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Eccesso legittima difesa: cos’è?

31 Marzo 2022 | Autore:
Eccesso legittima difesa: cos’è?

Eccesso colposo: è reato? In quali casi è possibile difendersi da un’aggressione? Quando sussiste lo stato di grave turbamento?

La legge vieta il ricorso alla violenza, a meno che non sia strettamente necessaria per salvare se stessi o altri dal pericolo di un danno ingiusto. Ad esempio, sarebbe legittimo sferrare un pugno al proprio aggressore, se l’alternativa è quella di soccombere. Secondo la legge, però, la regola per cui è legittimo difendersi con la forza va applicata solo quando ciò è davvero indispensabile: in tutti gli altri casi, colui che intende difendersi commetterebbe reato, anche non volendolo. È qui che si inserisce l’eccesso di legittima difesa. Cos’è?

Come meglio diremo nel prosieguo, si configura l’eccesso colposo di legittima difesa quando un soggetto, pur avendo l’intento di proteggersi, commette un fatto che è illecito per la legge. In pratica, si tratta di un fatto che supera i limiti di ciò che è legale e, pertanto, fa incorrere il suo autore in responsabilità penale. Ma forse stiamo correndo troppo. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è l’eccesso di legittima difesa.

Legittima difesa: cos’è?

La legittima difesa è una causa di giustificazione. In pratica, chi commette un fatto che normalmente costituirebbe reato, andrà esente da punizione se dimostra che è stato costretto a compierlo per la necessità di salvare se stesso o un’altra persona.

Gli esempi di legittima difesa sono tanti: si pensi a chi accoltella il proprio aggressore che sta per ucciderlo, oppure a chi colpisce con un pugno l’uomo che sta tentando di violentare una donna.

Difesa: quando è legittima?

La difesa è legittima soltanto se:

  • è l’unica scelta per salvare un diritto proprio o altrui;
  • sussiste il pericolo attuale (cioè, ancora in corso) di subire un ingiusto danno;
  • è proporzionata all’offesa [1].

In parole povere, non è mai legittima la difesa se c’è la possibilità di fuggire o di chiamare la polizia, se il pericolo è oramai scampato (si pensi al ladro o all’aggressore che sta fuggendo via), oppure se la difesa è evidentemente sproporzionata all’offesa: si pensi a chi esplode un colpo di pistola contro il ladro che sta rubando la benzina dall’auto.

Legittima difesa domiciliare: cos’è?

Le regole sulla legittima difesa si fanno più permissive nel caso in cui occorra difendersi da una violazione del proprio domicilio.

In questa ipotesi, la legge dice che sussiste sempre la proporzionalità tra difesa e offesa, anche utilizzando un’arma legalmente detenuta, se è necessario difendere:

  • la propria o l’altrui incolumità;
  • i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione.

In estrema pratica, ci si potrà difendere, anche con le armi, dal malintenzionato che è entrato in casa, sempreché vi sia pericolo per l’incolumità propria o di altre persone che legittimamente si trovano nell’abitazione (si pensi ai familiari) o vi sia un imminente pericolo di aggressione da parte dell’intruso.

Le due ipotesi sembrano uguali ma, in realtà, non lo sono:

  • nel primo caso, il malintenzionato attacca direttamente l’incolumità delle persone. Si pensi al maniaco entrato in casa di notte per perpetrare uno stupro;
  • nel secondo caso, l’intruso non ha come obiettivo quello di fare del male alle persone, ma sussiste comunque il pericolo di un’aggressione fisica. È il classico caso del ladro che, sorpreso a rubare di notte, invitato ad allontanarsi dal proprietario di casa, anziché andarsene si avvicini con fare minaccioso, magari brandendo un’arma.

Legittima difesa nel caso di intrusione: cos’è?

La legittima difesa prevede un’ulteriore, particolare ipotesi nel caso in cui ci si voglia difendere da un’intrusione violenta.

Nello specifico, nei casi di violazione di domicilio, agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi similari, da una o più persone.

Si pensi a chi voglia entrare in casa puntando la pistola contro il proprietario: in un caso del genere, quest’ultimo è legittimato a reagire violentemente.

