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Controllo su strada: poteri e limiti della polizia

10 Dicembre 2021
Controllo su strada: poteri e limiti della polizia

Che possono fare gli agenti della polizia o i carabinieri se ti fermano per strada: ispezioni, controlli, perquisizioni, richiesta documenti e filmati delle operazioni. 

«Favorisca patente e libretto» è la frase che ci si aspetta di sentire quando la polizia ti ferma per strada. Ma quali altre richieste potrebbe fare l’agente? Qui di seguito scopriremo insieme, nell’ambito di un controllo su strada, quali sono i poteri e limiti della polizia. Ma procediamo con ordine.

Bisogna fornire nome e cognome alla polizia?

Non sei tenuto a comunicare il tuo nome e cognome se già hai consegnato la patente al poliziotto che ti ha fermato per strada mentre eri alla guida dell’auto. Secondo la Cassazione, non c’è reato nel non dare le proprie generalità se il cittadino è già identificabile in modo certo con un documento o con la targa della propria macchina. È chiaro che ciò non vale se sei il semplice passeggero: in questo caso, pur non essendo tenuto a fornire la patente o altro documento d’identità (non esiste infatti l’obbligo di uscire di casa con tali documenti) sei comunque tenuto a comunicare le tue generalità (nome, cognome, residenza, stato, ecc.). 

Obbligo di scendere dall’auto

La polizia non può obbligarti a scendere dall’auto con la forza se non c’è una ragione derivante da una situazione di pericolo o dalla necessità di una perquisizione personale. Puoi fornire patente e libretto anche restando seduto sul posto guida o su quello del passeggero.

La Cassazione, a riguardo, ha detto che, in assenza di reali motivi di pericolo, non corrisponde all’esercizio delle funzioni pubbliche – perché arbitrario e violento – il comportamento dei pubblici ufficiali teso a far uscire coattivamente un privato dall’auto sulla quale è trasportato. Tale comportamento, inoltre, è da ritenersi sproporzionato qualora sia motivato dal fine di identificare un uomo le cui generalità sono già note.

Se mi ferma un poliziotto in borghese devo rispondere?

Se il poliziotto che ti intima lo stop mentre stai guidando è in borghese sei tenuto a fermarti e fornire le tue generalità solo se questi ti mostra il tesserino con il distintivo. Diversamente, come potresti comprendere che si tratta davvero di un poliziotto? Non saresti quindi responsabile nel tirare dritto nonostante l’alt di fermarti imposto da una persona vestita con abiti civili.

Posso cambiare direzione se vedo la polizia?

Se vedi una volante della polizia ai margini della strada puoi sempre fare marcia indietro o inversione, senza perciò essere incriminabile. Se però il Codice della strada ti vieta manovre ad “U” potresti essere multato.

Non fermarsi dinanzi alla paletta rossa del poliziotto non integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale (a meno che non scappi creando pericolo per gli altri utenti della strada o per gli stessi agenti). Puoi però essere multato per violazione dell’art. 192 del Codice della strada che impone di fermarsi all’alt dei poliziotti: rischi solo una multa da 80 a 318 euro.

Devo esibire le ricevute del bollo auto alla polizia?

Né la polizia, né la Guardia di Finanza possono chiederti, durante un controllo su strada, prova del pagamento del bollo auto. Questa verifica spetta solo alle autorità fiscali (Regione o Agenzia delle Entrate) che, peraltro, la effettuano tramite accesso ai terminali e non certo con i controlli per strada. In auto, quindi, non devi conservare le ricevute del bollo auto.

Peraltro, è bene ricordare che, a differenza di quanto avviene con l’assicurazione obbligatoria, l’omesso versamento del bollo auto non implica il divieto di circolare con l’auto. Il divieto potrebbe derivare solo nel caso in cui dovessi essere stato già raggiunto dalla notifica di una cartella esattoriale e, in caso di mancato pagamento nei successivi 60 giorni, dovesse essere effettuato un fermo auto. Peraltro, 30 giorni prima del fermo, ha diritto a ricevere un preavviso con raccomandata a.r., impedendo così la misura tramite il pagamento o una richiesta di rateazione.

