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Diritto a pensione Inps

12 Marzo 2022 | Autore:
Diritto a pensione Inps

Trattamenti pensionistici erogati dalle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps: come capire se si soddisfano i requisiti?

Sono davvero numerosi i lettori che ci domandano, soprattutto all’avvicinarsi della fine dell’anno, se hanno raggiunto il diritto a pensione Inps.

Innanzitutto, bisogna osservare che l’Inps non eroga soltanto una tipologia di pensione, ma che i trattamenti che si possono ottenere sono differenti, sia in base alla specifica gestione previdenziale alla quale si è iscritti, sia in base all’anzianità di iscrizione e contributiva, nonché alla categoria di appartenenza.

Per fare un esempio, presso l’assicurazione generale obbligatoria Inps tutti possono raggiungere la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, più 3 mesi di finestra (un anno in meno per le donne), ma soltanto coloro che non possiedono contributi al 31 dicembre 1995 possono ottenere la pensione anticipata contributiva a 64 anni (con 20 anni di contributi, trattamento liquidato purché l’importo sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale).

In relazione alla pensione anticipata, soltanto i lavoratori precoci appartenenti a specifiche categorie possono ottenerla con il requisito ridotto di 41 anni di versamenti. Ci sono poi le pensioni anticipate sperimentali, i cui requisiti possono essere raggiunti soltanto entro determinate date, come l’opzione donna, la quota 100 e la quota 102 (quest’ultima sarà introdotta a breve dalla legge di bilancio 2022).

La pensione di vecchiaia ordinaria si ottiene con 67 anni di età e 20 anni di contributi, ma coloro che non possiedono contributi al 31 dicembre 1995, o che hanno optato per il ricalcolo contributivo di tutta la pensione, ottengono il trattamento soltanto se il suo importo risulta almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale.

Ma le differenze non finiscono qui: presso alcuni fondi speciali, ad esempio il Fondo volo o il Fondo lavoratori dello spettacolo – sportivi professionisti, si può ottenere un anticipo del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Un anticipo differente dell’età richiesta per la vecchiaia è anche riconosciuto ai dipendenti del settore privato con un’invalidità pensionabile almeno pari all’80%.

Da non dimenticare la speciale pensione di anzianità spettante agli addetti ai lavori usuranti e notturni, che si ottiene con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi ed una quota minima (sommatoria del requisito anagrafico e contributivo) pari a 97,6.

Prepensionamento

Osservata questa breve panoramica dei trattamenti pensionistici, è importante tener conto che gli iscritti alle casse amministrate dall’Inps possono aver diritto anche al cosiddetto prepensionamento, ossia al riconoscimento di un trattamento di accompagnamento alla pensione. In buona sostanza, in specifiche ipotesi, il lavoratore può avere diritto ad un’indennità a sostegno del reddito che lo accompagni dal momento dell’uscita dal lavoro sino alla maturazione dei requisiti per la pensione.

Sono trattamenti di prepensionamento, anche detti scivoli, l’Ape sociale, l’isopensione, l’assegno straordinario ed il contratto di espansione.

Requisiti per la pensione

Abbiamo osservato che i trattamenti pensionistici e di prepensionamento che possono essere conseguiti presso le gestioni amministrate dall’Inps sono veramente numerosi. Ma come sapere se si rientra nelle categorie di aventi diritto ad uno di questi trattamenti?

Oltre alla lettura della nostra Guida alle pensioni Inps, qualora si abbiano dei dubbi o la posizione previdenziale personale risulti complessa, è bene affidarsi a dei professionisti esperti in ambito previdenziale, che provvedano ad eseguire un’analisi completa della posizione personale.

Spesso, le ipotesi di uscita sono diverse: è dunque importante valutare, oltre all’uscita dal lavoro più vicina, anche l’ipotesi di pensionamento che dia luogo ad un trattamento più cospicuo.

Sommatoria dei contributi

Non sono affatto rare le ipotesi nelle quali il lavoratore possieda contributi previdenziali accreditati presso gestioni diverse.

