

Modifica tariffe: si può recedere?

Il cliente non è obbligato ad accettare la modifica delle condizioni contrattuali. Ciò significa, in parole povere, che l’utente può recedere se la nuova tariffa è troppo costosa oppure il servizio presenta condizioni complessivamente più svantaggiose (ad esempio, meno giga per navigare in internet).

Il cliente non può invece pretendere di rimanere alle vecchie condizioni. In altre parole, davanti a una variazione unilaterale della promozione, all’utente non resta che accettare oppure recedere completamente dal servizio, magari cambiando operatore (anche chiedendo la portabilità del numero telefonico) oppure rimanendo con lo stesso ma scegliendo una diversa offerta.

Il recesso deve avvenire senza alcun costo, in quanto rappresenta un diritto insopprimibile di fronte alla scelta unilaterale dell’operatore di cambiare le condizioni contrattuali.

Il cliente che recede non deve nemmeno temere di perdere i vantaggi di cui ha usufruito fino a quel momento.

Ad esempio, se l’utente ha aderito a un’offerta a tariffa agevolata o comunque scontata con vincolo di tempo ma, nel frattempo, è intervenuta una modifica unilaterale che giustifica il recesso, l’operatore telefonico non potrà chiedere la restituzione degli sconti fruiti fino al recesso.

Le modalità per esercitare il recesso devono essere espresse in modo chiaro dall’operatore nel momento in cui invia l’avviso di modifica unilaterale della promozione.

Inoltre, il recesso deve poter essere esercitato secondo le stesse forme utilizzabili per attivare l’offerta o sottoscrivere il contratto. Insomma, se l’attivazione della promozione è avvenuta per telefono oppure tramite Internet, allo stesso modo sarà possibile recedere.

In ogni caso, nel dubbio, è sempre opportuno inviare una comunicazione formale di cui si possa conservare traccia, ad esempio avvalendosi di una raccomandata con avviso di ricevimento o di una pec.

Quando si recede dal contratto per via delle modifiche unilaterali dell’operatore, bisogna ricordare di specificare che il recesso è giustificato proprio da ciò, cioè da una variazione della promozione a cui non si intende aderire.

In caso contrario, il recesso potrebbe essere attribuito ad altra causa, costringendo così il cliente a pagare la penale oppure a restituire gli sconti di cui si è beneficiato aderendo alla tariffa.

Modifica promozione telefonica: quando fare reclamo?

Se l’operatore telefonico non rispetta le regole sopra viste, l’utente può inoltrare un reclamo direttamente all’operatore oppure avvalersi di un avvocato per intraprendere una vera e propria azione giudiziaria.

È possibile opporsi alle modifiche unilaterali tutte le volte in cui l’operatore:

  • non ha fatto pervenire una comunicazione chiara;
  • non ha giustificato la propria decisione;
  • non ha comunicato la possibilità di avvalersi del diritto di recesso;
  • non ha comunicato nulla, procedendo alla variazione unilaterale senza alcun avviso.

note

[1] Art. 70 codice delle comunicazioni.

Autore immagine: canva.com/


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