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Furto in abitazione: quando è legittima difesa?

23 Marzo 2022 | Autore:
Furto in abitazione: quando è legittima difesa?

Si può sparare al ladro che è entrato in casa? Cos’è e come funziona la legittima difesa domiciliare?

Molti utenti della rete si pongono domande circa la possibilità di difendersi in casa propria nell’ipotesi di violazione di domicilio o, peggio ancora, di furto. È possibile sparare al ladro che si è introdotto nottetempo in casa? In quali casi è giustificata la reazione violenta del proprietario dell’immobile? Quando c’è legittima difesa per furto in abitazione?

Come diremo di qui a breve, la legge ha previsto una speciale disciplina per chi intende difendersi da una violazione di domicilio: in casi del genere, infatti, è possibile reagire contro l’intruso anche usando le armi (un coltello, una pistola, ecc.), purché però ci sia il rischio di un’aggressione. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando c’è legittima difesa in caso di furto in abitazione.

Quando c’è legittima difesa?

Per legge [1], c’è legittima difesa quando occorre proteggere se stesso o altri dal pericolo incombente di un’offesa ingiusta, a patto che la difesa sia proporzionata all’offesa.

In buona sostanza, la difesa è legittima se è indispensabile per evitare di subire un danno ingiusto. Ad esempio, è senz’altro legittima difesa quella della donna che, per salvarsi da un’aggressione, colpisce con un pugno il volto del malintenzionato; allo stesso modo, è legittima la difesa dell’uomo che sferra un colpo al delinquente che lo minaccia con un coltello.

La legittima difesa giustifica una condotta che, altrimenti, costituirebbe reato. Riprendendo gli esempi appena fatti, di regola sarebbe illegale colpire un’altra persona; lo diventa, però, se è l’unico modo per salvare sé o altri.

Quando non c’è legittima difesa?

Non c’è legittima difesa quando:

  • è possibile mettersi in salvo fuggendo o chiamando la polizia;
  • il pericolo è oramai passato, ad esempio perché il malintenzionato è andato via;
  • la difesa non è proporzionata all’offesa. È il caso di chi spara a un ladro che si sta limitando a portare via alcuni oggetti o di chi sferra un pugno a una persona che sta pronunciando frasi diffamatorie.

Quando c’è legittima difesa domiciliare?

La legittima difesa domiciliare è quella che si può esercitare nel caso in cui sia commessa una violazione di domicilio, il che è ciò che accade nel caso di furto in abitazione.

In casi del genere, la legge dice che la difesa è sempre proporzionata all’offesa, anche se si usa un’arma legalmente detenuta, se è necessario proteggere:

  • la propria o la altrui incolumità;
  • i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

In parole povere, è possibile difendersi, anche con le armi, dal delinquente che è entrato in casa, sempreché vi sia pericolo per l’incolumità propria o di altre persone che legittimamente si trovano nell’abitazione (si pensi ai familiari) o vi sia un imminente pericolo di aggressione.

Le due ipotesi sembrano uguali ma, in realtà, non lo sono:

  • nel primo caso, il malintenzionato attacca direttamente l’incolumità delle persone. Si pensi al delinquente entrato in casa per uccidere o violentare;
  • nel secondo caso, l’intruso non ha come obiettivo quello di fare del male alle persone, ma sussiste comunque il pericolo di un’aggressione personale. È il caso del ladro che, sorpreso a rubare di notte, invitato ad allontanarsi dal proprietario di casa, anziché andarsene si avvicini con fare minaccioso, magari brandendo un’arma.

Furto in abitazione: quando c’è legittima difesa?

È possibile sparare al ladro che è entrato in casa per commettere un furto in abitazione? Dipende dalle circostanze.

Come visto nel paragrafo precedente, è possibile difendere il proprio domicilio da chi si è introdotto illegittimamente; la difesa armata è però lecita solamente se c’è pericolo per l’incolumità fisica di una delle persone che si trova legittimamente in casa, oppure se c’è pericolo di aggressione.

Poiché chi è entrato in casa per un furto in abitazione è presumibilmente interessato solo al bottino, non sarà possibile sparare al ladro, a meno che questi, intimato ad andarsene o scoperto in flagranza, anziché abbandonare il domicilio si avvicini con fare minaccioso ai presenti.

In parole povere, si può sparare al ladro in casa solo se c’è un reale e concreto pericolo di aggressione alla propria (o all’altrui) persona: in tutti gli altri casi, non sarà giustificata una reazione così violenta. Facciamo un esempio.

Francesco viene svegliato dalle grida dei suoi bambini. Scopre che alcuni malintenzionati si sono introdotti in casa e stanno rovistando dappertutto. Francesco prende la pistola e intima ai malviventi di allontanarsi. Uno di loro, incurante della minaccia, non solo continua a frugare ovunque ma si avvicina ai bambini, facendo per estrarre dalla tasca un coltello. Francesco fa fuoco e colpisce il criminale.

In un caso come quello appena esemplificato la difesa è legittima perché il ladro non si è arreso e addirittura ha mostrato l’intenzione di aggredire una persona.

Al contrario, se il ladro fosse andato via una volta scoperto con le mani nel sacco, il padrone di casa non avrebbe potuto sparargli.

In sintesi, nel caso di furto in abitazione, è possibile sparare al ladro solo se c’è il concreto pericolo di subire un’aggressione personale. Negli altri casi, si può intervenire per impedire al ladro di sottrarre i propri beni, ma senza mettere a rischio la sua incolumità personale.


Nel caso di furto in abitazione, è possibile sparare al ladro solo se c’è il concreto pericolo di subire un’aggressione personale. Negli altri casi, si può intervenire per impedire al ladro di sottrarre i propri beni, ma senza mettere a rischio la sua incolumità personale.


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