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Se uccido un ladro che entra in casa, sono legalmente perseguibile?

11 Gennaio 2022 | Autore:
Se uccido un ladro che entra in casa, sono legalmente perseguibile?

Furto in abitazione: è legittima difesa sparare al ladro? In quali casi la difesa è proporzionata all’offesa? Quando si possono usare le armi?

La legge condanna ogni forma di violenza, sia fisica che psicologica. Quando occorre tutelare le proprie ragioni, l’unico modo è ricorrere ai giudici oppure alle forze dell’ordine. Ad esempio, se il vicino di casa ha invaso la nostra proprietà, non ci resta che fare ricorso all’autorità giudiziaria, non essendo consentito farsi giustizia da sé. Quanto appena detto trova eccezione in pochissime circostanze, come ad esempio quando ricorrono le condizioni per la legittima difesa. Con questo articolo risponderemo a un quesito che può essere così efficacemente riassunto: se uccido un ladro che entra in casa, sono legalmente perseguibile?

Rispondere a questa domanda non è facile, in quanto bisogna specificare le diverse condizioni che consentono di ritenere la condotta illegale o meno. In linea di massima, il principio è il seguente: non si può usare violenza contro un’altra persona se ciò non è strettamente indispensabile per salvaguardare la propria o l’altrui incolumità. Ma vediamo più nel dettaglio se uccidere un ladro che entra in casa è un fatto legalmente perseguibile.

Cos’è la legittima difesa?

Tutto comincia dalla legittima difesa, cioè da quella causa di giustificazione che, al ricorrere di determinate condizioni, permette di fare ciò che normalmente non sarebbe concesso.

In maniera molto pratica, possiamo dire che si ha legittima difesa ogni volta che si agisce costretti dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui dal pericolo di un’offesa ingiusta.

Classica ipotesi è quella della donna che, per sfuggire a una violenza, colpisce al volto il suo aggressore, oppure dell’uomo che, per sventare una rapina, colpisce il criminale alle spalle, stordendolo.

La legittima difesa, quindi, giustifica un fatto che, altrimenti, costituirebbe reato: colpire una persona al viso o alle spalle costituisce infatti il reato di percosse oppure di lesioni personali.

Legittima difesa: requisiti

Per legge [1], la difesa è legittima soltanto se:

  • chi si difende è costretto a una reazione violenta, nel senso che non c’è altro modo di proteggersi se non usando la forza;
  • il pericolo è ancora in corso;
  • la difesa è proporzionata all’offesa.

Tutto ciò significa che la difesa non è legittima se:

  • c’è la possibilità di mettersi in salvo fuggendo o chiamando la polizia;
  • il pericolo è ormai cessato, ad esempio perché il rapinatore è andato via;
  • la reazione è squilibrata rispetto al pericolo. È il caso di chi uccide un ladro intento solamente a rubare.

Uccidere un ladro è legittima difesa?

Sul finire del precedente paragrafo abbiamo “spoilerato” la risposta al quesito di fondo di questo articolo: uccidere un ladro è un fatto legalmente perseguibile? Sì, lo è, se l’intenzione del ladro è solamente quella di derubare e non c’è pericolo di aggressione. Si pensi ad esempio al classico borseggiatore sull’autobus.

Chi uccide un ladro reagisce in maniera sproporzionata rispetto al pericolo che sta correndo, cioè quello di vedersi derubato di alcuni oggetti, per quanto preziosi possano essere.

Per l’ordinamento italiano non è possibile porre sullo stesso piano gli interessi giuridici in gioco: da una parte c’è il patrimonio della vittima del furto, mentre dall’altra c’è la vita stessa del ladro.

Non è possibile rispondere al furto con l’omicidio.

Questo principio va però rivisto nel caso di furto commesso in abitazione; in questi casi, infatti, scatta la legittima difesa domiciliare, che è più permissiva rispetto alla legittima difesa vista sinora. Approfondiamo la questione.

Cos’è la legittima difesa domiciliare?

La legittima difesa domiciliare è quella prevista nel caso di violazione di domicilio. In questa ipotesi, secondo la legge, la difesa è sempre proporzionata all’offesa, anche utilizzando un’arma legalmente detenuta, se è necessario tutelare:

  • la propria o l’altrui incolumità;
  • i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione.

In parole povere, è possibile difendersi, anche con le armi, dal delinquente che è entrato in casa, sempreché vi sia pericolo per l’incolumità propria o di altre persone che legittimamente si trovano nell’abitazione (si pensi ai familiari) o vi sia un imminente pericolo di aggressione.

Le due ipotesi sembrano uguali ma, in realtà, non lo sono:

  • nel primo caso, il malintenzionato attacca direttamente l’incolumità delle persone. Si pensi al maniaco entrato in casa di notte per uccidere o violentare;
  • nel secondo caso, l’intruso non ha come obiettivo quello di fare del male alle persone, ma sussiste comunque il pericolo di un’aggressione fisica. È il classico caso del ladro che, sorpreso a rubare di notte, invitato ad allontanarsi dal proprietario di casa, anziché andarsene si avvicini con fare minaccioso, magari brandendo un’arma.

Uccidere un ladro entrato in casa è legittima difesa?

A questo punto siamo in grado di dare una risposta definitiva al quesito posto nel titolo di questo articolo: uccidere un ladro che entra in casa è un fatto legalmente perseguibile? Anche in questo caso la risposta è positiva, a meno che non vi sia pericolo di aggressione.

In altre parole, secondo le regole della legittima difesa domiciliare, è possibile sparare al ladro che è entrato in casa solamente se questi, accortosi della presenza di persone, non desiste dal proprio proposito criminale ma, anzi, muove minacciosamente verso di loro con l’intenzione di fare del male. Solo in questa circostanza, poiché il ladro mostra di voler aggredire chi si trova in casa, sarà possibile reagire violentemente, anche usando le armi legalmente detenute.

In sintesi, possiamo così concludere: è reato uccidere il ladro entrato in casa, a meno che la difesa non sia assolutamente indispensabile per proteggersi da un’aggressione.


note

[1] Art. 52 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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