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Multa divieto di sosta senza contestazione immediata

12 Dicembre 2021
Multa divieto di sosta senza contestazione immediata

In assenza del trasgressore, il vigile non è obbligato a compilare il preavviso di violazione.

Di recente, la Cassazione ha risposto a una domanda molto interessante: è valida la multa per divieto di sosta senza contestazione immediata? Per comprendere il senso della pronuncia [1] e gli effetti che essa ha sugli automobilisti bisogna fare un passo indietro e spiegare come funziona l’accertamento delle multe per divieto di sosta, così come per quelle di invasione degli stalli destinati agli invalidi o dell’area ove passano gli autobus. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il preavviso di accertamento?

Avete presente il foglietto che trovate sul parabrezza quando lasciate l’auto in divieto di sosta o sulle strisce gialle per invalidi? Quel foglio non è la vera e propria multa: si chiama «preavviso di accertamento» e serve solo a consentire all’automobilista, qualora lo voglia, di pagare subito la sanzione evitando le spese di notifica. Il verbale invece viene notificato successivamente, a casa del titolare dell’automobile, entro 90 giorni dall’accertamento (con l’aggiunta però delle spese di notifica).

Il preavviso di accertamento, quindi, anticipa la notifica della contravvenzione ma non è esso stesso la notifica. Tant’è vero che, chi vuol pagare entro 5 giorni dalla notifica per usufruire dello sconto del 30% sull’importo, deve far partire il conto da quando la raccomandata gli arriverà a casa e non da quando trova il preavviso sotto il tergicristalli.

Il preavviso di accertamento è obbligatorio?

Il vigile non è tenuto a lasciare il preavviso di accertamento. Si tratta di una facoltà. Prova ne è il fatto che, in molte zone delle città più popolate, l’accertamento delle infrazioni per divieto di sosta avviene tramite analisi delle immagini catturate da una telecamera montata sull’auto della polizia che percorre le strade urbane. Dopodiché, l’agente eleva la contravvenzione nel proprio ufficio, senza lasciare il preavviso sul vetro del trasgressore.

Questo significa che chi parcheggia l’auto là dove non dovrebbe e non trova il preavviso sul tergicristalli (magari perché qualcuno l’ha preso o le intemperie climatiche lo hanno distrutto) non deve dare per scontato di non essere stato multato: potrebbe sempre ricevere la contravvenzione a casa nei successivi 90 giorni.

Nella pronuncia in commento, la Cassazione ha confermato tra le altre cose che, in caso di assenza del trasgressore, il Codice della strada non prescrive un obbligo nei confronti della polizia municipale di compilare il cosiddetto preavviso di violazione.

È meglio pagare subito al ricevimento del preavviso o aspettare la notifica a casa?

Come detto, anche laddove il poliziotto lasci il preavviso di accertamento sul parabrezza, l’automobilista ha diritto a ricevere la multa a casa entro 90 giorni, a meno che non abbia pagato subito l’importo. In tal caso, la multa è addizionata delle spese postali per la notifica (circa 20 euro).

Attendere la notifica a casa significa però avere una chance in più per fare ricorso perché, se questa non dovesse intervenire entro il termine di 90 giorni, sarebbe illegittima e se ne potrebbe chiedere l’annullamento al giudice di pace (entro 30 giorni) o al Prefetto (entro 60 giorni).

Attenzione: ai fini del rispetto del termine, fa fede la data di spedizione della raccomandata da parte dell’organo accertatore e non quella di ricevimento della stessa da parte del destinatario.

Quindi, chi paga subito ha il vantaggio di non vedersi addebitare le spese di notifica e comunque di usufruire dello sconto del 30%. Chi invece attende la notifica, pur potendo usufruire dello sconto del 30% se paga nei 5 giorni successivi, potrebbe però sperare che questa non intervenga nei termini o vada smarrita.

Multa per divieto di sosta senza contestazione immediata

Il caso del divieto di sosta è contemplato dal Codice della strada come una delle eccezioni all’obbligo per il verbalizzante di contestare immediatamente la multa al trasgressore. Del resto, se è vero che il più delle volte, se l’auto è parcheggiata il relativo conducente è altrove, non si vede come potrebbe avvenire la contestazione immediata.

L’agente della municipale o l’ausiliare del traffico è tenuto ad effettuare la contestazione immediata solo se il trasgressore si trova all’interno del veicolo o in prossimità dello stesso ma nell’immediatezza temporale della commissione della violazione.

Questo significa che se il vigile, conoscendo il trasgressore, lo trova dopo qualche decina di minuti in un bar ove lo stesso si è recato per il caffè, non è tenuto a notificargli la contravvenzione.

Dunque, solo se il poliziotto incontra il conducente nel momento in cui sta redigendo il verbale deve strappare il preavviso di accertamento e notificargli la multa vera e propria (che a quel punto, essendo già stata regolarmente notificata, non gli verrà più spedita con raccomandata a casa).

Perciò se l’agente accertatore non lascia sull’autovettura il preavviso l’unica possibile contestazione, di rilevanza penale, che può fare il trasgressore è quella contro l’eventuale falso commesso dal pubblico ufficiale, se non è veritiero l’implicito presupposto dell’assenza del conducente, per non aver proceduto alla contestazione immediata della violazione stradale.


note

[1] Cass. sent. n. 45209/2021.


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