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Associazione fascista: è legale?

26 Marzo 2022 | Autore:
Associazione fascista: è legale?

Riorganizzazione del disciolto partito fascista: cosa dice la legge Scelba? In quali casi un movimento persegue finalità antidemocratiche?

L’art. 18 della Costituzione italiana garantisce a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente senza chiedere alcuna autorizzazione allo Stato. Ognuno dunque è libero di costituire o di aderire a un’associazione, ad esempio di tipo sportivo, culturale, politico, ecc. A questa regola ci sono delle eccezioni: la stessa Costituzione, ad esempio, vieta le associazioni segrete nonché la «riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Cosa significa ciò? Un’associazione fascista è legale in Italia?

Mettiamo il caso che alcune persone vogliano costituire un’associazione dedicata al periodo fascista, celebrando le ricorrenze più significative del Ventennio attraverso spettacoli, incontri o dibattiti. Un’associazione di questo tipo sarebbe legale? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo analizzare la legge che si occupa specificamente di questa materia. Si tratta della nota “legge Scelba”, emanata nel 1952 ma ancora in vigore. Vediamo di cosa si tratta e se è legale un’associazione fascista.

Riorganizzazione partito fascista: cos’è?

Come detto in apertura, la Costituzione proibisce la riorganizzazione del partito fascista ormai disciolto. Ma cosa significa ciò? È la legge Scelba a dircelo.

Secondo questa legge [1], si ha riorganizzazione del partito fascista quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque, persegue finalità antidemocratiche proprie del vecchio partito fascista.

La legge specifica anche in che modo deve avvenire il perseguimento di dette finalità antidemocratiche: «esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».

Chi promuove, organizza o dirige l’associazione di tipo fascista è punito con la reclusione da cinque a dodici anni; chi vi partecipa, invece, è punito con la reclusione da due a cinque anni.

Associazione fascista: quando è vietata?

Secondo la legge Scelba, l’associazione fascista è vietata quando ha come obiettivo quello di mettere in discussione i valori della Costituzione italiana, come quelli di uguaglianza, libertà e partecipazione alla vita politica.

Insomma: l’associazione fascista è proibita quando si propone come scopo quello di sovvertire la democrazia italiana. Per fare ciò, non occorre necessariamente l’uso della violenza: anche la semplice propaganda di un’associazione di questo tipo oppure di questi obiettivi antidemocratici è illecita. In casi del genere, scatta il reato di apologia del fascismo.

Associazione fascista: quando è legale?

Al contrario, non commette alcun illecito chi costituisce un’associazione dedicata al periodo fascista senza porsi come obiettivo quello di riportare in vita i valori che all’epoca connotarono il fascismo.

Si pensi, ad esempio, ai nostalgici del Ventennio che decidono di dar vita a un’associazione che organizza avvenimenti, feste e raduni in ricordo di Mussolini: in questi casi, l’associazione è legale perché non persegue concrete finalità antidemocratiche.

Detto ancora in altre parole, l’associazione fascista è legale se non si pone in contrasto con i valori della Costituzione italiana vigente, cercando di minarli o di metterli in discussione.

Tanto è confermato anche dal fatto che, secondo la Corte di Cassazione [2], il saluto fascista, eseguito in un contesto commemorativo, non è reato, costituendo una lecita manifestazione del proprio pensiero.

In pratica: se l’associazione fascista è volta solamente a ricordare il partito fascista, senza volerne la ricostituzione e, quindi, senza attentare ai principi democratici del Paese, allora si tratterà di un’associazione legale.

Associazione comunista: è legale?

Non ci sono dubbi che ogni tipo di associazione comunista, cioè che si ispira ai valori tipici del Comunismo del passato, sia legale. Ciò perché non esiste alcun divieto di legge che impedisce una tale formazione.

Tuttavia, se l’associazione comunista perseguisse le medesime finalità proibite dalla legge Scelba, cioè quelle antidemocratiche tipiche del partito fascista, allora il divieto si estenderebbe anche a questo tipo di associazione.

Peraltro, non bisogna dimenticare che la Costituzione garantisce sì la libertà di associazione, ponendo però alcuni limiti: tra questi non c’è solo il divieto di ricostituire il disciolto partito fascista, ma anche quello di perseguire fini che sono vietati dalla legge penale.

L’associazione sovversiva dei valori dello Stato costituisce reato punito con la reclusione da cinque a dieci anni (art. 270 cod. pen.).

Quindi, a prescindere dalla formale denominazione, è vietata ogni tipo di associazione che può mettere in discussione i principi fondamentali dell’ordinamento democratico italiano.


note

[1] Art. 1, l. n. 645/1952.

[2] Cass., sent. n. 8108 del 14.12.2017, dep. 20.2.2018.

Autore immagine: canva.com/


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1 Commento

  1. Peccato però che, alla prova dei fatti, sono ormai 70 anni che la “Legge Scelba” è stata reiteratamente disattesa. Questa è la Legge…, ops, questa è l’italietta.
    Di esempi ce ne sarebbero a centinaia! Basta scorrere le cronache. E che altro sono stati Ordine nuovo, Avanguardia nazionale, Forza nuova, i vari Franco Freda e via elencando? Errori di percorso??? Giovanotti annoiati? E l’Internazionale nera dove la mettiamo? Fantasie a ruota libera? Ripeto: la “Legge Scelba” DOVEVA ESSERE APPLICATA PIù SEVERAMENTE, senza tentennamenti di sorta!!! Questo è almeno il mio punto di vista…

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