Diritto e Fisco | Articoli

Gronde e doccioni condominio: chi paga?

8 Dicembre 2021 | Autore:
Gronde e doccioni condominio: chi paga?

I canali di scarico che convogliano le acque meteoriche dalla sommità di un edificio condominiale costituiscono parti comuni?

Quando l’assemblea si riunisce per approvare il bilancio possono sorgere facilmente incomprensioni, soprattutto con riguardo ad alcune voci di spesa che si ritengono ingiustamente poste a carico dell’intero condominio anziché del singolo proprietario. Ciò accade in special modo quando il regolamento stabilisce che alcune parti, normalmente condominiali, siano conferite alla titolarità esclusiva di un solo condomino. Classico caso è quello del lastrico solare attribuito al proprietario dell’ultimo piano. È proprio in un’ipotesi del genere che possono sorgere problemi per comprendere chi paga le gronde e i doccioni condominiali.

Gronde e doccioni, unitamente ai canali di scarico, sono essenziali per il deflusso delle acque meteoriche. Per la precisione, la gronda è la parte del tetto che sporge all’esterno del filo del muro e che lo ripara dalle acque piovane; la grondaia è il canale che riceve, lungo la gronda, le acque pluviali raccolte dalla falda, mentre il doccione è invece la parte finale del tubo o canale di scarico esterno di una grondaia.

È chiaro che tutti questi beni servono a proteggere l’edificio dalle acque piovane e a consentire il loro corretto deflusso. Essendo esposte agli agenti atmosferici, è altrettanto evidente che esse possono essere soggette a danni e, pertanto, occorre ripararle e curarne costantemente la conservazione. Chi paga la manutenzione di gronde e doccioni in condominio? Scopriamolo insieme.

Parti comuni in condominio: chi paga?

Per capire che è tenuto a pagare la manutenzione di gronde e doccioni in condominio occorre necessariamente individuare la natura di questi beni. Nel condominio, infatti, vige il principio secondo cui le parti comuni sono a carico di tutti i condòmini, mentre quelle esclusive gravano solo sui loro proprietari.

Ad esempio, i lavori che riguardano l’ascensore, il cortile o la scale spettano a tutti i condòmini poiché essi costituiscono parti comuni dell’edificio, cioè beni che servono a tutti i proprietari per poter vivere in condominio.

Il riparto della spesa avviene nel rispetto delle tabelle millesimali: chi ha più millesimi paga più di chi ne ha meno.

Al contrario, la manutenzione delle singole abitazioni o delle loro pertinenze (box, cantine, ecc.) è rimessa ai loro proprietari esclusivi.

Gronde e doccioni sono parti comuni?

Il Codice civile (art. 1117 cod. civ.) indica un elenco di beni che si intendono parti comuni in condominio a meno che il regolamento contrattuale non stabilisca diversamente.

In questo elenco non compaiono le gronde o i doccioni, né tutti gli altri elementi che normalmente servono alla raccolta e al deflusso delle acque piovane. In pratica, non si menzionano nemmeno i canali di scolo.

Tra le parti comuni rientrano però il tetto e il lastrico solare, cioè i beni che si trovano sulla sommità dell’edificio e che ne costituiscono la copertura.

Ebbene, deve ritenersi che gronde e doccioni (così come grondaie e pozzetti), in quanto destinati a smaltire le acque piovane del tetto condominiale, siano accessori del tetto e, poiché servono all’uso e al godimento comune, rientrano tra le parti comuni dell’edificio.

Gronde e doccioni: se il tetto è di proprietà esclusiva?

Quanto appena detto circa la natura di gronde e doccioni non è smentito nemmeno quando il tetto (o il lastrico solare) sia di proprietà esclusiva di un solo condomino.

A tal proposito, una recente sentenza del tribunale di Reggio Calabria [1] ha stabilito che le gronde, i doccioni e i canali di scarico, che convogliano le acque meteoriche dalla sommità di un edificio condominiale, costituiscono sempre parti comuni, anche se il tetto o il lastrico sono di proprietà esclusiva.

Ciò perché la funzione svolta da questi elementi è di fondamentale importanza per tutto l’edificio, non potendo pertanto essere attribuita la proprietà solamente a uno o a più condòmini.

Gronde e doccioni: chi paga le spese?

Poiché sono sempre parti comuni, è facile stabilire che le spese di manutenzione, conservazione e riparazione di gronde e doccioni sono sempre a carico dell’intero condominio, anche quando il tetto o il lastrico è di proprietà esclusiva, in quanto tali beni svolgono una funzione necessaria all’uso comune.

Pertanto, le spese di sostituzione o riparazione di gronde e doccioni (ma anche di pozzetti, pluviali e canali di scolo in generale) vanno sostenute da tutti i condòmini delle proprietà sottostanti.

Gronde e doccioni: chi risarcisce i danni?

Se tutti i condòmini pagano la manutenzione di gronde e doccioni, saranno sempre tutti i condòmini a pagare anche gli eventuali danni dagli stessi causati.

Pertanto, se la cattiva ricezione dell’acqua piovana dovesse causare danni a terzi oppure a uno dei condòmini, dovrà essere l’intero condominio a risarcire.


note

[1] Trib. Reggio Calabria, sent. n. 1514 del 30 novembre 2021.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube