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Pensione d’invalidità e sussidio regionale

25 Dicembre 2021
Pensione d’invalidità e sussidio regionale

Svolgo un’attività lavorativa con reddito netto previsto nel 2021 di circa 4.500 euro. Da gennaio 2021, ricevo assegno di assistenza Inps per invalidità civile. In Sardegna, la legge 20/97 riconosce un importo da calcolare in base al reddito disponibile. Vorrei capire se i 4.500 euro del mio reddito sommati all’eventuale importo della Regione supera il limite previsto per poter usufruire dell’assegno Inps.

Riguardo al sussidio di cui alla L.R. 20/97, confermo che dall’importo viene decurtato il reddito derivante dall’assegno di assistenza per invalidità civile erogato dall’Inps.

Richiedendo il sussidio della L.R. 20/97, non dovrebbe dichiarare all’Inps l’eventuale importo che Le venga assegnato dalla regione a titolo di sussidio, quindi i 4500 euro del Suo reddito non sarebbero sommati all’eventuale importo della regione Sardegna. È necessario però approfondire.

Ricordiamo innanzitutto che, in merito ai redditi rilevanti per il diritto alla pensione d’invalidità civile, o meglio all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, non deve essere superata la soglia complessiva di 4.931,29 euro annui.

Sono valutabili i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef, cioè imponibili, al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali. Non entrano quindi nella valutazione del reddito l’importo stesso dell’assegno mensile, le rendite Inail, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento. Al riguardo, occorre ricordare che anche la casa di abitazione è stata recentemente dispensata dalla valutazione del reddito.

Per la precisione, l’informativa Inail del 13/02/2019 chiarisce che, ai fini dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali (e della pensione d’inabilità civile, che spetta agli invalidi civili al 100%, con soglie annue di reddito più elevate) erogato dall’Inps, i redditi da considerare sono i seguenti:

  • stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.;
  • redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);
  • redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
  • redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
  • redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
  • redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
  • trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

Secondo quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (il modello “Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile”, che serve, una volta riconosciuta l’invalidità, per ottenere la pensione), è necessario riportare, tra i vari redditi, anche gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto e le eredità.

redditi che non rilevano ai fini della soglia limite per il diritto alla pensione d’invalidità civile sono invece i seguenti:

  • pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili: si tratta di prestazioni esenti dall’Irpef;
  • rendite infortunistiche Inail aventi natura di risarcimento;
  • assegni per l’assistenza personale continuativa;
  • rendita Inail ai superstiti, in caso di morte del titolare della rendita;
  • assegno funerario;
  • rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
  • pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
  • assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
  • pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
  • soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
  • sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
  • sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
  • rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

In particolare, il sussidio di cui alla L.R. 20/97 dovrebbe rientrare nei sussidi a carattere assistenziale e nelle prestazioni assimilate, quindi tra le prestazioni non rilevanti ai fini del superamento del limite di reddito per la pensione d’invalidità civile.

La valutazione del reddito per la pensione di invalidità civile deve essere effettuata nei confronti del solo percettore del sostegno economico e non, anche, del coniuge o degli altri familiari (la valutazione del reddito familiare viene invece effettuata in merito al diritto al sussidio di cui alla L.R. 20/97, ma solo per i minori e gli interdetti).

La corresponsione dell’assegno di invalidità civile avviene sempre in misura piena se è soddisfatto il limite reddituale di 4.931,29 euro (e non è prevista l’attribuzione in misura parziale in caso di splafonamento del reddito).

In conclusione:

  • nei redditi rilevanti per il diritto al sussidio erogato dalla regione Sardegna (L.R. 20/97) è compreso l’importo della pensione d’invalidità civile, o più precisamente dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali;
  • al contrario, pur mancando una pronuncia esplicita, si ritiene che il sussidio erogato dalla regione Sardegna non rientri tra i redditi rilevanti ai fini del superamento del limite annuo di 4.931,29 euro (valore 2021) per il diritto alla pensione d’invalidità civile. L’informativa Inail del 13/02/2019 chiarisce infatti che sono irrilevanti i sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate.

Articolo tratto da una consulenza svolta dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.



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