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Articolo 18 Costituzione italiana: spiegazione e commento

9 Dicembre 2021 | Autore:
Articolo 18 Costituzione italiana: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 18 Cost. sulla libertà di associazione. Le associazioni segrete, le lobby e la massoneria sono legali?

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Tutte le associazioni sono libere

Dopo aver riconosciuto, all’articolo 17, il diritto a riunirsi liberamente e pacificamente, la Costituzione prevede, all’articolo 18, il diritto ad associarsi, anche in questo caso in modo libero e pacifico. 

Rispetto alla riunione, che è temporanea e sporadica, l’associazione è un’aggregazione stabile e con un fine comune; è dotata di proprie regole, di uno statuto e di un regolamento interno.

La libertà di associazione non è altro che una proiezione collettiva della libertà individuale. Del resto, se è vero che l’articolo 2 della Costituzione riconosce e garantisce i diritti dell’uomo sia come singolo, sia nelle «formazioni sociali» in cui si svolge la sua personalità, le associazioni non sono che una delle varie forme di aggregazioni possibili, come tali intangibili.

Per creare un’associazione non c’è quindi bisogno di farsi rilasciare un’autorizzazione da parte della Pubblica Amministrazione come succedeva ai tempi del fascismo. Il controllo pubblico non può essere preventivo, ma tutt’al più successivo qualora l’associazione non rispetti la legge. È ciò che succede quando l’associazione è segreta o persegue scopi politici mediante attività militare. In questi casi ne è assolutamente vietata la costituzione e se ne può imporre lo scioglimento forzato. È successo, ad esempio, nel 1982 con la Loggia P2, una loggia massonica diretta da Licio Gelli; si trattava di un’organizzazione segreta che operava nell’illegalità. Pertini la definì un’associazione a delinquere. E ciò che è più grave è che vi risultavano iscritti alti personaggi delle istituzioni, tutti accomunati da un piano sovversivo nei confronti dell’ordinamento italiano, per fortuna rimasto inattuato.

L’articolo 18 della Costituzione riconosce quattro libertà:

  • la libertà di costituire un’associazione per gli scopi più disparati (ad esempio religioni, sindaci, sociali politici, ecc.);
  • la libertà di aderire a un’associazione già costituita da altri. Fanno eccezione alcuni casi in cui l’iscrizione a organismi associativi è condizione per l’esercizio di alcune attività; si pensi all’iscrizione agli ordini professionali (come medici, avvocati, giornalisti, ingegneri, architetti);
  • la libertà di non aderire a un’associazione. Non si può imporre ai cittadini di avere la tessera di un partito o di un sindacato: un ordine del genere sarebbe incostituzionale;
  • la libertà di recedere da un’associazione in qualsiasi momento. Non si può quindi essere vincolati a una precedente scelta. Sarebbe ad esempio illegittima la clausola di un’associazione che imponga all’associato di non recedere prima di un termine prefissato.

Le associazioni segrete sono vietate?

Le associazioni sono vietate in tre casi:

  • quando sono contrarie alla legge penale: del resto, tutto ciò che è vietato al singolo, è logicamente vietato anche ad ogni associazione. Pertanto, sono vietate le associazioni che hanno come scopo il compimento di reati, come le associazioni a delinquere, quelle di stampo terroristico, quelle rivolte al contrabbando, alla sovversione politica e così via;
  • quando sono segrete: sono quindi vietate le associazioni che occultano la loro presenza, che obbligano i propri membri a non comunicare l’esistenza dell’associazione, che tengono nascoste le proprie finalità o sconosciuti i nomi dei propri soci. Del resto, in un regime democratico, se non si ha nulla da nascondere non c’è neanche ragione di restare segreti. Vi è quindi una sorta di presunzione di illiceità delle attività di tutte le associazioni segrete;
  • quando perseguono scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare: questo perché, in un regime democratico, i fini politici vanno perseguiti solo in modo pacifico e con un confronto civile, senza ricorrere alle armi, alla violenza e a gerarchie di tipo militare. Sarebbe illegittima un’associazione che si prefigga un colpo di Stato o la sovversione dell’attuale sistema democratico attraverso il terrorismo, attentati o comunque altre forme di ricorso alla violenza o di incitamento alla violenza. Sarebbe invece lecita un’associazione di persone favorevoli alla monarchia che abbia come scopo il ritorno a tale forma di Governo, realizzata però pacificamente attraverso il dialogo e un sereno scambio di idee. 

La massoneria è illegale?

Quando si parla di associazioni segrete non si può fare a meno di pensare alla massoneria. In verità si tratta di una falsa convinzione. Fin quando le logge massoniche non sono segrete, non realizzano scopi illeciti o non fanno ricorso a forme di violenza o comunque a comportamenti vietati dalla legge possono ritenersi pienamente in regola con la Costituzione. Il fatto che proteggano e curino gli interessi dei propri iscritti attraverso influenze sul piano politico e finanziario non le rende illegali. 

Anche le varie lobby non possono ritenersi contrarie alla legge. Esse non sono altro che organizzazioni rappresentative di interessi di gruppo che mirano ad avere un canale privilegiato di dialogo con le istituzioni. Diversamente, dovremmo ritenere illegali anche i sindacati, che mirano alla tutela della specifica categoria dei lavoratori, le associazioni di tutela dei commercianti (Confcommercio), quelle degli industriali (Confindustria), degli artigiani (Confartigianato) e così via. Insomma, combattere per gli interessi di una classe o di uno specifico gruppo di persone, seppure ai danni di altre, non è vietato dalla nostra legge. 

Per una questione di pura trasparenza, una recente legge ha istituito un registro pubblico delle lobby similmente a quanto avviene negli Stati Uniti: si tratta di una banca dati a livello europeo, consultabile online, contenente i dati dei gruppi d’interesse specifici il cui obiettivo è influenzare il processo legislativo e di elaborazione delle politiche delle istituzioni europee. 



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