Questo non significa, però, che si sia legittimati a fare fuoco in ogni circostanza: continua ad essere reato sparare alle spalle colui che si sta dando alla fuga, così come è sempre reato utilizzare armi quando non vi sia nessun pericolo per la propria o l’altrui incolumità.

Eccesso di legittima difesa: cos’è?

Quando si superano i limiti della legittima difesa sopra analizzati, allora si ha un eccesso di legittima difesa. Per la precisione, possiamo distinguere due ipotesi:

  • eccesso colposo di legittima difesa, quando colui che si difende provoca al suo aggressore un danno non voluto;
  • eccesso doloso di legittima difesa, che si ha quando la reazione esagerata è posta in essere con la volontà precisa di provocare un danno maggiore di quello necessario per difendersi.

In pratica, la differenza tra eccesso doloso e colposo di legittima difesa sta tutta nelle intenzioni di chi si difende: se il danno sproporzionato alla propria difesa è voluto, allora si avrà eccesso doloso; altrimenti, se è causato per sbaglio, l’eccesso è colposo. Facciamo un paio di esempi.

Si pensi all’uomo che, avendo sorpreso un ladro nel proprio giardino, spari un colpo di pistola solamente per spaventarlo e allontanarlo; non sapendo usare l’arma, però, colpisce il ladro alla spalla. In questo caso, si ha un’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa, in quanto colui che voleva difendersi non aveva intenzione di causare il danno (le lesioni) non necessario.

Pensiamo invece all’uomo che, avendo sorpreso un ladro nel proprio giardino, spari un colpo di pistola con la precisa intenzione di colpirlo in pieno petto, cosa che in effetti si verifica. In un caso del genere, l’eccesso è doloso perché chi si è “difeso” aveva tutta l’intenzione di causare un danno maggiore di quello necessario per difendersi.

Eccesso doloso di legittima difesa: com’è punito?

L’eccesso doloso di legittima difesa è punito alla stregua di un normale reato doloso. Ciò significa che chi spara a un ladro per ucciderlo senza che ve ne sia alcuna necessità risponderà di omicidio doloso a tutti gli effetti.

Eccesso colposo: com’è punito?

Nei casi di eccesso colposo di legittima difesa colui che ha agito per difendersi commette un vero e proprio reato, punito però a titolo di colpa e non di dolo: l’autore del gesto, infatti, non aveva l’intenzione di arrecare quel tipo di danno che poi effettivamente si è prodotto, ma voleva solo difendersi.

Si immagini la donna che, per difendersi dall’aggressione di un rapinatore, usi il coltello che ha a portata di mano con l’intenzione di piantarlo nella gamba del malintenzionato; per errore, però, colpisce l’uomo al ventre, provocandone la morte. In un caso del genere, chi si è difeso risponderebbe del reato di omicidio colposo.

Eccesso colposo di legittima difesa: quando non c’è reato?

Secondo la legge [2], l’eccesso di legittima difesa non è reato se il fatto è stato commesso per difendere il proprio domicilio e chi ha agito lo ha fatto trovandosi:

  • in condizione di particolare vulnerabilità, oppure
  • in stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto.

Ad esempio, l’uomo che si trova uno sconosciuto in salotto, nel pieno cuore della notte, magari mentre brandisce un coltello insanguinato, potrà reagire senza temere di incorrere in un eccesso di legittima difesa. La conseguenza è che, nell’esempio appena fatto, se l’uomo spara in direzione della gamba del malintenzionato ma, per errore, lo colpisce al petto uccidendolo, non risponderà di omicidio colposo, in quanto la sua condotta è giustificata dal grave stato di turbamento in cui si trovava.

Lo stesso accade per la persona che si trova in una situazione di particolare svantaggio nei confronti dell’aggressore. Si pensi all’anziano che, solo in casa, si ritrova davanti un uomo con un passamontagna che gli chiede di dargli la pensione. In un caso del genere, se l’anziano colpisce alla testa il rapinatore con il proprio bastone, non risponderà di eccesso di legittima difesa visto che, a causa dell’età, non poteva fuggire né chiamare la polizia.


note

[1] Art. 52 cod. pen.

[2] Art. 55 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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