Bisogna esibire il certificato di assicurazione?

Anche se è svanito l’obbligo di portare il contrassegno dell’assicurazione e di metterlo ben in vista sul parabrezza dell’auto, il conducente deve comunque portare con sé il certificato di assicurazione Rc-auto che viene consegnato dalla compagnia assicuratrice nel momento in cui si paga il premio annuale. Si ricorda tuttavia che è ammesso un ritardo di 15 giorni dalla scadenza dell’assicurazione (cosiddetto «periodo di tolleranza») durante i quali si può comunque circolare con l’auto ad assicurazione scaduta senza il rischio di ricevere multe.

Posso rifiutarmi di fornire la carta d’identità?

Chi guida deve portare con sé la patente, non anche la carta d’identità. La patente è un documento di riconoscimento avente valore legale. Quindi, ai fini dell’identificazione, la polizia non può chiederti di esibire anche la carta d’identità o il passaporto; diversamente, commetterebbe un abuso di potere. I tuoi dati sono già certificati dalla patente. 

La polizia può aprire il portabagagli?

La polizia può frugare all’interno della tua auto, nello zaino che hai sul sedile posteriore o chiederti di aprire il portabagagli se ha il sospetto che vi possa essere droga o il corpo di altro reato (si pensi ad armi). Può anche eseguire dei controlli sul veicolo per verificare che sia in regola (ad esempio, controllo pressione pneumatici e stato di usura, presenza del triangolo, ecc.).

Gli agenti possono anche perquisirti senza mandato del giudice, tuttavia dandone notizia, entro 48 ore, al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, convalida le operazioni entro le successive 48 ore.

Puoi chiedere agli agenti di identificarsi?

Non puoi chiedere agli agenti di polizia di identificarsi (a meno che non siano in borghese): non puoi cioè conoscere il loro nome e cognome o matricola. I loro dati comunque dovranno risultare dal verbale che eventualmente ti verrà consegnato. 

Che succede se non mi viene consegnato alcun verbale?

Se la polizia, nel fare il controllo, ti lascia andare, i tuoi dati verranno conservati in un archivio interno ma non per questo sarai schedato come criminale o soggetto sospetto. Questo archivio indica tra l’altro le generalità dei soggetti nei cui confronti sono eseguiti controlli durante la circolazione, anche se non hanno commesso alcun illecito. 

Del resto, se la polizia dovesse rilevare delle infrazioni al Codice della strada avrebbe l’obbligo di consegnarti il verbale immediatamente e di contestarti subito l’infrazione in modo da darti la possibilità di difenderti in quello stesso contesto. Se diversamente dovessi ricevere la multa a casa questa sarebbe illegittima e potresti impugnarla per omessa contestazione immediata.  

Posso filmare le operazioni di controllo della polizia?

Hai il diritto di filmare le operazioni di polizia senza però diffonderle successivamente sui social o facendo una diretta trasmettendola in contemporanea su una piattaforma. E ciò perché il volto degli agenti, per ragioni di privacy, va sempre oscurato. 

La polizia potrebbe vietarti di eseguire delle registrazioni o filmati solo se le operazioni dovessero essere coperte da segreto istruttorio. 

Etilometro: controlli

La polizia può chiederti di sottoporti al test dell’alcol anche se eri fermo dentro l’auto. Ai fini del reato di guida in stato di ebbrezza, rientra infatti nella «nozione di guida» la condotta di chi si trovi all’interno del veicolo quando sia accertato che egli abbia, in precedenza, movimentato il mezzo in area pubblica o quantomeno destinata al pubblico. Quindi, è lecito restare dentro la propria macchina ubriachi ma si rischia la sanzione se prima si guidava e poi ci si è fermati (magari proprio alla vista della polizia). 

È diritto del conducente sottoporsi al test dell’alcol ma in tal caso gli verrà elevata la multa per guida in stato di ebbrezza nella misura massima (ossia la stessa per chi viene trovato con oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue). Se non sono stati però realizzati incidenti o non c’è stato pericolo, la sanzione penale può essere “archiviata” con il ricorso al beneficio della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis del codice penale). 

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