Diritto e Fisco | Articoli

Chi fa la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio?

15 Marzo 2022 | Autore:
Chi fa la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio?

Autocertificazione: cos’è e a cosa serve? Cosa può attestare il privato cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione?

La legge consente ai cittadini di risparmiare tempo e denaro quando bisogna attestare determinate circostanze alla Pubblica Amministrazione, ad esempio per fare domanda di partecipazione a un concorso oppure per ottenere alcune agevolazioni. Secondo l’ordinamento italiano, infatti, il cittadino può sostituire gran parte della documentazione occorrente mediante una dichiarazione sottoscritta personalmente, con assunzione di responsabilità in merito a ciò che si dice. Con il presente articolo ci occuperemo proprio di questo argomento, rispondendo nello specifico a questa domanda: chi fa la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio?

Sin da subito possiamo dire che sono due le dichiarazioni sostitutive che la legge contempla: quella che prende il posto di certificati che sono nella disponibilità della Pubblica Amministrazione e quella che sostituisce stati e qualità di cui il dichiarante è a conoscenza. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo chi fa la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio.

Dichiarazione sostitutiva: cos’è?

Come anticipato in premessa, la dichiarazione sostitutiva è una dichiarazione resa dal privato cittadino alla Pubblica Amministrazione.

La sua particolarità è quella di sostituire le certificazioni di cui è in possesso la Pubblica Amministrazione nei propri registri (ad esempio, in quelli dell’anagrafe) o di prendere il posto di attestazioni su determinate circostanze o qualità di cui il dichiarante ha diretta e certa conoscenza.

La dichiarazione sostitutiva può essere di certificazione o di atto di notorietà. Analizziamole entrambe per poi soffermarci sulla dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: cos’è?

La dichiarazione sostitutiva di certificazione (definita anche “autocertificazione”) è quella resa dal cittadino alla Pubblica Amministrazione in sostituzione delle normali certificazioni possedute dalla PA e che attestano stati, qualità personali e fatti come:

  • data e luogo di nascita;
  • residenza;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
  • stato di famiglia;
  • esistenza in vita;
  • nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;
  • iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
  • appartenenza a ordini professionali;
  • titolo di studio, esami sostenuti;
  • qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
  • situazione reddituale o economica, anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti dalle leggi;
  • assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
  • possesso e numero del codice fiscale, della partita Iva e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;
  • stato di disoccupazione;
  • qualità di pensionato e categoria di pensione;
  • qualità di studente;
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  • tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
  • di non avere iscrizioni nel casellario giudiziale;
  • di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.

In pratica, ogni volta che il cittadino deve provare una delle condizioni sopra elencate, gli è sufficiente autocertificarla sotto la propria responsabilità, senza che la Pubblica Amministrazione possa costringerlo a produrre il documento estratto dai pubblici registri.

Ad esempio, chi intende partecipare a un concorso pubblico per il quale è richiesta l’incensuratezza (cioè, non avere precedenti penali), dovrà limitarsi a dichiarare, sotto la propria responsabilità, di avere la fedina penale immacolata, senza bisogno di recarsi presso l’ufficio del casellario in Procura e chiedere il proprio certificato penale.

Lo stesso ogni volta che bisogna dichiarare il proprio stato di famiglia: non occorre chiedere il certificato all’ufficio anagrafe, essendo sufficiente una propria dichiarazione.

Ecco perché si parla di dichiarazione sostitutiva di certificazione: la dichiarazione del privato prende il posto dei certificati della Pubblica Amministrazione.

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: cos’è?

Diversa dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione è la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: mentre l’autocertificazione prende il posto di informazioni che sono attingibili da registri pubblici (ad esempio, dall’anagrafe civile, dal casellario giudiziale, ecc.), la dichiarazione sostitutiva di atto notorio prende il posto di attestazioni che riguardano stati, fatti e qualità personali che riguardano sé o terzi e di cui si abbia diretta conoscenza.

Ad esempio, è una dichiarazione sostitutiva di atto notorio quella con cui si attesta:

  • di aver svolto una determinata attività lavorativa;
  • in caso di successione a seguito di decesso, di essere erede legittimo oppure della presenza di altri eredi;
  • che una copia è conforme al suo originale.

In buona sostanza, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione tutto ciò che non si può autocertificare va attestato con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Dichiarazione sostitutiva atto notorio: chi la fa?

La dichiarazione sostitutiva di atto notorio è sottoscritta dal cittadino ed è destinata alla Pubblica Amministrazione o ai gestori di servizi pubblici (trasporti, ecc.) per provare stati, fatti o qualità di cui si abbia diretta conoscenza.

Per la precisione, la dichiarazione sostitutiva di atto notorio può essere utilizzata dai cittadini italiani e anche da quelli dell’Unione Europea.

Per quanto concerne, invece, i cittadini extracomunitari, è ammessa autocertificazione solo a due condizioni:

  1. il possesso della residenza italiana;
  2. la dichiarazione di stati, fatti e qualità personali certificabili o attestabili da soggetti pubblici e privati italiani.

Dichiarazione sostitutiva atto notorio: come si fa?

Per legge, le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà da produrre agli organi della pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto o, in alternativa, sottoscritte e presentate unitamente a copia di un documento di identità del sottoscrittore.

Dichiarazione sostitutiva falsa: cosa succede?

Chi presenta una dichiarazione sostitutiva si assume la responsabilità che ciò che ha sottoscritto corrisponda al vero: in caso contrario, la legge non solo prevede la decadenza dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera, ma anche l’integrarsi del reato di falso.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube