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Perdita potestà genitoriale: il ruolo del curatore

10 Dicembre 2021 | Autore:
Perdita potestà genitoriale: il ruolo del curatore

A cosa serve e cosa fa il curatore speciale dei figli minori nominato dal giudice nel processo per la decadenza della responsabilità del padre o della madre.

In casi particolarmente gravi, il giudice può togliere i figli alla madre e al padre, per proteggerli da violenze e abusi o per tutelarli quando i genitori risultano incapaci a prendersi cura di loro. L’allontanamento dei bambini dal loro alveo familiare è un rimedio estremo, che viene adottato a seguito di opportune indagini, compiute dalla magistratura minorile con l’ausilio dei servizi sociali.

Ma il provvedimento del giudice arriva a seguito di un complesso iter. È un vero e proprio processo, nel corso del quale il minore deve essere rappresentato per esercitare i suoi diritti. Non può farlo da sé, perché è ancora minorenne; non possono farlo i suoi genitori, perché sono parte in causa. Ecco, allora, che quando si profila o si verifica la perdita della potestà genitoriale, il ruolo del curatore diventa determinante.

Questo soggetto non è un arbitro e non è dotato di un potere decisionale autonomo, ma il ruolo del curatore nella perdita della responsabilità genitoriale è indispensabile, al punto che la giurisprudenza ritiene nullo il giudizio svoltosi in sua assenza.

Responsabilità genitoriale: cos’è?

La responsabilità genitoriale – comunemente chiamata potestà genitoriale – è il complesso dei diritti e degli obblighi che il padre e la madre hanno nei confronti dei figli, a partire dal dovere di mantenerli, istruirli ed educarli. Questa funzione va esercitata costantemente, nell’interesse dei figli minori, per garantire loro il benessere psico-fisico e una crescita equilibrata e serena.

L’esercizio della potestà genitoriale spetta, a norma dell’art. 316 Cod. civ., a entrambi i genitori, che devono esercitarla «di comune accordo, tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio».

La violazione degli obblighi derivanti dalla responsabilità genitoriale comporta gravi conseguenze, sia penali sia civili:

Potestà genitoriale: quando si perde?

La perdita della potestà di uno o entrambi i genitori sui figli avviene – secondo quanto prevede l’art. 330 Cod. civ. – con un provvedimento del giudice del tribunale per i minorenni (su richiesta dell’altro genitore, dei parenti o del pubblico ministero) quando il genitore, alternativamente:

  • «viola o trascura» i propri doveri verso i figli;
  • abusa dei propri poteri arrecando un «grave pregiudizio» al figlio.

In aggiunta a questo provvedimento formale di decadenza dalla responsabilità genitoriale, il giudice può anche disporre, in base alle circostanze, l’allontanamento del bambino dalla residenza familiare, oppure l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore. Anche quando il giudice ritiene di non dichiarare la decadenza dalla potestà genitoriale può sempre  adottare, a norma dell’art. 333 Cod. civ., «gli opportuni provvedimenti che la limitino», e disporre l’allontanamento del figlio e/o del genitore.

Se vengono meno le ragioni che avevano imposto la decadenza, il giudice può reintegrare il padre o la madre nella responsabilità genitoriale perduta, a condizione che sia «escluso ogni pericolo di pregiudizio per il figlio» [2].

Perdita responsabilità genitoriale e nomina curatore speciale

Nei giudizi relativi alla decadenza della responsabilità genitoriale, il giudice deve nominare un curatore speciale dei minori coinvolti, per garantire la loro rappresentanza in giudizio e la cura dei loro interessi. Una volta nominato, il curatore speciale assume i poteri e le funzioni dei genitori; solo per compiere gli atti di straordinaria amministrazione (come la vendita di beni intestati al minore) è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare. Se il curatore nominato è anche avvocato, potrà assumere egli stesso la rappresentanza del minore nel processo instaurato per la decadenza dalla responsabilità genitoriale; altrimenti avrà facoltà di nominarne uno.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione [3], in conformità a numerosi precedenti [4], ha ribadito che è nullo il giudizio di decadenza dalla potestà genitoriale che si è svolto senza la nomina di un curatore speciale del minore interessato, per violazione del contraddittorio e mancata costituzione del rapporto processuale, oltre che per evitare un possibile conflitto di interessi tra il figlio e i suoi genitori. La causa deve, quindi, regredire al primo grado di giudizio per compiere questo adempimento, mediante un’integrazione del contraddittorio, da ritenersi indispensabile ai sensi dell’art. 78 Cod. proc. civ.


note

[1] Art. 333 Cod. civ.

[2] Art. 332 Cod. civ.

[3] Cass. ord. n. 38719 del 06.12.2021.

[4] Cass. ord. n. 11786/2021, n. 1471/2021, n. 8627/2020.


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