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Responsabilità amministratore Srl: cosa si rischia?

23 Dicembre 2021
Responsabilità amministratore Srl: cosa si rischia?

È vero che l’amministratore di una società non è mai responsabile?

Cosa rischia l’amministratore di una Srl? È una domanda che giustamente ci si deve porre tutte le volte in cui si viene “prescelti” per tale incarico. Confortati però dal fatto che, nelle società di capitali (come appunto le Srl), la responsabilità è sempre limitata e non si estende mai ai beni personali, si accetta la nomina con molta leggerezza. Come però vedremo a breve, la nuova disciplina sulla responsabilità dell’amministratore di una Srl costituisce una deroga al principio di responsabilità limitata, finendo per costituire un rischio per chi decide di assumere la carica di legale rappresentante della società. 

Per comprendere come funziona la responsabilità dell’amministratore di Srl dobbiamo partire dalla recente riforma introdotta con il codice sulla crisi d’impresa. Ma procediamo con ordine.

Quando l’amministratore della Srl è responsabile?

Gli amministratori sono responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società.

Agli amministratori è richiesto un elevato grado di diligenza nel compimento dei propri obblighi, così come esigibile a un accorto gestore di patrimonio altrui.

La responsabilità dell’amministratore della Srl può essere fatta valere promuovendo una causa contro di questi in tribunale. L’atto costitutivo potrebbe però prevedere che eventuali azioni siano risolte con un arbitrato o una mediazione.

Gli amministratori rispondono sia nei confronti dei soci che dei terzi (ad esempio, i creditori) per i danni causati da loro a seguito di atti dolosi o colposi. Anche la stessa società può agire contro l’amministratore. 

Dal 16 marzo 2019, gli amministratori rispondono anche verso i creditori sociali per inosservanza degli obblighi di conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.

L’azione sociale si prescrive in 5 anni che decorrono dal momento in cui si produce il danno al patrimonio sociale, rimanendo sospesa finché gli amministratori restano in carica.

La responsabilità limitata delle Srl: cosa significa?

La principale e più conveniente caratteristica delle società di capitali (Srl, Sapa, Spa) è costituita dalla cosiddetta limitazione di responsabilità dei soci nei confronti dei debiti sociali. In buona sostanza, i creditori della società, che non sono riusciti a far valere le proprie ragioni sul patrimonio sociale perché insufficiente, non possono pignorare i beni personali dei singoli soci. Questi ultimi dunque rischiano tutt’al più le somme versate a titolo di conferimenti in capitale ma mai il proprio patrimonio. Tanto per fare un esempio, se un creditore resta insoddisfatto perché non è stato pagato dalla società non potrà mai rivalersi sul socio, ad esempio sottoponendo ad esecuzione forzata la sua casa o il suo conto corrente.

Questo principio però trova una limitazione con riferimento agli amministratori. Come abbiamo anticipato sopra, l’amministratore della società diventa una sorta di parafulmine in caso di condotte colpevoli e dolose, rispondendo dei danni arrecati – ai soci o ai terzi creditori – anche con il proprio patrimonio personale. 

Cosa rischia l’amministratore responsabile?

Gli amministratori che violano i loro doveri possono incorrere in responsabilità civile, penale e amministrativa.

Il codice della crisi d’impresa (D.Lgs. 14/2019) ha introdotto modifiche, anche rilevanti, in tema di responsabilità dell’amministratore di Srl, estendendo la sua responsabilità personale verso i creditori sociali quando il patrimonio della società non basti a soddisfare il credito vantato da questi ultimi nei confronti della società medesima.

Tutto ciò è scritto nell’articolo 2476 del Codice civile a norma del quale: «Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinuncia dell’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali (…)».

Questo significa che, se giudicato responsabile non solo per condotte compiute in malafede ma anche per colpa o ignoranza della legge, l’amministratore è tenuto a risarcire i danneggiati di tasca propria, potendo a tal fine subire anche il pignoramento dei propri beni personali (ad esempio, la casa).

Pertanto, ne deriva che per l’amministratore viene cancellata la responsabilità limitata tipica della Srl. E ciò vale sia quando l’amministratore è un socio (come potrebbe a maggior ragione essere nel caso di Srl unipersonale con socio unico) che un soggetto esterno.

La nuova disciplina sulla responsabilità dell’amministratore di Srl potrà essere fortemente disincentivante e limitativa dell’attività d’impresa, andando a colpire soprattutto i piccoli imprenditori e le società con unico socio. 

Come può tutelarsi l’amministratore della Srl dalla responsabilità personale?

Visto l’elevato rischio che corre l’amministratore di una Srl per eventuali azioni di responsabilità che potrebbero intaccare il suo patrimonio personale, sarà bene correre ai ripari in anticipo. Ciò potrà avvenire, ad esempio, con l’intestazione ai familiari dei beni di più rilevante valore (case, terreni), oppure con la costituzione di un trust o di un fondo patrimoniale. Si tratta chiaramente di azioni che vanno svolte prima che si verifichino gli estremi delle condotte che possono dare origine a responsabilità. Diversamente, tali atti possono essere oggetto di revocatoria e non avranno alcuna efficacia. 

Anche il fatto di nominare un prestanome non protegge né quest’ultimo né l’amministratore di fatto che abbia effettivamente preso le decisioni sociali. 



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