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Comuni, addio a Equitalia con proroga

19 Marzo 2013
Comuni, addio a Equitalia con proroga

Si avvicina la data di addio, per gli enti territoriali, del sistema di riscossione attraverso Equitalia, ma ancora nessuna amministrazione si è riuscita a dotare di un sistema alternativo; si parla di nuove proroghe.

Dal prossimo 1° luglio, oltre seimila Comuni italiani saranno costretti a gestire autonomamente l’incasso dei tributi; dovranno cioè dire addio ad Equitalia, l’agente nazionale della riscossione. Tuttavia, la previsione già disposta con una legge del 2011 [1] sarà oggetto di un’ennesima proroga (dopo quella già intervenuta lo scorso anno): i Comuni, infatti, non sono ancora riusciti ad organizzare un servizio alternativo: uno slittamento che congelerà il quadro attuale probabilmente fino alla fine dell’anno.

Il decreto Sviluppo aveva imposto alle singole amministrazioni di salutare Equitalia già alla fine del 2011; ma, trascorsi due anni, i problemi sono ancora irrisolti.

Nel 2012, l’Associazione nazionale dei Comuni aveva annunciato il lancio di Anci Riscossioni, una società con partner privato che sarebbe entrata nel mercato della riscossione locale anche in funzione di supporto dei Comuni, in sostituzione dell’odiata Equitalia.

L’ultima proroga è contenuta nel Decreto “Enti locali”, che ha fissato la scadenza al prossimo 30 giugno, in attesa del riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate degli enti territoriali. Riordino che però non c’è stato. In teoria, entro fine giugno, i Comuni dovrebbero scegliere se affidare a un soggetto esterno il servizio o gestirlo direttamente. Ma i vincoli di spesa e i limiti alle assunzioni da un lato e i tempi stretti per bandire nuove gare rendono arduo il progetto. Si pensa già a una nuova, ennesima proroga.

note

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Articolo di Gianni Trovati, su II Sole 24 Ore del 18.03.2013, pag. 5.

 

[1] Art. 7 del Decreto Sviluppo, DL n. 70/2011.


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