Bonus mobili, affitti e case popolari: le novità

14 Luglio 2014
Bonus mobili, affitti e case popolari: le novità

Piano casa: detrazioni per chi è in affitto in alloggi sociali; bonus mobili con detrazioni senza tetto massimo.

Il Governo ha stanziato 1.800.000 euro per l’emergenza abitativa: un pacchetto che comprende, oltre a una revisione del bonus mobili, un taglio della cedolare secca dal 19% al 15% per i contratti di locazione a canone concordato stipulati a Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e nei Comuni a questi confinanti; in tutti i capoluoghi di provincia e tutti i Comuni ad alta tensione abitativa [1]; nei Comuni per i quali, negli ultimi cinque anni, è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito di eventi calamitosi. Questa riduzione vale per gli anni 2014/2017 e si applica ai nuovi contratti, ma anche a quelli già in essere.

L’aliquota della cedolare secca sugli altri contratti resta al 21%. Il piano casa prevede una nuova detrazione per chi è in affitto nelle case popolari. Infatti, per gli anni dal 2014 al 2015, le famiglie in affitto in un alloggio sociale possono detrarre 900 euro per redditi fino a 15.493,71 euro lordi annui, o 450 euro se il reddito supera questa soglia, ma non i 30987,41 euro.

Belle notizie sul fronte “bonus mobili”: è stato riportato a 10 mila euro il limite massimo di spesa detraibile. Infatti, da gennaio 2015, il limite di spesa per cui si può sfruttare la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili o elettrodomestici nell’ambito di una ristrutturazione edilizia era individuato nell’importo della spesa sostenuta per la ristrutturazione e nel limite massimo di 10 mila euro. In pratica, se per la ristrutturazione la spesa era di 5mila euro, per l’acquisto di mobili o elettrodomestici si poteva beneficiare di una spesa agevolata fino a un massimo di 5mila euro. Questo vincolo non esiste più: se per la ristrutturazione la spesa è di poche centinaia di euro è possibile comunque detrarre una spesa massima di 10mila euro in mobili e/o elettrodomestici.

 


note

[1] L’elenco è nella delibera n. 87/2003 del Cipe.

Autore immagine: 123rf com


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