Diritto e Fisco | Articoli

Che succede se il datore di lavoro rinuncia al preavviso?

7 Dicembre 2021
Che succede se il datore di lavoro rinuncia al preavviso?

Dimissioni: il datore di lavoro può rinunciare al periodo di preavviso senza pagare l’indennità sostitutiva al dipendente. 

Il dipendente che “si licenzia” (o meglio, che rassegna le dimissioni) deve rispettare sempre il periodo di preavviso il cui termine è indicato dal contratto collettivo di categoria. È facoltà del datore di lavoro accettare o meno il preavviso. Se lo accetta, il rapporto prosegue regolarmente fino alla scadenza del termine: durante questo periodo, il dipendente continua a lavorare e viene pagato per la sua ordinaria prestazione. Al termine del preavviso, il contratto si scioglie in automatico senza ulteriori comunicazioni o adempimenti. 

Ma che succede se il datore di lavoro rinuncia al preavviso? La Cassazione [1] ha delineato una nuova disciplina che sarà bene conoscere per non avere inutili aspettative. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Che succede se mi licenzio senza dare il preavviso?

Il lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato che rassegni le dimissioni senza dare il preavviso nei termini e nei modi stabiliti dal suo Ccnl, è tenuto a corrispondere al datore di lavoro un’indennità equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso (indennità sostitutiva del preavviso).

Dalla retribuzione indicata nel Ccnl devono essere detratte le trattenute previdenziali e fiscali, perché le stesse non sono dovute né al datore di lavoro né agli istituti. Il parametro della retribuzione contrattuale serve infatti solo a quantificare il risarcimento, e non comporta l’assoggettamento dell’indennità sostitutiva alla disciplina previdenziale e fiscale prevista per la retribuzione.

Che succede se mi licenzio per giusta causa?

Se invece le dimissioni sono state rassegnate con effetto immediato per giusta causa (ossia a causa di una grave responsabilità del datore di lavoro), l’indennità di preavviso deve essere corrisposta dall’azienda al dipendente dimissionario.

Che succede se il datore di lavoro rifiuta il preavviso del lavoratore?

Come avevamo già chiarito nell’articolo Dimissioni: il datore di lavoro può rinunciare al preavviso? il datore di lavoro non è obbligato ad accettare il periodo di preavviso offerto dal dipendente e può anche disporre che il rapporto di lavoro cessi immediatamente, ossia già con la comunicazione delle dimissioni. 

La rinuncia al preavviso del lavoratore dimissionario da parte dell’azienda non comporta il pagamento dell’indennità sostitutiva al lavoratore stesso. Questo è il nuovo orientamento espresso dalla Cassazione.

Parimenti, la disdetta intimata dall’azienda durante il periodo di preavviso, ovvero la dispensa dall’effettuare in servizio il periodo stesso, non può comportare oneri economici a carico dell’impresa.

Pertanto, il datore di lavoro, una volta ricevute le dimissioni con preavviso lavorato da parte di un lavoratore (sia questo un dirigente o appartenente ad altra categoria) può dispensare dal servizio il dipendente per il periodo di preavviso senza dover pagare alcuna indennità all’interessato. Questo perché l’istituto del preavviso in caso di dimissioni del dipendente è disposto a favore dell’azienda, per darle quindi il tempo di trovare un sostituto ed organizzare la produzione in assenza del dimissionario, eventualmente procedendo a nuova assunzione. 

Di conseguenza, se la parte recedente intende far cessare il rapporto con effetto immediato, il rapporto si risolve altrettanto immediatamente, con l’unico obbligo per il recedente di corrispondere l’indennità sostitutiva, e senza che da tale momento possano avere rilevanza eventuali avvenimenti sopravvenuti. Ciò a meno che la parte recedente acconsenta, avendone interesse, alla continuazione del rapporto di lavoro, protraendone l’efficacia sino al termine del preavviso [2].  

Malattia durante il preavviso

La soluzione offerta dalla Corte ha un importante impatto pratico impedendo al dipendente di andare in malattia durante il preavviso e così sospendendo anche il periodo del preavviso stesso, con conseguente pagamento della relativa retribuzione da parte dell’Inps. Se infatti il datore di lavoro rinuncia al preavviso, il dipendente non potrà neanche mettersi in malattia.


note

[1] Cass. sent. n. 27934/2021.

[2] Cass. sent. n. 22322/2013; 11086/2012; 36/2011; 22433/2010; 21216/2009.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube