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Lavoratore senza mansione: cosa fare?

25 Dicembre 2021
Lavoratore senza mansione: cosa fare?
Sono stata assunta da un mese in uno studio commercialista con contratto a tempo indeterminato, in sostituzione di una persona dimissionaria. Tuttavia, questa persona è tornata e io mi ritrovo a non fare nulla. Cosa posso fare? Sono ancora nel periodo di prova.

La regola è che così come il lavoratore deve garantire il proprio servizio e le proprie mansioni, il datore di lavoro, allo stesso modo, deve provvedere al puntuale pagamento e all’impiego del dipendente secondo quanto scritto in contratto.

Pertanto, il datore che condanna il lavoratore ad una forzosa inattività commette un inadempimento contrattuale ed il lavoratore può lamentare legalmente tale condotta illecita, attraverso una vertenza giudiziaria.

Tuttavia, nel caso di specie, il problema riguarda il fatto che Lei si trova in un periodo di prova; in questa fase, eviterei, infatti, di agire tramite legale, in quanto il rapporto dipende da un’ampia discrezionalità del datore di lavoro.

Il recesso intimato nel corso o al termine del periodo di prova, avendo natura discrezionale, non deve essere motivato, neppure in caso di contestazione in ordine alla valutazione della capacità e del comportamento professionale del lavoratore stesso, ed incombe, pertanto, sul lavoratore licenziato, che deduca in sede giurisdizionale la nullità di tale recesso, l’onere di provare, secondo la regola generale di cui all’art. 2697 cod. civ., sia il positivo superamento del periodo di prova, sia che il recesso è stato determinato da motivo illecito e quindi, estraneo alla funzione del patto di prova (Corte appello Ancona, sez. lav., 18/03/2021, n. 83).

Per tali ragioni, il mio consiglio, in questa fase, è di procedere in via bonaria a far notare il fatto che Lei, ad oggi, è priva di una reale mansione all’interno dello studio professionale, facendo rilevare la Sua ampia disponibilità a lavorare e a produrre per lo sviluppo dell’attività. Questo non potrà non far piacere al titolare dello studio.

Diversamente, un’azione incisiva, tramite legale, sarebbe controproducente, in quanto il datore di lavoro potrebbe senza preavviso recedere dal contratto, senza darLe alcuna giustificazione.

Certo è che, se dovesse continuare con l’inattività qui discussa, nonostante le richieste bonarie, allora non Le resterebbe che cercare altrove situazioni lavorative più consone alle Sue ambizioni, in quanto significherebbe che il titolare non ha intenzione di investire in futuro sulla Sua professionalità.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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