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In Italia è possibile non assegnare l’eredità a nessuno?

10 Dicembre 2021
In Italia è possibile non assegnare l’eredità a nessuno?

Si può evitare di nominare eredi i parenti o i familiari? Che succede se una persona non ha eredi o non fa testamento?

Un nostro lettore ci chiede se in Italia è possibile non assegnare l’eredità a nessuno. La risposta è negativa, ma per comprendere a chi finisce l’eredità nel caso in cui non vi siano eredi o il defunto non abbia fatto testamento bisogna ripassare le norme del Codice civile relative alla successione. Lo faremo, qui di seguito, nel modo più sintetico possibile (lasciando i link per gli approfondimenti), in modo da andare direttamente al punto e spiegare perché in Italia non è possibile che l’eredità non vada a nessuno. Ma procediamo con ordine. 

A chi va l’eredità se non c’è un testamento?

Se il defunto, prima di morire, non ha fatto testamento i suoi beni andranno ai familiari più prossimi secondo l’ordine e il grado stabilito dal Codice civile. 

La legge privilegia innanzitutto coniuge e figli; solo laddove questi non dovessero esservi, subentrerebbero gli altri parenti (come genitori e fratelli). 

Ad esempio, se il defunto lascia il coniuge e uno o più figli questi sono eredi universali e dovranno dividere l’eredità secondo percentuali prefissate dalla legge. In particolare, in presenza di un solo figlio, al coniuge va la metà del patrimonio e l’altra metà al figlio; in presenza di due o più figli, invece, al coniuge spetta solo un terzo dell’eredità mentre gli altri due terzi finiscono ai figli. 

Se mancano i figli, il coniuge eredita i due terzi dell’eredità che dovrà dividere coi genitori del defunto o i fratelli e le sorelle, a seconda di chi è ancora in vita (per maggiori informazioni leggi Chi eredita senza testamento).

Ipotizzando a questo punto il caso di un soggetto che non voglia lasciare i beni ai propri familiari, non è evitando il testamento che otterrà questo risultato. Come detto, infatti, i suoi averi verranno divisi secondo le regole a cui abbiamo appena accennato (la cosiddetta «successione per legge»).

A chi va l’eredità se c’è un testamento?

Inutile dire che, in presenza di un testamento, l’eredità verrà divisa secondo la volontà del testatore, ma con un’importante precisazione: questi deve sempre riconoscere delle quote minime al coniuge e ai figli (o, in assenza dei figli, ai genitori). Tali soggetti – chiamati eredi legittimari – hanno sempre diritto a una parte del patrimonio del defunto e non possono essere mai diseredati. 

Per maggiori informazioni leggi Quali sono le quote degli eredi legittimari?

Si può disporre che i propri beni non vadano a nessuno?

Ipotizziamo ora il caso in cui il testatore voglia che i propri beni non vadano a nessuno degli eredi. È possibile non assegnare l’eredità a nessuno?

Come detto, se non si fa testamento, tutto il patrimonio verrà diviso tra gli eredi individuati dalla legge. E se anche il defunto non dovesse avere parenti stretti, i beni andrebbero a quelli di grado più remoto. E se anche non dovessero esistere parenti “alla larga”, il patrimonio finirebbe in capo allo Stato. Dunque, in assenza di testamento, non è possibile fare in modo che l’eredità non vada a nessuno.

Vediamo invece che succede nel caso in cui si faccia testamento. Sicuramente, la volontà in cui il testatore dichiari di non voler lasciare nulla a nessuno sarebbe nulla. E ciò per via del fatto che, come detto, gli eredi legittimari hanno sempre diritto a una quota minima del patrimonio. 

Ma se anche dovesse essere soddisfatta tale quota, la successione deve comunque avvenire, specie per quanto riguarda gli immobili che devono sempre avere un proprietario, non potendo essere “di proprietà di nessuno”. 

Pertanto, se nel testamento il defunto dovesse aver disposto solo di una parte dei propri beni, nella speranza così che la restante parte non vada a finire a nessuno, per quest’ultima si applicheranno invece le regole sulla successione per legge: in pratica, i beni ai quali non è stato indicato il successore vengono ripartiti secondo le regole previste per l’assenza di testamento (v. sopra). 

Dunque, il fatto di non menzionare determinati beni nel testamento non è un valido modo per evitare che gli stessi non finiscano a nessuno; così facendo infatti, come anticipato, scatta l’assegnazione degli stessi secondo le percentuali della successione in assenza di testamento.

L’unica soluzione che avrebbe il testatore è di dare in beneficenza la parte dei suoi beni che eccedano le quote di legittima (quelle cioè riservate al coniuge e ai figli). Del restante patrimonio infatti ne può fare ciò che vuole. 



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