Diritto e Fisco | Articoli

Che differenza c’è tra un pugnale e un coltello?

28 Marzo 2022 | Autore:
Che differenza c’è tra un pugnale e un coltello?

Armi proprie e improprie: qual è la differenza? Quando serve il porto d’armi? Cosa sono le armi bianche?

Tutti sanno che, per detenere legalmente un’arma in casa propria, occorre avere la licenza rilasciata dal questore o dal prefetto. A volte, però, si genera confusione tra le diverse tipologie di armi: molti, infatti, credono che il porto ci voglia solo per le pistole, i fucili e le altre classiche armi da fuoco, mentre per tutte le altre non serva nulla. In realtà, non è così. Con questo articolo spiegheremo quali sono le diverse tipologie di armi e che differenza c’è tra un pugnale e un coltello.

Apparentemente, questi strumenti sembrerebbero essere la stessa cosa, anche perché entrambi sono in grado di provocare ingenti danni, perfino di uccidere. In realtà, c’è una grande differenza tra pugnali e coltelli. Per sapere qual è e per vedere se la legge prevede l’obbligo del porto d’armi, prosegui nella lettura.

Armi: quali tipologie?

Le armi possono essere suddivise essenzialmente in due grandi tipologie:

  • le armi proprie sono quelle destinate inequivocabilmente all’offesa della persona. Si pensi alla pistola, per intenderci;
  • le armi improprie sono quelle che, pur non essendo destinate per loro natura all’offesa della persona, possono comunque essere usate per arrecare danno. Si pensi a cacciaviti, martelli, tubi, catene, ecc.

Armi bianche e armi da fuoco: cosa sono?

La categoria delle armi proprie può a sua volta essere divisa in altre due tipologie:

  • armi bianche, in grado di offendere una persona grazie all’abilità o alla forza di chi le usa. È il caso delle spade, dei manganelli, ecc.;
  • armi da fuoco, che sono strumenti atti ad offendere che sfruttano un particolare meccanismo basato sull’esplosione o sulla deflagrazione (pistole, fucili, bombe, ecc.).

Armi: quando serve il porto?

Per tutte le tipologie di armi (anche quelle bianche) occorre ottenere il rilascio di apposita licenza per non incorrere in reato.

In pratica, per avere con sé un’arma occorre chiedere alla questura territorialmente competente il rilascio di specifica autorizzazione, sotto forma di porto d’armi oppure di semplice nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi: la differenza è che mentre col primo si è abilitati anche al trasporto dell’arma (ma solamente per il motivo che giustifica il rilascio del porto stesso, tipo il tragitto da casa alla zona di caccia, nel caso di porto d’armi per uso venatorio), con il secondo si è legittimati solamente a comprare l’arma e a portarla a casa, senza che di qui possa uscire.

Per ottenere il porto, il richiedente deve specificare le ragioni che giustificano il possesso di un’arma; in base a tale circostanza, si distinguono: il porto d’armi per uso sportivo, il porto d’armi per uso venatorio e quello per difesa personale.

Dopo l’acquisto di qualsiasi tipo di arma, entro tre giorni occorre sempre denunciarne la detenzione alla polizia o ai carabinieri.

Una volta ottenuto il porto, è possibile detenere tutte le armi bianche che si vogliono: a differenze delle armi da fuoco, infatti, la legge non pone un limite al numero di armi bianche che si possono tenere in casa. Ciò non toglie che sussista comunque l’obbligo di denunciarle alle autorità.

Pugnale e coltello: differenze

Spiegato brevemente cosa sono le armi e quale autorizzazione serve per detenerle, vediamo ora quali sono le differenze tra pugnale e coltello.

Dal punto di vista della struttura, il coltello è uno strumento da taglio, con una lama affilata su un solo lato e innestata su un manico. Si pensi al classico coltello da cucina: per quanto tagliente possa essere, è solo un bordo ad essere affilato.

Al contrario, il pugnale è affilato su entrambi i lati (“doppio filo”) e termina con una punta acuminata, con lama innestata in un manico.

È dunque chiaro che il pugnale nasca come strumento per l’offesa a tutti gli effetti, in quanto in grado di ferire e di uccidere una persona con una facilità molto maggiore rispetto al coltello, il quale invece non ha, come naturale destinazione, l’offesa alla persona.

In poche parole: il pugnale è un’arma propria, mentre il coltello è un’arma impropria.

Pugnali e coltelli: quando serve il porto d’armi?

Tanto chiarito, poiché non rientra tra le armi proprie, un coltello si può possedere senza necessità di denuncia o di porto d’armi ma, nel momento in cui è utilizzato per colpire qualcuno, rientra nella categoria di arma impropria.

Lo si può portare con sé, ma solo con giustificato motivo, come nel caso in cui ci si stia recando dall’arrotino. Per approfondimenti si legga l’articolo È legale girare con un coltello?

Un pugnale, invece, nasce con funzione offensiva specifica ed è un’arma propria. Per acquistare un pugnale (come qualsiasi altra arma), è necessario mostrare il nulla osta o il porto d’armi; il suo possesso è quindi soggetto a denuncia e il suo trasporto (porto) non è consentito.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube