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Recedere dalla locazione per reddito basso e necessità di assistenza

6 Agosto 2014
Recedere dalla locazione per reddito basso e necessità di assistenza

Ho necessità di disdettare, prima della scadenza, il contratto di locazione perché ho ormai 66 anni, vivo da solo, con una pensione molto bassa e non riesco più a mantenermi, se non fosse per gli aiuti di un parente che, ora, si trasferirà altrove e con cui potrei andare a vivere senza sostenere questi costi.

In assenza di una diversa clausola nel contratto, il fatto di aver sessantasei anni e di avere una pensione bassa, di per sé, non integrano quei “gravi motivi”, che la legge [1] richiede per giustificare il recesso dal contratto.

Detta normativa dispone infatti che “il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi”.

A riguardo, la giurisprudenza ha avuto modo di puntualizzare che i gravi motivi in presenza dei quali si consente il recesso del conduttore dal contratto devono collegarsi a fatti estranei alla volontà del conduttore medesimo che, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto locativo, siano tali da rendere oltremodo gravosa per il conduttore la persistenza del rapporto stesso [2].

Nell’atto di recesso devono essere perciò indicati motivi imprevedibili, oltre che sopravvenuti rispetto alla costituzione del rapporto, oltre che obiettivi, gravi a tal punto da impedire la prosecuzione del rapporto locativo.

Tali motivi possono riguardare anche la figura del conduttore o dei suoi familiari – motivi che possono assumere pertanto in quest’ottica pure connotazione soggettiva – tuttavia pur sempre caratterizzati dall’elemento della “gravità” perché ostativi alla prosecuzione del rapporto.

Per fare qualche esempio, la grave malattia del conduttore che lo costringa a trasferirsi in altra località potrebbe essere considerato un grave motivo.

In quest’ottica – come anticipato – l’età e il reddito dell’inquilino non costituiscono né motivi sopravvenuti, né imprevedibili.

Ove invece il conduttore evidenzi, nella lettera di recesso, la necessità di essere accudito da un parente (che intende trasferirsi in altra città) per propri motivi di salute (e anche di età oltre che economici), il recesso – fermo il preavviso di sei mesi – può essere legittimo. Tanto più che il diritto alla salute è costituzionalmente garantito [3].


note

[1] Art. 3, ultimo comma, L. 431/98.

[2] Cass. sent. n. n. 260/1991; n. 11.466/1992; n. 1098/1994.

[3] Art. 32 Cost.

Autore immagine: 123rf com


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