Diritto e Fisco | Articoli

Come viene punito il cyberbullismo?

11 Marzo 2022 | Autore:
Come viene punito il cyberbullismo?

Bullismo telematico: cos’è e com’è punito? Quali sono le sanzioni disciplinari? Cos’è e come funziona l’ammonimento del questore?

Ragazzini che prendono in giro il proprio compagno di scuola perché sovrappeso oppure non vestito all’ultima moda; spinte, sgambetti o piccoli furtarelli per umiliare chi è solo e non può difendersi; derisione ed emarginazione. Tutto questo, quando commesso a scuola, ha un nome: bullismo. Quando queste condotte persecutorie si realizzano tramite Internet, allora la denominazione corretta è cyberbullismo. Come viene punito?

Come vedremo, la legge prevede una specifica disciplina per il bullismo tra minori che avviene per mezzo di social, chat e, in generale, tramite Internet. La tutela è comunque ancora scarsa, visto che il bullismo in ogni sua forma non è considerato reato, salvo il ricorrere di specifiche ipotesi. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come viene punito il cyberbullismo.

Cos’è il cyberbullismo?

La legge [1] definisce il cyberbullismo come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, in danno di minorenni, realizzata per via telematica.

È cyberbullismo anche la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo è quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Dunque, ogni tipo di vessazione nei riguardi di un minore, se realizzata con costanza, può essere una forma di bullismo; se commessa con gli strumenti telematici, allora diventa cyberbullismo.

Cyberbullismo: cosa prevede la legge?

La legge sul cyberbullismo prevede alcuni strumenti di tutela a favore delle vittime di questa condotta illecita. I principali sono:

  • l’oscuramento dei siti Internet sui quali avviene il cyberbullismo;
  • il reclamo al Garante per la privacy;
  • la segnalazione ai genitori del cyberbullo;
  • l’ammonimento del questore, nel caso in cui il cyberbullismo costituisca anche reato (di questo parleremo a breve).

La legge ha cura di specificare che ciascuno di questi rimedi può essere azionato direttamente dal minore che abbia compiuto quattordici anni.

A partire dalla stessa età il minorenne può anche sporgere denuncia o querela, nel caso in cui il cyberbullismo configuri anche un’ipotesi di reato.

Com’è punito il cyberbullo?

Se il cyberbullo non ha commesso reati, contro di lui sarà possibile agire solamente con sanzioni di tipo “scolastico”.

Ad esempio, la legge dice che il dirigente scolastico che viene a conoscenza di un episodio di cyberbullismo commesso da uno o più studenti del proprio istituto è obbligato ad informarne immediatamente i genitori dei responsabili e a prendere adeguati provvedimenti disciplinari di carattere educativo.

In pratica, il ragazzo sorpreso a compiere atti di cyberbullismo verrà segnalato ai genitori e il preside potrà adottare i provvedimenti che riterrà più opportuni in base al regolamento d’istituto. In genere, le sanzioni vanno dall’ammonizione fino all’esclusione dallo scrutinio finale, passando per la sospensione.

Inoltre, al cyberbullo il dirigente scolastico potrebbe imporre di seguire dei corsi di rieducazione tenuti nell’istituto e dedicati al fenomeno del bullismo.

Ben diverse sono le conseguenze nel caso in cui il bullismo sia sfociato in un reato vero e proprio. Si pensi al bullo che abbia picchiato il compagno di classe provocandogli delle lesioni, oppure al furto di denaro, allo stalking o ancora alla diffamazione a mezzo social.

In casi del genere, il bullo che ha compiuto 14 anni è penalmente perseguibile; ciò significa che può rispondere in tribunale (quello per i minorenni) delle proprie azioni se la vittima lo ha querelato.

Peraltro, si tenga presente che, poiché ogni insegnante, nell’esercizio delle proprie funzioni, è un pubblico ufficiale, se un docente assiste a un reato commesso da uno degli studenti dovrà obbligatoriamente sporgere denuncia alle forze dell’ordine.

Cyberbullismo: come funziona l’ammonimento del questore?

La legge sul cyberbullismo prevede uno specifico strumento di tutela nel caso di bullismo telematico: l’ammonimento del questore. In cosa consiste?

La vittima di cyberbullismo (o il genitore, se minorenne) può rivolgersi al questore e chiedere che il bullo venga formalmente diffidato dal reiterare la sua azione. La segnalazione può provenire anche da terze persone: l’importante è che essa non sia anonima.

L’ammonimento può essere rivolto nei confronti dei cyberbulli solamente se abbiano compiuto i quattordici anni e non ancora i diciotto. L’ammonimento, inoltre, può essere comminato solamente se il destinatario non sia già stato denunciato, per lo stesso fatto, per i reati di diffamazione o minaccia.

La procedura è la seguente. Innanzitutto, si espongono i fatti alla polizia o alla stazione dei carabinieri più vicina, i quali trasmettono poi tutti gli atti al questore, che convoca il minore autore del reato insieme ad almeno un genitore.

Se il questore ritiene sussistere l’illecito, assunte le informazioni del caso e sentite le persone informate sui fatti, ammonisce oralmente l’autore dell’atto di cyberbullismo, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e a non divulgare il video che, ad esempio, per il momento circola soltanto su chat singole o di gruppo.

Ai fini dell’ammonimento, il questore convoca il minore, insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale.

L’ammonimento del questore è stato concepito come un rimedio alternativo alla querela: ciò significa che ci si potrà rivolgere al questore solamente se il bullo telematico, a causa della sua condotta, abbia commesso un reato.

Francesco perseguita sui social network il suo compagno di scuola, Mario. In uno dei gruppi che ha creato a tale scopo, pubblica commenti ingiuriosi nei confronti della vittima.

Nel caso appena esemplificato, il bullo telematico ha commesso il reato di diffamazione: in un’ipotesi del genere, se l’autore del fatto non è maggiorenne ma ha già compiuto i quattordici anni potrà essere querelato oppure segnalato al questore, il quale provvederà con la procedura di ammonimento vista sopra.

Se neanche l’ammonimento dovesse bastare, allora non resterà che sporgere querela contro il bullo.


note

[1] Legge n. 71 del 29 maggio 2017.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube