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Incidente stradale: quando ha la colpa chi ha la precedenza?

9 Dicembre 2021 | Autore:
Incidente stradale: quando ha la colpa chi ha la precedenza?

L’automobilista è tenuto sempre ad avere un atteggiamento prudente per evitare un sinistro. Ecco quando può passare dalla ragione al torto.

Arrivi ad un incrocio, sai che se arriva qualcun altro si deve fermare perché la precedenza è tua e nemmeno alzi il piede dall’acceleratore ma tiri dritto. Purtroppo, però, c’è una macchina che non ti ha visto e che invade la tua corsia di marcia. L’impatto è inevitabile. Sei convinto di avere ragione. Ma è veramente così? Non è detto: in caso di incidente stradale, quando ha colpa chi ha la precedenza?

Lo ha chiarito di recente una sentenza del tribunale di Pisa [1]. Il punto è a quale velocità viaggia chi ha diritto di passare per primo all’incrocio e quale atteggiamento dimostra al volante: se non osserva le doverose regole di prudenza, è facile che si trovi addosso l’intera responsabilità del sinistro. Nemmeno concorso di colpa, insomma, come ipotizzato in qualche precedente sentenza. Vediamo perché.

Precedenza all’incrocio: cosa dice la normativa?

L’articolo 145 del Codice della strada prevede che chi si avvicina ad un incrocio deve usare la massima prudenza al fine di evitare un incidente stradale. Il testo del Codice, però, non dice «il conducente» ma «i conducenti», facendo riferimento sia a chi ha la precedenza sia a chi non ce l’ha. Va da sé che la prima fondamentale regola di prudenza alla guida di un veicolo è quella di moderare la velocità, in maniera tale di avere il tempo e lo spazio di frenare nel caso in cui si trovasse un ostacolo all’improvviso e di controllare se dalle strade adiacenti sopraggiunge qualche macchina che non dimostra l’intenzione di fermarsi.

In linea generale, e a meno che la segnaletica sul posto disponga diversamente, hanno la precedenza:

  • i veicoli che provengono da destra;
  • i tram;
  • le biciclette che transitano sulle strade urbane ciclabili e sulle piste a loro riservate o vi si immettono, anche da luogo non soggetto a pubblico passaggio.

Si è tenuti a dare la precedenza a chi circola sulla strada quando si esce da un luogo non soggetto a pubblico passaggio (un garage, il cortile di un condominio, ecc.) o da sentieri, mulattiere o piste ciclabili, «anche se – puntualizza il Codice – le caratteristiche di dette vie variano nell’immediata prossimità dello sbocco sulla strada».

Per dare la precedenza, bisogna sempre fermarsi «in corrispondenza della striscia di arresto».

Chi non rispetta la norma della precedenza rischia una multa da 167 a 665 euro. Per chi commette la stessa violazione due volte nell’arco di un biennio è prevista anche la sospensione della patente da uno a tre mesi.

C’è, infine, la sanzione accessoria della decurtazione di cinque punti dalla patente.

Quando ha tutta la colpa dell’incidente chi ha la precedenza?

Come detto all’inizio, può capitare che a chi ha la precedenza venga addossata tutta la colpa dell’incidente stradale. Succede, secondo il tribunale di Pisa, quando chi è convinto che tutti si fermeranno al suo arrivo guida a velocità elevata e non osserva le più elementari norme di prudenza legate allo stato dei luoghi. Si pensi all’incrocio di un centro cittadino in cui c’è poca visibilità.

Come dimostrare il pieno torno di chi ha la precedenza? I giudici toscani riconoscono due ipotesi. La prima, la prova testimoniale di chi ha assistito all’incidente anche come passeggero trasportato su una delle macchine coinvolte nel sinistro. La seconda, la consulenza tecnica d’ufficio, cioè la perizia svolta sul luogo e sulle auto incidentate.

La giurisprudenza ha più volte affermato il principio secondo cui se l’auto che non dà la precedenza viene urtata tra la metà e la parte posteriore del veicolo, sicuramente chi aveva la precedenza si prende il 100% della colpa. E questo per un motivo non difficile da capire: se la sua velocità fosse stata moderata ed avesse controllato che non ci fossero altre macchine in arrivo, avrebbe avuto il tempo di rallentare e, se necessario, di fermarsi. Alla peggio, avrebbe colpito l’altra auto sulla parte anteriore, non su quella posteriore. Ricordiamo quello che dice il Codice della strada: «I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti».

Un pronunciamento simile era stato espresso qualche mese prima dalla Cassazione [2]: l’automobilista – si leggeva sulla sentenza della Suprema Corte – «favorito dal diritto di precedenza deve comunque non abusarne, non trattandosi di un diritto assoluto e tale da consentire una condotta di guida negligente e pericolosa per gli altri utenti della strada, anche se eventualmente in colpa». In altre parole: il conducente è tenuto a moderare la velocità al punto di riuscire a fermarsi nel caso in cui un’altra macchina non rispetti la precedenza oppure un pedone attraversi la strada in un luogo improprio, lontano dalle strisce.

Tale principio vale anche per gli incroci regolati da semafori. Prosegue, infatti, la Cassazione: «Anche nelle ipotesi in cui il semaforo verde consente la marcia, l’automobilista deve accertarsi dell’eventuale presenza, seppur colpevole, di pedoni che si attardino nell’attraversamento, ed è tenuto a moderare la velocità per essere in grado di affrontare l’eventualità del mancato rispetto della precedenza da parte di terzi».

Diritto alla precedenza: quando c’è concorso di colpa?

In altre occasioni, chi ha la precedenza non si vede attribuire il 100% della responsabilità ma «solo» il concorso di colpa. È il caso esaminato di recente dal tribunale di Brindisi [3] sull’incidente avvenuto tra un’auto che doveva svoltare a sinistra con precedenza e una moto che stava facendo un sorpasso in un luogo vietato. Verrebbe da pensare che il centauro, compiendo una manovra illecita, si dovesse prendere l’intera responsabilità del sinistro. Invece, per i giudici pugliesi non è così.

Secondo la sentenza in commento, se un automobilista ha la piena visuale del luogo non può non avvertire l’arrivo di un altro veicolo (in questo caso, una motocicletta) e, di conseguenza, è tenuto a fare il possibile per evitare lo scontro. Se, invece, decide di svoltare comunque in virtù del suo diritto di precedenza, commette un errore che gli costa un concorso di colpa.


note

[1] Trib. Pisa sent. n. 1591/2021.

[2] Cass. sent. n. 33984/2021 del 15.09.2021.

[3] Trib. Brindisi, sent. n. 1422/21 del 03.11.2021.

Autore immagine: canva.com/


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