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Omessa dichiarazione dei redditi: no reato per forza maggiore

14 Luglio 2014
Omessa dichiarazione dei redditi: no reato per forza maggiore

La grave malattia del figlio, che fa dimenticare al padre gli adempimenti fiscali, è causa di non punibilità per il reato.

 

Rigore sì, ma fino a un certo punto: ogni tanto un po’ di umanità non guasta. Così anche il reato per il disinteressamento agli obblighi tributari può trovare una giustificazione e, quindi, una valida causa di “non punibilità”. In particolare, ogni volta che si è in presenza di una “forza maggiore”, la mancata consegna delle scritture contabili e dei registri non può essere sanzionata, per via dell’assenza di colpa o di dolo in capo al contribuente. Un tipico esempio potrebbe essere quello di aver dovuto assistere un familiare per una grave malattia.

A dare questa corretta interpretazione sono i giudici della Commissione Tributaria Provinciale di Lodi [1], per i quali non scattano le sanzioni penali nei confronti del contribuente reo di non aver presentato la dichiarazione dei redditi a causa della grave malattia del figlio.

La necessità di prestare assistenza e cura al familiare, affetto da grave malattia, può di fatto compromettere la possibilità di reperire e consegnare tempestivamente la documentazione tributaria richiesta dall’ufficio.

Il contribuente, in tali casi, può far ricorso al concetto di “forza maggiore[2]. Sono necessarie, però, due condizioni:

1. che sia sopraggiunto un evento imprevedibile, eccezionale e di carattere oggettivo;

2. che tale evento sia sopravvenuto durante la decorrenza del termine utile per adempiere agli obblighi di legge e che tale impedimento sia oggettivo ed imprevedibile.

Dunque, in tali casi, fermo restando il permanere degli obblighi fiscali, non possono essere applicate le sanzioni per assenza di dolo o di colpa. Le gravi condizioni di salute di un figlio, capaci di sconvolgere chiunque, possono generare un comprensibile disinteresse verso gli obblighi fiscali e tributari. Senza contare che, le stesse motivazioni potrebbero essere alla base di un ridotto volume d’affari per la famiglia, dovuto al disinteresse per il lavoro.


Se le omissioni fiscali sono dovute ad uno stato di necessità, anche se temporaneo, non si possono applicare sul contribuente le sanzioni, ferma restando l’obbligo, comunque, di versare le imposte non corrisposte all’erario.

note

[1] CTP Lodi, sent. n. 145/02/14.

[2] Art. 6, comma 5 del D. L.vo n. 471/1997.

Autore immagine: 123rf com


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