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Suggerimenti per tutelare l’eredità dai pignoramenti

13 Dicembre 2021
Suggerimenti per tutelare l’eredità dai pignoramenti

Dalla rinuncia all’eredità all’estromissione dell’erede: tutte le tecniche per difendersi dal pignoramento dei creditori di uno dei coeredi.

C’è chi teme di essere diseredato e chi invece ha paura di diventare erede perché teme i creditori. Quali creditori? Sia i propri, che potrebbero pignorare i beni dell’eredità, con danno anche per gli altri coeredi; sia quelli del defunto che potrebbero invece pignorare i beni personali dell’erede, quelli di cui questi era proprietario prima di accettare l’eredità. 

Bene, in questo breve articolo vi spiegheremo alcuni sistemi per tutelare l’eredità dai creditori.

Come difendersi dai creditori del defunto 

Partiamo proprio dagli eredi del defunto. Se non volete rinunciare all’eredità ma nello stesso tempo non volete che questi possano pignorare i vostri beni ecco cosa potete fare.

Accettazione con beneficio d’inventario

Il modo più sicuro per non farsi pignorare i beni dai creditori del defunto è fare l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. In tal caso, i creditori del defunto possono pignorare solo i beni ricevuti in eredità dall’erede e non quelli personali. In buona sostanza, l’erede non rischierà mai più di ciò che riceve con la successione. 

Rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità è sicuramente la scelta più drastica, anche se revocabile. In questo modo, non si acquisisce la qualità di erede e i creditori del defunto non potranno mai chiedere il pagamento dei debiti da quest’ultimo lasciati al parente rinunciatario.

Come difendere l’eredità dai propri creditori

Se uno degli eredi ha dei debiti, i suoi creditori possono pignorare i beni dell’eredità. Potrebbero ad esempio iscrivere ipoteca sulla casa passata in comunione con gli altri coeredi e pignorarla per poi assoggettarla all’asta giudiziaria. Per evitare che ciò avvenga, ecco qualche suggerimento. 

Rinunciare all’eredità e poi revocare la rinuncia 

Per non far pignorare i beni dell’eredità dai propri creditori si potrebbe temporeggiare prima di accettare l’eredità: la legge infatti dà 10 anni di tempo per decidere se accettare o rinunciare. Ma il creditore dell’erede potrebbe ricorrere al giudice affinché questi assegni un termine più breve affinché venga presa una decisione immediata. Allora, la soluzione potrebbe essere rinunciare all’eredità e poi revocare la rinuncia. Ci spiegheremo meglio. 

Se l’accettazione all’eredità è un atto irrevocabile, per cui una volta che siete diventati eredi non potete fare marcia indietro, neanche se vi accorgete che il defunto era pieno di debiti fino al collo, la rinuncia all’eredità invece può essere sempre revocata. In altri termini, chi rinuncia all’eredità può sempre cambiare idea e accettarla. Ma ciò solo a condizione che l’eredità non sia già stata tutta assegnata tra gli altri eredi.

Quindi, se vostro padre aveva dei creditori e voi e i vostri fratelli temete che vi possano pignorare i beni, potete sempre rinunciare all’eredità e accordarvi coi vostri fratelli affinché anche loro facciano lo stesso. Dopodiché attenderete che i vostri debiti siano caduti in prescrizione e poi revocherete la rinuncia all’eredità, per poi accettarla.  

Rinunciare all’eredità

Si potrebbe anche rinunciare all’eredità per tutelare i coeredi dai propri creditori in cambio di un riconoscimento da parte di questi come ad esempio un comodato gratuito o la successiva donazione di un bene dell’eredità in capo ai suoi figli. Sappiate però che i creditori dell’erede potrebbero agire per far revocare la rinuncia all’eredità (azione revocatoria) e così azionare il pignoramento. Ma ciò è possibile solo entro 5 anni dall’apertura della successione.  

Intestare i beni ad altri familiari prima della morte

Per evitare che i creditori di un figlio possano attaccare l’eredità, il genitore potrebbe intestare il bene al nipote (il figlio del figlio), sottraendolo così al pignoramento. Oppure al coniuge di questi (cosa che però non eliminerebbe il rischio di perdita del bene in caso di separazione e divorzio).  



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