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Quali documenti servono per amministratore di sostegno?

11 Gennaio 2022 | Autore:
Quali documenti servono per amministratore di sostegno?

La nomina di un amministratore di sostegno è finalizzata a proteggere le persone che, per infermità o menomazioni fisiche o psichiche, anche parziali o temporanee, hanno una ridotta autonomia nella vita quotidiana.

L’amministrazione di sostegno è l’istituto previsto dall’ordinamento giuridico italiano per tutelare quei soggetti che presentano patologie tali da renderli, in via temporanea o permanente, invalidi – in tutto o in parte – e non in grado di badare a sé stessi e ai loro interessi, anche patrimoniali. Si pensi ad esempio a un anziano, a una persona che presenta una disabilità fisica o psichica oppure colpita da ictus, a un malato terminale, a un soggetto affetto da ludopatia o a un tossicodipendente. Tutti questi soggetti necessitano di una persona, l’amministratore di sostegno (Ads), che si prenda cura di loro e gestisca i loro beni. La procedura per la nomina dell’Ads prevede la presentazione di un apposito ricorso al giudice tutelare. Quali documenti servono per l’amministratore di sostegno?

La documentazione da allegare all’istanza di nomina è assai corposa, come avremo modo di vedere più nel dettaglio nel corso del presente articolo. In ogni caso, per la presentazione del ricorso non è richiesta l’assistenza di un legale.

Chi può chiedere la nomina di un amministratore di sostegno?

Il ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno va presentato al tribunale (ufficio del giudice tutelare) del luogo in cui la persona destinataria della misura è residente o ha il domicilio.

L’istanza può essere proposta dallo stesso beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, dal coniuge o dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il 4° grado (vedi i genitori, i figli, i nipoti), dagli affini entro il 2° grado (ad esempio, la suocera o il genero), dal tutore o curatore, se la persona è già stata sottoposta a un provvedimento di inabilitazione o di interdizione, e dal pubblico ministero.

I responsabili dei servizi socio-sanitari che abbiano conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a presentare autonomamente la richiesta.

La domanda è esente da contributo unificato e va corredata con una marca da bollo da 27 euro per diritti forfetizzati di notifica.

Quali documenti servono per un amministratore di sostegno?

All’istanza per la nomina di un Ads vanno allegati i seguenti documenti:

  • la copia integrale dell’atto di nascita del destinatario della misura;
  • la fotocopia del codice fiscale;
  • il certificato del medico curante attestante la condizione psicofisica del soggetto con riferimento dettagliato alla sua incapacità parziale o totale di badare a sé stesso;
  • l’eventuale certificato medico che attesti l’assoluta impossibilità del beneficiario di raggiungere il tribunale, neppure in ambulanza;
  • le dichiarazioni di assenso dei familiari e/o parenti, ove possibili;
  • l’inventario del patrimonio e dei redditi del beneficiario;
  • i documenti attestanti l’eventuale opposizione alla domanda di amministrazione di sostegno da parte di parenti stretti;
  • i documenti di identità del richiedente e del beneficiario.

Nel caso in cui il richiedente non provveda al deposito della richiesta personalmente, va presentata una sua delega, con allegato il suo documento di identità e quello della persona da lui delegata al deposito.

Nell’istanza di nomina è opportuno indicare il nominativo della persona idonea prescelta quale amministratore di sostegno da parte dei parenti stretti.

Nomina di un amministratore di sostegno: cosa succede dopo il deposito del ricorso?

Dopo la presentazione del ricorso per la nomina di un Ads in cancelleria, viene designato il giudice tutelare competente per la trattazione dell’istanza.

Nell’udienza all’uopo fissata, il giudice esamina il beneficiario che, quindi, deve essere presente, salvo in caso di documentata intrasportabilità, e i suoi congiunti entro il 4° grado nonché tutta la documentazione medica allegata al ricorso.

Il giudice verifica anche la disponibilità e l’idoneità di eventuali parenti ad assumere l’incarico di amministratore di sostegno.

A tal proposito, possono essere nominati amministratore di sostegno:

  • il coniuge o la persona stabilmente convivente del beneficiario;
  • il padre;
  • la madre;
  • il figlio;
  • il fratello o la sorella;
  • i parenti entro il 4° grado.

Qualora vi siano ragioni di opportunità o gravi motivi può nominare “persone idonee”, anche estranee al beneficiario ad esempio un professionista iscritto in un elenco tenuto presso il tribunale, oppure enti come Comuni, società, associazioni, fondazioni, Asl (Azienda sanitaria locale).

In ogni caso, la scelta dell’amministratore di sostegno deve avvenire con esclusivo riguardo alla cura e agli interessi della persona del beneficiario.

Successivamente all’acquisizione del parere favorevole da parte del pubblico ministero, il giudice emette il decreto di nomina e stabilisce i poteri dell’amministratore di sostegno in relazione alle esigenze del beneficiario.

In casi urgenti, il giudice tutelare emette nel più breve tempo possibile il decreto senza sentire il beneficiario, che sarà esaminato in un momento successivo.

Amministratore di sostegno: quando serve l’autorizzazione del giudice tutelare/tribunale?

Per compiere determinati atti l’amministratore di sostegno deve chiedere l’autorizzazione al giudice tutelare e, più precisamente, per:

  • acquistare beni, tranne i mobili necessari per l’economia domestica e per l’amministrazione del patrimonio;
  • riscuotere capitali;
  • consentire alla cancellazione di ipoteche o allo svincolo di pegni;
  • assumere obbligazioni;
  • accettare eredità o rinunciarvi;
  • accettare donazioni o legati;
  • fare contratti di locazione di immobili di durata superiore ai nove anni;
  • promuovere giudizi, salvo che si tratti di denunzie di nuova opera o di danno temuto, di azioni possessorie o di sfratto e di azioni per riscuotere frutti o per ottenere provvedimenti conservativi.

Invece, è richiesta l’autorizzazione del tribunale, su parere del giudice tutelare per:

  1. alienare beni, eccettuati frutti e mobili soggetti a facile deterioramento. Quando nel dare l’autorizzazione il tribunale non ha stabilito il modo di erogazione o di reimpiego del prezzo, lo stabilisce il giudice tutelare;
  2. costituire pegni o ipoteche;
  3. procedere a divisione o promuovere i relativi giudizi;
  4. fare compromessi e transazioni o accettare concordati.

L’amministratore di sostegno deve redigere entro 1 anno dalla nomina e per i successivi anni in cui è incaricato, un rendiconto attestante l’attività economica del beneficiario e depositarlo presso l’ufficio del giudice tutelare.

Il deposito del rendiconto annuale e degli allegati è un obbligo specifico, la cui mancanza può determinare una responsabilità personale dell’Ads e la sua rimozione immediata dall’ufficio.

Per approfondire l’argomento è consigliata la lettura dei seguenti articoli: “Compiti e obblighi di un amministratore di sostegno” e “ Quanto guadagna un amministratore di sostegno”.



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