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Super green pass autobus: c’è diritto al rimborso dell’abbonamento?

13 Dicembre 2021 | Autore:
Super green pass autobus: c’è diritto al rimborso dell’abbonamento?

Chi non ha la certificazione sanitaria e non può salire sui mezzi di trasporto pubblici può chiedere la restituzione dell’abbonamento che ha già pagato?

Per limitare la diffusione del coronavirus, la legge italiana ha previsto che, a partire dal 10 gennaio 2022, si possa salire sugli autobus e sugli altri mezzi di trasporto pubblico solamente se muniti di Super green pass, cioè della certificazione sanitaria rafforzata che si ottiene dopo la vaccinazione o dopo aver contratto il virus ed essere guariti. Non avere il Super green pass significa, di fatto, non poter prendere i mezzi pubblici. C’è diritto al rimborso dell’abbonamento per il Super green pass in autobus?

Il problema sorge per tutti coloro che rifiutano non solo il vaccino. Queste persone possono chiedere il rimborso dell’abbonamento che hanno pagato in anticipo e che non potranno utilizzare perché privi di Super green pass? Vediamo cosa dice la legge.

Green pass trasporto pubblico: cosa dice la legge?

Come anticipato in apertura, per viaggiare sui mezzi pubblici o privati di linea è necessario essere muniti di Super green pass. La certificazione rafforzata per viaggiare sugli autobus può essere ottenuta a seguito di:

  • vaccinazione anti Covid;
  • avvenuta guarigione dal coronavirus;
  • esenzione dal vaccino certificata da un medico per motivi di salute.

Non è più consentito salire sui mezzi di trasporto pubblico a seguito di tampone negativo (rapido o molecolare).

Chi trasgredisce a quest’obbligo rischia di pagare una sanzione economica pari a 400 euro.

Green pass autobus: si può chiedere il rimborso dell’abbonamento?

«A causa di un provvedimento del Governo indipendente dalla mia volontà, non posso più usufruire del servizio di trasporto che ho pagato anticipatamente. Di conseguenza, voglio i soldi indietro». È questa la richiesta che sta pervenendo a praticamente tutte le società a cui è affidata la gestione del trasporto pubblico o di quello privato di linea.

Chi non vuole il Super green pass ha diritto a ottenere il rimborso dell’abbonamento già pagato? Sebbene sul punto non ci sia giurisprudenza, si deve ritenere che una richiesta del genere non possa essere accolta.

Chi non ha il Super green pass non può ottenere il rimborso dell’abbonamento già pagato perché nessuno gli impedisce di prendere il mezzo di trasporto; per legge, occorre semplicemente dimostrare di essere in regola con le norme anti-Covid.

Chi non può vaccinarsi può validamente portare con sé il certificato di esenzione dalla vaccinazione, che viene rilasciato dalla competente autorità medica a chi, per motivi di salute, non può sottoporsi al vaccino.

Pertanto, il rimborso dell’abbonamento sarebbe legittimo se fosse precluso del tutto l’accesso al servizio di trasporto; così non è, visto che anche chi non ha fatto il vaccino e non è guarito dal Covid può comunque salire sull’autobus, esibendo la certificazione che dimostra l’esenzione dalla vaccinazione.

Green pass: perché non si può chiedere il rimborso dell’abbonamento?

Siamo davvero sicuri che non si possa chiedere il rimborso dell’abbonamento nel caso in cui non ci si voglia munire di Super green pass per viaggiare nell’autobus?

Come detto, per il momento non ci sono sentenze che si sono espresse sul caso, ma tutto lascia pensare che la restituzione del prezzo dell’abbonamento non sarà concessa.

Se le ragioni esposte nel precedente paragrafo sembrano fragili, proviamo a ragionare con il Codice civile alla mano.

L’abbonamento non è altro che un contratto di trasporto stipulato con la società che gestisce questo particolare servizio.

Chiedere il rimborso significa domandare la risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta della prestazione.

Secondo la legge (art. 1463 cod. civ.), quando una prestazione diventa impossibile (ad esempio, per causa di forza maggiore o per un provvedimento dell’autorità), chi ha ricevuto il pagamento è tenuto a restituirlo.

In altre parole, chiunque abbia ricevuto un pagamento per un servizio che non è (più) in grado di rendere è sempre obbligato a rimborsare quanto ha percepito.

Si pensi al teatro che deve rimborsare il biglietto agli spettatori nel caso in cui l’artista che avrebbe dovuto esibirsi abbia avuto un incidente che gli impedisce la performance; al rimborso a cui ha diritto chi ha pagato un artigiano per costruirgli un mobile, ma questi non può più lavorare perché il suo magazzino è andato a fuoco; all’acquirente che ha diritto al rimborso del prezzo pagato se il venditore, a causa di un furto che ha subìto, non può più consegnargli la merce.

Orbene, chi pretende il rimborso dell’abbonamento dell’autobus perché il Super green pass è diventato obbligatorio sta in effetti chiedendo la risoluzione del contratto per impossibilità di avvalersi del servizio.

Si comprende bene, però, come ciò non sia vero e come le due situazioni siano diverse: l’impossibilità sopravvenuta giustifica la risoluzione del contratto (e quindi il rimborso) perché una delle due prestazioni è diventata, appunto, impossibile da attuare; nel caso del Super green pass per il trasporto, invece, il servizio non è diventato impossibile, ma semplicemente la legge ha imposto una specifica condizione per accedervi.

In parole povere, il rimborso sarebbe giustificato solo se il servizio non fosse più garantito dalla società dei trasporti; così non è, in quanto autobus, tram e metro continuano a percorrere le strade della città, solo che per salirvi l’utente deve dimostrare un requisito ulteriore rispetto all’abbonamento o al biglietto: il possesso del Super green pass.

Ecco dunque perché, da un punto di vista giuridico, non c’è diritto al rimborso dell’abbonamento per chi non ha il Super green pass per l’autobus.


Chi non ha il Green pass non può ottenere il rimborso dell’abbonamento già pagato perché nessuno gli impedisce di prendere il mezzo di trasporto; per legge, occorre semplicemente dimostrare di essere in regola con le norme anti-Covid.


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2 Commenti

  1. Dire che anche a chi non è vaccinato non è precluso l’utilizzo del servizio perché può fare ricorso al tampone, mi sembra argomento debole, dato che non si tiene conto del fatto che l’utente potrebbe non avere la disponibilità economica per usufruire di questo strumento oneroso, rendendo di fatto impossibile l’utilizzo del servizio, per una circostanza sopravvenuta, non prevista e non prevedibile al momento della sottoscrizione del contratto.

  2. Potete aggiornare l’articolo ora che è sopravvenuto, a partire dal 10/01/2022, l’obbligo di vaccinazione per poter usufruire dei mezzi pubblici?
    Questo costituisce non più un impedimento relativo (prima era comunque possibile, dopo aver effettuato un tampone negativo, salire su un bus o treno) ma di tipo assoluto (poiché costringe al vaccino per non subire una perdita economica consistente).
    Grazie per la vostra risposta

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