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Processo telematico: così i depositi oltre i 30 Mb

13 Luglio 2014
Processo telematico: così i depositi oltre i 30 Mb

Vademecum del Ministero della Giustizia alle Pec “oversize”, anche per Ctu: in autunno nuovo sistema.

Ecco le istruzioni, fornite dal Ministero della Giustizia, per i depositi del processo telematico oltre le dimensioni massime autorizzate dalle specifiche tecniche del pct, vale a dire 30 megabyte.

Le informazioni fornite da via Arenula, che consentono il deposito oltre il tetto massimo, intervengono proprio mentre la direzione dei servizi informativi del ministero della Giustizia promette che, in l’autunno, sarà pronta la nuova funzionalità (è stata già contrattualizzata).

Ecco dunque, in sintesi, il vademecum su come sforare i 30 mb mediante l’invio di più messaggi di posta elettronica certificata.

1. L’avvocato esegue un deposito con più allegati fino a 30 Mb.

2. Il cancelliere iscrive a ruolo.

3. Il professionista aspetta che gli sia comunicato il numero di ruolo (ad esempio 001/2014) esegue tempestivamente il deposito con:

DatiAtto = “produzioneDocumentiRichiesti”; Atto principale- indicazione che si tratta di integrazione all’iscrizione a ruolo (appunto 001/2014); tutti gli allegati che integrano il primo deposito (oppure quello precedente).

4. Il cancelliere accetta il secondo deposito con evento “deposito atto non codificato”: il fascicolo deve essere almeno nello stato “assegnato a giudice” (altrimenti l’evento non può essere scaricato).

5. Il funzionario dell’ufficio giudiziario deve prima eliminare l’evento proposto in automatico (“Deposito integrazione documentale o chiarimenti”, che non può essere scaricato in quello stato) e selezionare quello corretto di “Deposito atto non codificato”.

6. Il cancelliere iscrive a ruolo anche se gli allegati non sono tutti presenti, mentre l’avvocato deve aspettare l’iscrizione per poter completare il deposito di allegati necessari: la Dgsia, dunque, consiglia all’avvocato di inserire nel primo deposito tutti i documenti essenziali all’iscrizione – in particolare la nota di iscrizione, la procura alle liti e la ricevuta di pagamento – e di specificare che con un successivo deposito si impegna a depositare tempestivamente l’integrazione, non appena riceve l’esito dei controlli manuali.

Veniamo agli atti endoprocessuali delle parti, compresa la costituzione.

1. L’avvocato esegue il deposito dell’atto, ad esempio la memoria specifica o la costituzione, ed eventuali allegati fino a 30 Mb, con riferimento al procedimento.

Poi effettua il deposito successivo usando la stessa tipologia di memoria usata nel primo invio (nel caso di deposito memorie) oppure sempre atto di costituzione. In entrambi i casi, nell’atto principale deve specificare che si tratta di integrazione o prosecuzione del contenuto dell’atto di cui al primo invio.

Nel caso di utilizzo di memoria generica (sia primo invio sia successivi) si può usare il campo “Note” per indicare al cancelliere la numerazione delle integrazioni (“Note” è disponibile solo per la memoria generica).

Il cancelliere può accettare tutti i depositi utilizzando sempre lo stesso evento oppure usare “deposito atto non codificato” nelle ipotesi in cui il sistema non permetta lo scarico del medesimo evento più volte.


note

Autore immagine: 123rf com


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