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Come aprire un’attività di commercio all’ingrosso?

16 Maggio 2022 | Autore: Adele Margherita Falcetta
Come aprire un’attività di commercio all’ingrosso?

Come diventare commercianti all’ingrosso: tutto ciò che occorre per iniziare e le differenze rispetto alla vendita al dettaglio.

Vorresti iniziare un’attività e dedicarti al commercio. A differenza di altri, però, pensi di diventare un grossista di generi alimentari e, grazie alle tue capacità di tessere rapporti, di rifornire una buona quantità di negozi della tua zona. Col tempo, poi, la tua attività si potrebbe espandere e potresti diventare il punto di riferimento dei negozianti dell’intera provincia e oltre. Non sai, però, da dove cominciare. Quali saranno gli aspetti burocratici dei quali dovrai occuparti? Per iniziare, vi sono condizioni o requisiti particolari da possedere? Insomma, come aprire un’attività di commercio all’ingrosso? In questo articolo troverai tutte le indicazioni utili per iniziare la tua attività: a chi bisogna rivolgersi, quali sono i costi, quali adempimenti bisogna curare.

Diventare commercianti all’ingrosso non è particolarmente difficile: come in tutte le attività autonome, i principali requisiti da possedere sono una buona abilità imprenditoriale, la volontà di impegnarsi e la capacità di intrattenere rapporti con gli altri. Tra poco, ti spiegherò come aprire un’attività di commercio all’ingrosso. Prima, però, vedremo quali sono le differenze tra questa forma di attività e il commercio al dettaglio.

Commercio all’ingrosso e al dettaglio: quali sono le differenze?

Cominciamo con il chiarire la differenza tra commercio all’ingrosso e al dettaglio.

Un prodotto, prima di arrivare al consumatore finale, effettua diversi passaggi:

  • innanzitutto, esso viene venduto dal produttore al commerciante all’ingrosso. Quest’ultimo è un imprenditore che dispone di ampi magazzini e che acquista dalle fabbriche grandi quantità di prodotti, di solito appartenenti ad una stessa categoria (ad esempio, alimentari, per animali da compagnia, abbigliamento etc.);
  • il commerciante all’ingrosso (o grossista) vende i prodotti ai negozianti. Ad esempio, il grossista di generi alimentari vende prodotti appartenenti a questa categoria a botteghe e supermercati;
  • i negozianti, detti commercianti al dettaglio, vendono infine i prodotti ai consumatori.

La differenza tra commercianti all’ingrosso e al dettaglio sta dunque nella clientela alla quale essi si rivolgono: per i grossisti essa è costituita da altri commercianti, mentre per i dettaglianti essa è formata dai consumatori finali.

Commercio all’ingrosso: quali requisiti bisogna possedere?

Per iniziare un’attività di commercio all’ingrosso non occorre dimostrare il possesso di particolari competenze né frequentare corsi: infatti, la legge [1] ha soppresso il possesso dei requisiti professionali a decorrere dal 14 settembre 2012. Bisogna, invece, possedere alcuni requisiti morali [2]. Non possono infatti esercitare il commercio:

  • coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, a meno che non abbiano ottenuto la riabilitazione;
  • coloro che sono stati condannati, con sentenza passata in giudicato (cioè non più impugnabile), per reati che sono da considerarsi incompatibili con un’onesta attività commerciale come: insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, ricettazione, estorsione, riciclaggio, delitti contro la persona commessi con violenza; reati contro l’igiene e la sanità pubblica; delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti;
  • coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per un delitto per il quale è prevista una pena non inferiore a tre anni;
  • coloro che sono sottoposti a una misura di prevenzione o a una misura di sicurezza.

In caso di imprese individuali, i requisiti morali devono essere posseduti dal titolare; in caso di società di persone dal legale rappresentante e dai soci; in caso di società di capitali dal legale rappresentante e dai componenti del consiglio di amministrazione [3].

Commercio all’ingrosso: come aprire un’attività?

Veniamo adesso agli adempimenti necessari per aprire un’attività di commercio all’ingrosso. Ecco quello che bisogna fare:

  • presentare la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Essa va inoltrata al Suap (Sportello unico per le attività produttive) del Comune nel cui territorio avrà sede l’attività. Occorre, a tal fine, chiedere al Suap il modello da compilare ed informarsi sulla necessità o meno di pagare diritti di segreteria (ogni Comune infatti si regola diversamente). Alla Scia occorre allegare una planimetria dei locali che verranno utilizzati ed una copia di un documento di identità del titolare;
  • aprire una casella pec (posta elettronica certificata);
  • iscriversi al Registro delle imprese della Camera di commercio. L’iscrizione avviene telematicamente, mediante un apposito canale denominato ComUnica; la modulistica di solito deve essere firmata digitalmente. A tal fine, occorre essere provvisti di firma digitale: si tratta di un servizio che può essere acquistato presso la stessa Camera di commercio. All’atto dell’iscrizione occorre specificare la propria pec, sulla quale si riceveranno le comunicazioni;
  • iscriversi all’Inps, gestione commercianti. Si tratta di un adempimento indispensabile per il versamento dei contributi necessari ai fini pensionistici;
  • aprire una posizione all’Inail (Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro);
  • infine, se l’attività ha per oggetto prodotti alimentari occorre darne comunicazione all’Asl competente per territorio.

I locali nei quali verrà esercitata l’attività devono avere destinazione d’uso commerciale ed essere in regola con tutte le prescrizioni di legge in materia edilizia, urbanistica, ambientale e di igiene.

Commercio all’ingrosso: quali sono i costi per iniziare?

Abbiamo visto come aprire un’attività di commercio all’ingrosso. Ma quali sono i costi da sostenere per iniziare?

Ecco un breve riepilogo di quelle che potrebbero essere le spese da affrontare. Non è possibile stabilire gli importi con precisione, tuttavia esso servirà perché tu possa farti un’idea:

  • la Camera di commercio richiede il pagamento di 44 euro di diritto camerale. Tale importo deve essere versato entro trenta giorni dall’inizio dell’attività e poi annualmente. Ad esso vanno aggiunti 35,50 euro per bolli e diritti di segreteria;
  • il Comune, all’atto della presentazione della Scia, potrebbe chiedere il pagamento di diritti di segreteria. Ciò, però, non avviene sempre e anche l’importo può variare;
  • l’apertura della partita Iva è gratuita, se si effettua personalmente. Diverso è il caso se ci si rivolge a un commercialista, al quale occorrerà corrispondere l’onorario;
  • la pec e la firma digitale hanno un costo variabile, comunque molto basso (da dieci a venti euro).


Di Adele Margherita Falcetta

note

[1] D. Lgs. n. 147/2012.

[2] Art. 71 del D. Lgs. n. 59/2010.

[3] Art. 85 del D.Lgs n. 159/2011.


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