In relazione alla maggior parte dei trattamenti, è possibile raggiungere il requisito contributivo richiesto anche sommando gratuitamente i contributi accreditati presso casse diverse, attraverso lo strumento del cumulo [1].

Uno strumento molto simile è la totalizzazione [2], che consente di raggiungere specifiche tipologie di pensione di vecchiaia, di anzianità, nonché la pensione di inabilità ed ai superstiti; rispetto al cumulo, presso le gestioni Inps la totalizzazione comporta spesso il ricalcolo contributivo della pensione, normalmente penalizzante.

Sussiste poi la ricongiunzione, che fa confluire tutti i contributi posseduti verso una sola gestione ed è normalmente a titolo oneroso. Vi sono, ancora, degli strumenti simili alla ricongiunzione che si possono utilizzare gratuitamente, come il computo presso la gestione separata o il computo dei servizi, per alcune categorie di dipendenti pubblici, oppure la totalizzazione in convenzione per gli iscritti all’Enpals.

Valutazione dei periodi contribuiti

In merito ai requisiti di contribuzione richiesti per la pensione o per il prepensionamento, risulta fondamentale la corretta valutazione dei periodi lavorati, o comunque coperti.

Il documento-base, per effettuare questa valutazione, è l’estratto conto previdenziale, che si può estrapolare dal portale web dell’Inps (effettuando l’accesso con le proprie credenziali dispositive) o si può richiedere tramite patronato.

La contribuzione accreditata è esposta nel documento in modo diverso, a seconda delle gestioni previdenziali considerate: ad esempio, presso il Fondo pensione lavoratori dipendenti è espressa in settimane; quindi, l’intera annualità risulta coperta in presenza di 52 settimane. Presso le gestioni degli artigiani, dei commercianti e la gestione separata è invece espressa in mesi, mentre presso le gestioni dei dipendenti pubblici è espressa in anni, mesi e giorni. Molto particolare e complesso risulta il conteggio delle giornate per i lavoratori agricoli subordinati ed i lavoratori dello spettacolo.

Bisogna anche considerare che l’estratto conto ordinario, secondo l’Inps, non ha valore certificativo, quindi, quando possibile, è raccomandata la richiesta del cosiddetto Ecocert, l’estratto conto Inps con valore di certificazione.

Per verificare il diritto a pensione, inoltre, potrebbe essere necessario aggiungere delle annualità che ancora non risultano nell’estratto conto, ad esempio qualora si stia valutando l’opportunità di riscattare determinati periodi. Il consiglio, in argomento, è sempre quello di rivolgersi ad un esperto del settore previdenziale, per ottenere un quadro completo della situazione, inserendo anche eventuali ipotesi di riscatto. Se dall’estratto conto emerge la mancanza di alcuni periodi lavorati, è necessario inviare una segnalazione contributiva all’Inps.

Per ulteriori approfondimenti: Come leggere l’estratto conto Inps.


note

[1] Art. 1, Co. 239 e ss., L. 228/2012.

[2] D.lgs. 42/2006.

Autore immagine: pixabay.com


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1 Commento

  1. Salve sono dipendente del Ministero della Difesa dal 1987.
    Sono in lotta con INPS da 2 anni per il riconoscimento dei miei diritti maturati per andare in pensione con la legge PRECOCI E USURANTI. Mi hanno docciato due volte la richiesta senza mai specificare il motivo. La terza volta è successo addirittura un miracolo, i miei contributi privati ricongiunti nel lontano 1988 miracolosamente si sono di nuovo divisi in quelli privati da quelli pubblici. Mi hanno contattato spiegandomi che la domanda per la valutazione era stata sbagliata,in quanto era stata presentata con i contributi congiunti mentre in realtà per INPS sono ancora divisi. Sono in possesso di tutti i documenti di tutte le email scambiate con i funzionari dell INPS. Mi chiedo se è possibile riuscire ad ottenere un mio diritto. In attesa di una vostra risposta porgo i saluti.

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