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Obbligo sicurezza in azienda: quando si rischia la chiusura

13 Dicembre 2021 | Autore:
Obbligo sicurezza in azienda: quando si rischia la chiusura

I chiarimenti dell’Ispettorato del lavoro sulle conseguenze per il datore di lavoro delle violazioni alla normativa in materia.

Ogni datore di lavoro è tenuto a predisporre un piano di sicurezza per tutelare l’integrità dei propri dipendenti o di chiunque entri nello stabile di sua proprietà, come clienti o fornitori. Se non viene rispettato quest’obbligo di sicurezza in azienda, quando si rischia la chiusura? Che cosa può far scattare la sanzione più severa?

Lo ha spiegato recentemente l’Ispettorato nazionale del lavoro in una circolare che fa riferimento all’ultimo decreto fiscale [1]. Un provvedimento che lascia un margine minimo al datore per rimediare alla mancata esibizione del documento di valutazione dei rischi, noto anche come Dvr. Dopodiché, raggiunto il termine stabilito per mostrare l’esistenza del piano di sicurezza, del documento non c’è alcuna traccia, lo stop dell’attività sarà inevitabile. Tutti a casa, serrande giù. Vediamo quando si rischia la chiusura.

Sicurezza in azienda: cos’è il Dvr?

Il Dvr è il documento di valutazione dei rischi che contiene i possibili pericoli presenti in un luogo di lavoro e che prevede il modo di prevenirli.

L’unico responsabile finale del contenuto e dell’applicazione del documento è il datore di lavoro che, ad ogni modo, può appoggiarsi a delle figure specializzate nell’ambito della sicurezza. All’elaborazione del Dvr, insieme al datore, partecipano a seconda dei casi:

  • il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dei rischi, che collabora nella pianificazione degli interventi per garantire la sicurezza;
  • il medico competente, che valuta i rischi per la salute dei lavoratori e che predispone il protocollo di sorveglianza sanitaria;
  • un rappresentante dei lavoratori, che deve dare un suo parere sul contenuto del documento e che deve riceverne una copia per presa visione.

Il Dvr è obbligatorio nelle aziende con almeno 1 dipendente o collaboratore, a prescindere dal settore in cui opera, ad esclusione dei lavoratori autonomi e delle imprese familiari. Deve contenere:

  • i dati dell’azienda;
  • l’anagrafica delle figure professionali che partecipano all’elaborazione del Dvr;
  • la descrizione del processo produttivo (attrezzature, impianti, sostanze nocive impiegate, ecc.);
  • le varie mansioni dei lavoratori;
  • la valutazione di tutti i rischi presenti in ogni fase del processo produttivo e per ogni mansione, nonché i dipendenti che sono maggiormente esposti ai rischi;
  • le misure di protezione e di prevenzione per garantire la sicurezza sul posto di lavoro;
  • gli interventi che possono migliorare il livello di sicurezza.

Il documento deve essere predisposto entro 90 giorni per le nuove attività o nell’immediato, nel momento in cui un lavoratore entra a far parte di un’azienda già operativa.

Sicurezza in azienda: quando scatta la sanzione?

Il datore di lavoro può essere sanzionato in merito alla mancata sicurezza in azienda quando si ha una di queste circostanze:

  • non viene fatto il Dvr, cioè il documento valutazione rischi, e nemmeno il Piano operativo di sicurezza;
  • mancata fornitura dei dispositivi di protezione individuali;
  • mancato svolgimento dell’attività obbligatoria di formazione e di addestramento del personale;
  • rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza;
  • mancata costituzione del Servizio di prevenzione e protezione (Spp) e mancata nomina del suo responsabile.

Sicurezza in azienda: quando si rischia la chiusura?

L’Ispettorato nazionale del lavoro, applicando quanto previsto dal decreto fiscale n. 146 del 2021, ha spiegato quando si rischia la chiusura di un’azienda per la mancata sicurezza o, comunque, per la violazione di uno degli obblighi previsti in materia.

La mancata redazione del Dvr, cioè del documento di valutazione dei rischi, e del Piano operativo di sicurezza fanno scattare la sospensione dell’attività, cioè la chiusura. Se nel momento in cui viene effettuato un controllo il Dvr non viene esibito perché si trova in un altro luogo (ad esempio, nell’ufficio di un consulente), il datore di lavoro dovrà mostrarlo entro le ore 12 del giorno successivo per evitare la chiusura.

Per quanto riguarda la mancata attività di formazione e di addestramento, fa scattare la sospensione – precisa l’Ispettorato – quando è prevista la partecipazione del lavoratore ad entrambi i corsi per acquisire maggiori conoscenze su:

  • l’uso delle attrezzature di lavoro;
  • l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale appartenenti alla III categoria (utili per proteggere il capo dal rischio di collisioni accidentali, il volto e gli occhi da scintille, schegge e residui di lavorazioni, dalle cadute dall’alto, ecc.) e per la protezione dell’udito;
  • sistemi di accesso e posizionamento mediante funi;
  • montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi;
  • movimentazione manuale di carichi.


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