Diritto e Fisco | Articoli

Che cosa è il danno biologico?

14 Marzo 2022 | Autore:
Che cosa è il danno biologico?

Quando c’è diritto al risarcimento delle lesioni riportate durante un evento illecito e come viene calcolato. La differenza con il danno morale.

Chi rompe paga, si dice spesso. Anche quando a finire in frantumi è l’equilibrio psicofisico di una persona in seguito, ad esempio, ad un incidente o ad un episodio di malasanità. È il cosiddetto danno biologico, che esula dalla sfera prettamente materiale per causare un pregiudizio alla persona in quanto tale. Che cosa è il danno biologico esattamente e quando c’è il diritto al risarcimento?

Il nostro ordinamento definisce il danno la lesione di un bene giuridico tutelato dalla legge. Pertanto, viene riconosciuto anche quello che interessa la sfera psicofisica di un soggetto, vale a dire l’integrità personale di un cittadino. Il danno biologico, appunto, che può essere provocato da un’azione involontaria (lo scontro fortuito tra due auto, l’errore non voluto di un medico) o volontaria (la rapina che lascia delle conseguenze nel corpo e nella psiche dell’individuo, la rissa che causa delle ferite, ecc.). Vediamo di cosa si tratta e quando va risarcito il danno biologico.

Danno biologico: che cos’è?

Per danno biologico si intende la lesione all’integrità psicofisica di una persona, cioè alla salute del corpo e della mente di un individuo.

Più esplicita la definizione offerta dal Codice delle assicurazioni private, che lo descrive come «la lesione temporanea o permanente all’integrità psicofisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito».

In altre parole, una persona può continuare a lavorare e a procurarsi un reddito pur avendo subìto una lesione psicofisica che va, comunque, accertata, valutata e, se il caso, risarcita. Ecco perché il danno biologico rientra tra quelli non patrimoniali, dato che non intacca direttamente il patrimonio dell’individuo danneggiato.

Per fare un esempio: chi rimane ferito in un incidente stradale provocato da un altro, avrà diritto al risarcimento del danno patrimoniale (a quello, cioè, provocato alla sua auto) e del danno non patrimoniale (il danno biologico per le lesioni riportate).

Il danno biologico non va confuso con il danno morale, vale a dire con quello che riguarda gli aspetti interiori e non obiettivamente accertabili. Si parla, ad esempio, della sofferenza psicologica o del dolore arrecato da un fatto illecito commesso da un’altra persona. Il risarcimento del danno morale è sempre previsto quando il fatto costituisce reato.

Danno biologico: come si può provare?

Come abbiamo più volte detto, il danno biologico interessa non solo la parte del corpo lesionata da un evento ma anche la psiche della persona. Nel primo caso, dimostrare delle ferite esterne in seguito ad un incidente stradale può essere tutto sommato semplice. Più complicato è provare il danno psicologico subito, per esempio, in seguito a un episodio di malasanità o a una rapina.

In entrambi i casi, ad ogni modo e agli effetti del risarcimento del danno non patrimoniale, è necessario avere un certificato medico e la documentazione sanitaria necessaria a valutare la causa e l’entità delle lesioni riportate.

Questo significa che non verrà risarcito un danno biologico presunto o immaginabile ma solo quello concreto e dimostrato, con tutta la documentazione in mano.

Danno biologico: come viene risarcito?

Torniamo al discorso di prima: come può essere quantificato un danno biologico? Per quello patrimoniale, ad esempio, in seguito ad un incidente stradale, le cose non sono particolarmente complicate: appurato chi è il conducente da risarcire, basta presentare la fattura del meccanico o del carrozziere per ottenere l’indennizzo dall’assicurazione. Diverso, invece, quando si parla della sfera personale del danneggiato.

Per calcolare il danno biologico occorre fare riferimento a delle precise tabelle elaborate dalla giurisprudenza che riportano delle cifre individuate sulla base di alcuni parametri come l’entità e il tipo di lesione, i punti di invalidità riconosciuta, i giorni di degenza, l’età del danneggiato, ecc. Ai vari punti di invalidità viene attribuito un valore economico rapportato agli altri parametri. Di solito, vengono tenute in considerazione maggiormente le tabelle del Tribunale di Milano e, poi, anche quelle di Roma.

Inoltre, la Cassazione ha stabilito di recente [1] che nel liquidare il danno non patrimoniale il giudice, in presenza di «circostanze eccezionali», può applicare un aumento fino al 30% del valore del danno biologico riportato nelle tabelle milanesi. La legge, infatti [2], riconosce che, quando la lesione incide «in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati, l’ammontare del risarcimento del danno può essere aumentato dal giudice, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato, fino al 30%».

Danno biologico temporaneo: che cos’è?

Merita un discorso a parte il danno biologico temporaneo. Si tratta della lesione dell’integrità psicofisica senza carattere permanente, in base:

  • al periodo di invalidità o inabilità che il danneggiato ha patito prima di ritenersi totalmente guarito;
  • al periodo di invalidità o inabilità prima che la vittima muoia in conseguenza alle lesioni riportate. In questo caso, il danno biologico temporaneo è definito danno biologico terminale.

Anche in questo caso, comunque, c’è diritto al risarcimento. Così come quando la vittima muore a causa delle lesioni riportate: se sopravvive per almeno 24 ore, anche se non cosciente, il danno biologico temporaneo va liquidato agli eredi [3]. Si pensi, ad esempio, al decesso dopo un giorno di coma di chi rimane ferito durante una rapina.


note

[1] Cass. ord. n. 15697 del 04.06.2021.

[2] Art. 138 D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private).

[3] Cass. ord. n. 21508 del 06.10.2020.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube