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Guida sotto effetto di farmaci: quali rischi?

7 Dicembre 2021 | Autore:
Guida sotto effetto di farmaci: quali rischi?

Guida in stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica: è reato mettersi al volante dopo aver assunto medicinali ad elevata concentrazione alcolica?

Tutti sanno che è vietato mettersi alla guida dopo aver bevuto oppure fatto uso di sostanze stupefacenti. A volte, anche un solo bicchiere di vino o un paio di birre possono far scattare l’illecito. In casi del genere, è inutile giustificarsi dicendo di essere astemi e di aver bevuto solamente per assaggiare il liquore tanto decantato dagli amici: all’alcoltest è difficile mentire. Eppure, c’è il rischio di incorrere in reato anche quando si è in totale buona fede e davvero non si è bevuto un goccio di alcol; almeno, non quello tradizionale. Si può guidare dopo aver preso le medicine? Quali sono i rischi della guida sotto effetto di farmaci?

Il punto è che in alcuni farmaci (come gli sciroppi, ad esempio) potrebbe esserci un’elevata concentrazione alcolica in grado di non passare il famoso “test del palloncino”. In pratica, potresti aver assunto un medicinale e trovarti contestato il reato di guida in stato di ebbrezza. È davvero possibile ciò?

Secondo la Corte di Cassazione [1], sta al conducente non mettersi al volante quando percepisce di non essere in grado di garantire la sicurezza della guida, a prescindere dal tipo di sostanza assunta. Ciò vale anche per quei medicinali che diminuiscono la capacità di reazione, come avviene per gli psicofarmaci. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono i rischi della guida sotto effetto di farmaci.

Guida in stato di ebbrezza: com’è punita?

Le sanzioni per guida in stato di ebbrezza sono proporzionate alla quantità di alcol presente nel sangue del guidatore (il cosiddetto tasso alcolemico). Esiste una soglia minima che, se non oltrepassata, non comporta neppure l’irrogazione di una sanzione amministrativa: questo valore equivale a 0,5 grammi per litro (g/l).

Superata la soglia indicata, iniziano le dolenti note. Se il tasso alcolemico rilevato è compreso tra 0,5 e 0,8g/l, si configura solo un illecito amministrativo: il trasgressore è punito con una sanzione pecuniaria che va da 532 a 2.127 euro; a ciò si aggiunge la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi [2].

Chi guida in stato di ebbrezza rischia l’arresto se il tasso alcolemico supera gli 0,8 g/l. Infatti, se il tasso rilevato si assesta tra 0,8 g/l e 1,5 g/l le sanzioni sono:

  • l’ammenda da 800 a 3.200 euro (l’ammenda è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore ventidue e prima delle sette del mattino);
  • l’arresto fino a sei mesi;
  • la sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno.

Qualora il tasso alcolemico risulti addirittura superiore a 1,5 g/l, si avrà:

  • l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro (anche in questo caso, aumentata da un terzo alla metà se il reato è commesso tra le ventidue e le sette del mattino);
  • l’arresto da sei mesi a un anno;
  • la sospensione della patente di guida da uno a due anni (il periodo di sospensione va da due a quattro anni se il veicolo appartiene a persona estranea al reato).

Si può guidare dopo l’assunzione di farmaci?

La legge dice chiaramente che è vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche. Ciò farebbe pensare che il divieto vige solamente per coloro che fanno uso di “bevande” propriamente dette, come ad esempio il vino e la birra. Non è così.

Ciò che rileva ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza è il tasso alcolemico, cioè la presenza di alcol nell’organismo del conducente. Poco importa che questo alcol derivi dall’aver trincato a una festa oppure dall’assunzione di sostanze del tutto diverse, ma ugualmente alcoliche. È questo il caso dei farmaci.

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione citata in apertura, in caso di assunzione di farmaci ad elevata concentrazione alcolica sta al guidatore non mettersi alla guida.

Richiamando la precedente giurisprudenza, la Suprema Corte ha ricordato come, in tema di guida in stato di ebbrezza, l’elemento psicologico del reato non è escluso dall’assunzione di farmaci ad elevata componente alcolica, essendo onere del conducente accertare la compatibilità dell’assunzione con la circolazione stradale.

Nello specifico, è stata sanzionata la non trascurabile pericolosità della condotta tenuta dall’imputato, considerato che egli conduceva la vettura in un centro abitato, in evidente stato di ebbrezza e in orario notturno.

Insomma, come ricordato anche nell’articolo Guida in stato di ebbrezza per colpa di farmaci: che fare?, il conducente non può addurre come scusa quella di non aver bevuto alcolici propriamente detti (vino, liquori, birra, ecc.) per andare esente da colpe, essendo sua precisa responsabilità quella di non mettersi alla guida se ritiene di non esserne in grado.

Guida sotto effetto di farmaci: cosa si rischia?

Chi guida sotto l’effetto di farmaci rischia non solo di essere incriminato per guida in stato di ebbrezza ma anche per guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti, reato punito con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno [3]. La legge infatti punisce non solo chi si mette alla guida in stato di ebbrezza, ma anche chi non è in grado di condurre il veicolo in sicurezza per via dell’assunzione di sostanze che alterano la percezione della realtà o i riflessi del guidatore [4].

Tali conseguenze derivano comunemente dalle droghe, ma anche da medicinali che favoriscono un effetto sedativo, come gli psicofarmaci.

Anche in questo caso, deve essere il conducente a doversi astenere dal porsi al volante se sa di aver assunto medicinali che mettono a rischio la propria capacità di guida.

In sintesi: chi guida sotto l’effetto di farmaci può rischiare un’incriminazione per guida in stato di ebbrezza (se le medicine presentavano un’elevata concentrazione di alcol) o per guida in stato di alterazione psicofisica.


note

[1] Cass., sent. n. 44947/2021.

[2] Art. 186 codice della strada.

[3] Art. 187 codice della strada.

[4] Cass., sent. n. 18324/2019.

Autore immagine: canva.com/


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