Diritto e Fisco | Articoli

Multa a una società: chi può ricevere la notifica?

12 Dicembre 2021
Multa a una società: chi può ricevere la notifica?

Notifica atti giudiziari, cartelle esattoriali, atti fiscali e contravvenzioni stradali nei confronti delle persone giuridiche: si può consegnare la raccomandata a un dipendente?

Nel momento in cui il postino deve notificare una multa stradale a una società, a chi può consegnarla? Deve rivolgersi all’amministratore – ossia al legale rappresentante – oppure può consegnarla a un dipendente qualsiasi? La questione non è di poco conto: da questa dipende la validità della notifica e, quindi, della multa stessa. Se dovesse infatti risultare che la consegna è avvenuta nei confronti di un soggetto che non aveva il potere per ritirare la posta, allora ci sarebbero sufficienti possibilità per non pagare. Ma di questo parleremo a breve. Innanzitutto, vediamo chi può ricevere la notifica della multa a una società. Con la precisazione che quanto diremo a breve vale per qualsiasi notifica, quindi anche per gli atti giudiziari.

Notifiche alle società: cosa dice la legge?

A disciplinare le notifiche alle società e alle altre persone giuridiche è l’articolo 145 del Codice di procedura civile. Esso quindi si applica quando il postino deve consegnare una multa stradale, una cartella esattoriale, un accertamento dell’Agenzia delle Entrate o un atto giudiziario.

Le regole sono le seguenti.

La notificazione alle persone giuridiche si esegue nella loro sede, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa oppure al portiere dello stabile in cui è la sede.

Quando si parla di «sede» ci si riferisce sia a quella legale (ossia quella che risulta dall’atto costitutivo, dallo statuto, dal registro delle persone giuridiche ecc.) che quella effettiva (ossia il luogo dove l’ente svolge prevalentemente la sua attività e dove si trovano la direzione e gli uffici degli amministratori), ma non eventuali sedi secondarie o di fatto.

La notifica può essere fatta anche direttamente all’amministratore (o al legale rappresentante) se le sue generalità sono riportate sull’atto e ne è stata indicata la residenza, il domicilio o la dimora abituale. Pertanto, è legittimo il comportamento del postino che consegna la multa a casa dell’amministratore della società se il suo nome risulta inserito sulla busta.

Nel caso in cui la notifica non possa essere eseguita con le modalità di cui sopra, essa può essere eseguita nei confronti della persona fisica indicata nell’atto che rappresenta la società anche a norma degli articoli 140 e 143 del Codice di procedura civile, ossia con deposito presso la casa comunale (si pensi al caso di una società sempre chiusa).

Si può notificare una multa a un dipendente qualsiasi?

Secondo la Cassazione [1], è legittima la notifica della multa a una società con la consegna dell’atto a mani di un dipendente qualsiasi e non del legale rappresentante. In tali casi, non c’è neanche bisogno del successivo invio della raccomandata informativa dell’avvenuta notifica: l’ufficio postale cioè non deve informare l’amministratore, con una successiva comunicazione, di aver consegnato il plico al dipendente.

L’invio della raccomandata informativa, hanno concluso gli Ermellini, è prescritto nelle ipotesi di consegna del piego a persona diversa dal destinatario.

Dunque, tutte le volte in cui la notifica va eseguita nei confronti delle persone giuridiche ai sensi dell’articolo 145 del Cod. proc. civ., il destinatario va individuato non solo nel legale rappresentante, ma anche negli altri soggetti indicati nel predetto articolo e, quindi, nelle persone incaricate di ricevere le notificazioni o, in mancanza, delle persone addette alla sede. Quindi, anche un qualsiasi dipendente.

Che fare se la notifica non è corretta?

Attenzione a quanto stiamo per dire. Nell’ipotesi in cui la notifica dovesse essere eseguita nei confronti di una persona che non ha alcun rapporto con la società (ad esempio, un collaboratore esterno, un cliente o comunque un soggetto che non è né l’amministratore né un dipendente), non bisogna commettere l’errore di impugnare la multa per difetto di notifica. La contestazione in giudizio infatti rappresenterebbe la tacita ammissione di aver comunque ricevuto l’atto di averne preso conoscenza, così potendosi difendere da esso.

Quindi, il ricorso verrebbe rigettato perché sanerebbe il vizio di notifica. Bisogna allora comportarsi in modo diverso. Bisognerebbe far finta di non aver ricevuto nulla e solo al ricevimento del successivo atto di riscossione del credito (ad esempio, una cartella esattoriale) proporre ricorso per mancata conoscenza della multa (ossia per difetto di notifica).


note

[1] Cass. ord. n. 26846 del 4.10.2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube