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Che succede se si scoprono dei beni non indicati nel testamento?

10 Dicembre 2021
Che succede se si scoprono dei beni non indicati nel testamento?

Beni non compresi nel testamento: si può fare testamento disponendo solo di una parte dei beni? Che succede se il testamento non menziona tutti i beni?

Che succede se si scoprono dei beni non indicati nel testamento? Ipotizziamo il caso di una persona che, prima di morire, faccia testamento, dimenticando tuttavia – oppure omettendo deliberatamente – di indicare in esso alcuni beni di sua proprietà. A chi andranno tali beni e secondo quali quote saranno ripartiti? Come si risolve la questione, da un punto di vista fiscale, se la dichiarazione di successione è già stata effettuata?

Per stabilire che succede se, dopo l’apertura della successione, si scoprono dei beni non indicati nel testamento bisogna dare alcune preliminari informazioni. 

Partiamo dal fatto che una successione senza eredi non è giuridicamente possibile. I beni che erano di proprietà del defunto (tanto i mobili quanto gli immobili) devono sempre divenire di proprietà di qualcuno. Tant’è che, se il defunto non aveva parenti o familiari, è lo Stato che gli succede, diventando titolare del patrimonio ereditario.

Detto ciò, non è possibile pensare che i beni non compresi nel testamento non siano di nessuno. Al contrario, andranno divisi tra gli eredi, ma seguendo regole diverse a seconda del caso. Bisogna infatti investigare su quelle che erano le intenzioni del defunto. Due sono le ipotesi che si possono verificare.

Se il testatore ha, di fatto, effettuato lui stesso una divisione dei propri beni secondo percentuali, attribuendo ai nominati eredi delle «quote di eredità», anche i beni non ricordati nel testamento andranno divisi tra tali eredi secondo le medesime quote (e tra i medesimi soggetti). Si pensi al caso di un padre che abbia tre figli e che, nel fare testamento, dichiari di voler dividere tutto il proprio patrimonio tra di essi. Per evitare litigi, l’uomo specifica che il fratello più grande abbia la casa in campagna, quello intermedio la casa al mare e l’ultimo diventi titolare di un ampio terreno in collina. Il padre però dimentica di dire a chi vanno a finire il conto corrente e i quadri di valore presenti nei vari appartamenti. Ebbene, in tale ipotesi, tutti i beni non menzionati nel testamento si dividono secondo le quote indicate nel testamento stesso.

Potrebbe però succedere che una persona, nel fare testamento, abbia preferito nominare ogni singolo bene assegnandolo a un soggetto ben individuato. Si pensi ad esempio a un’anziana signora che, nel fare il proprio testamento e nel dividere i suoi pochi averi, voglia lasciare la casa alla figlia che l’ha accudita e il restante conto corrente in divisione tra il marito e la nipote. La donna dimentica però di essere proprietaria anche di alcuni gioielli di valore e di un libretto postale che non vengono menzionati nel testamento. In questo caso, tale restante parte del suo patrimonio andrà diviso secondo le regole previste dal Codice civile in caso di assenza del testamento (la cosiddetta successione per legge). Tali regole privilegiano gli eredi di grado più prossimo al defunto e, in assenza di questi, quelli più remoti. Così, nell’esempio di poc’anzi, gli eredi dei restanti beni saranno solo la figlia e il marito e non anche la nipote. Per maggiori informazioni leggi Chi eredita senza testamento. 

Per quanto infine riguarda gli adempimenti fiscali, si ricorda che, dalla morte di una persona, c’è un anno di tempo per fare la dichiarazione di successione: un adempimento di carattere tributario – che non implica accettazione di eredità – necessario all’Agenzia delle Entrate per liquidare l’imposta di successione a carico di tutti gli eredi. Ebbene, se si scoprono degli ulteriori beni dopo l’avvenuta presentazione della dichiarazione di successione, è necessario predisporre una dichiarazione di successione integrativa per regolarizzare la partita con il Fisco.



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