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Articolo 17 Costituzione italiana: spiegazione e commento

8 Dicembre 2021 | Autore:
Articolo 17 Costituzione italiana: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 17 Cost. sulla libertà di riunione e manifestazione.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. 

Il diritto di protestare pacificamente

L’uomo è un animale sociale, scriveva Aristotele. Ha bisogno degli altri per conoscere, apprendere, comunicare e, in definitiva, per crescere. Di tanto ha preso atto la nostra stessa Costituzione che, all’articolo 2, riconosce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo, sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità. Di qui il riconoscimento del diritto a riunirsi in luoghi privati, luoghi aperti al pubblico o in luoghi pubblici per qualsiasi scopo. Riunioni evidentemente dettate dalla necessità di comunicare, protestare, esprimere i propri pensieri. Che senso avrebbe altrimenti riconoscere all’uomo la libertà di espressione e di pensiero se poi, per esercitarla, dovesse isolarsi dal resto della società? 

Se oggi possiamo organizzare liberamente una riunione, un corteo, una protesta, un meeting, un convegno in una piazza, una strada, un giardino pubblico, un cinema, un bar, un teatro è grazie all’articolo 17 della Costituzione che garantisce a tutti – cittadini, stranieri ed apolidi – il diritto a riunirsi pacificamente. 

Paradossalmente, la gente spesso protesta contro lo Stato, lamentando l’assenza di democrazia, ma dimenticando che è proprio grazie a questa democrazia che si può protestare. Se possiamo criticare liberamente l’operato del Governo, senza timore di finire in carcere come dissidenti (così come succede ancora oggi in tanti altri Paesi totalitari), è perché siamo in uno Stato che ci riconosce il diritto di ribellarci pacificamente, anche in gruppo. Tant’è che l’articolo 17 non pone limiti alle finalità della riunione: può trattarsi ad esempio di scopi politici, religiosi, culturali, ricreativi, sportivi, sindacali, purché ovviamente leciti. 

Per riunirci non dobbiamo chiedere permesso a nessuno, a patto però che la riunione sia pacifica e senza armi. «Armi» inteso in senso stretto: giammai la polizia potrebbe sgomberare una riunione sostenendo, ad esempio, che i bastoni delle bandiere sono armi. 

Il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza prevede l’arresto dei partecipanti alle riunioni o cortei se questi sono armati e facinorosi (ossia violenti).

Come organizzare una manifestazione in luogo pubblico?

Se si vuole organizzare una riunione in un luogo privato (come il giardino di una villa) o aperto al pubblico (come un teatro) non bisogna dare alcun preavviso alle autorità. 

Se però la riunione, la manifestazione o il corteo si svolgono in un luogo pubblico (come una piazza o una strada) è obbligatorio inviare una preventiva comunicazione scritta alla Questura, indicando il luogo, la data e la finalità della riunione. Non si tratta quindi della richiesta di un permesso ma solo di una informazione. Non c’è quindi bisogno di attendere una risposta o un’autorizzazione. L’autorizzazione si presume già sussistente in forza della Costituzione. 

Tale comunicazione serve per tutelare, da un lato, la collettività da eventuali riunioni violente (si pensi a una protesta promossa da neo-nazisti) e, dall’altro, gli stessi promotori ottenendo la disponibilità della forza pubblica per sedare sul nascere potenziali turbative durante lo svolgimento della manifestazione.  

La Questura può vietare la riunione o chiedere che la stessa si svolga in un altro luogo o in un altro momento se sussistono rischi fondati per la sicurezza o l’incolumità pubblica. Se si dovesse ritenere che tale decisione è immotivata, è possibile presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale (il cosiddetto Tar).

In ogni caso, anche in mancanza di preavviso, le autorità non possono sciogliere l’adunanza. Di qui si evince la piena legittimità degli assembramenti occasionali. Questo significa che per organizzare un flashmob non c’è bisogno di alcuna comunicazione alle autorità, né tantomeno di autorizzazioni. 

I cortei studenteschi, formati spontaneamente dinanzi alla scuola per protestare contro un provvedimento del dirigente scolastico o contro determinate leggi dello Stato, non devono essere comunicati alla Questura, non essendo frutto di una previa organizzazione.

Infine, per comizi e riunioni elettorali non c’è bisogno di dare il preavviso alla Questura: sono completamente liberi in quanto ad essi la legge ha voluto riservare più ampie tutele in forza dell’importanza che rivestono.



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