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A cosa dà diritto la legge 104 art 33 comma 3?

14 Dicembre 2021
A cosa dà diritto la legge 104 art 33 comma 3?

Come funzionano i permessi della legge 104, a chi vengono riconosciuti e come vanno richiesti.

L’articolo 33 comma 3 della legge 104 del 1992 prevede una serie di benefici sia per il soggetto disabile, sia per i suoi familiari che se ne prendono cura (i cosiddetti caregiver). Questa norma, come vedremo a breve, sancisce il diritto di ottenere tre giorni di permesso retribuito per ogni mese di lavoro.

Ma procediamo con ordine e vediamo a cosa dà diritto la legge 104 art. 33 comma 3.

Il testo della legge 104, art. 33, comma 3

Prima di andare all’analisi pratica e alla spiegazione di questa norma, ci sembra opportuno riportarne integralmente il testo. Chi non ne comprende tutto il significato non si preoccupi: lo illustreremo nel paragrafo successivo. 

«A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti».

Questo è il testo per come risultato a seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 162 del 1998.

Quali sono i diritti dell’articolo 33 della legge 104?

Il lavoratore maggiorenne disabile, nell’ambito di ciascun mese, ha diritto alternativamente a permessi retribuiti di:

  • 2 ore giornaliere;
  • 3 giorni, continuativi o frazionati.

Possono beneficiare di tali permessi retribuiti, se sono lavoratori dipendenti, anche i genitori (naturali, adottivi ed affidatari) e determinati familiari del disabile ossia:

  • coniuge (o parte dell’unione civile);
  • convivente;
  • parenti e affini entro il 2° grado.

Quindi, in buona sostanza, il diritto sancito dall’art. 33 comma 3 della legge 104 è quello ad avere, dal datore di lavoro, pubblico o privato che sia, 3 giorni di permesso per ogni mese, con retribuzione versata dall’Inps.

I giorni di permesso non devono servire per riposarsi, fare vacanza o svolgere attività personali. Essi devono essere unicamente impiegati per l’assistenza al disabile con presenza presso la dimora di quest’ultimo. La presenza non deve essere per forza continuativa ed è pertanto legittimo un momentaneo allontanamento. 

È legittimo l’impiego di tali permessi anche per svolgere all’esterno attività necessarie al disabile (ad esempio, fare la spesa, acquistare medicine, ecc.).

Il dipendente che fa abuso dei permessi 104 può essere licenziato in tronco (ossia per giusta causa) e denunciato per truffa ai danni dello Stato (essendo lo stipendio versato dall’Inps). La Cassazione ha ammesso la possibilità di far pedinare il dipendente con investigatori privati al fine di verificare se questi è davvero presente presso il familiare assistito.

Non è necessario usare i permessi nella medesima circostanza: possono anche essere frazionati per giorni o ore. 

I permessi possono essere accordati ad un solo lavoratore per lo stesso disabile (il cosiddetto referente unico). Quest’ultimo si identifica in colui che beneficia dei permessi mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave. 

Non è prevista la regola del “referente unico” nel caso dei genitori: questi infatti possono fruire alternativamente dei permessi per l’assistenza dello stesso figlio con handicap in situazioni di gravità.

Come ottenere i permessi 104?

Il disabile deve presentare all’Inps un’autodichiarazione in cui risulta la scelta del familiare da cui vuole essere assistito. 

Se il disabile assume il domicilio, anche solo per un determinato periodo di tempo, presso la residenza di parenti diversi (entro il 2° grado), è necessario che ciascun avente diritto presenti, di volta in volta, l’istanza per ottenere il riconoscimento dei permessi retribuiti per prestare legittimamente la dovuta assistenza.

Condizioni per ottenere i permessi 104

I permessi spettano a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno (per le intere 24 ore) presso strutture ospedaliere o simili (pubbliche o private) che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

Tuttavia, i permessi vanno concessi in caso di ricovero a tempo pieno:

  • del minore disabile, se i sanitari certificano il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare;
  • del disabile in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine.

Scelta della sede di lavoro

I lavoratori dipendenti che hanno diritto a fruire dei permessi mensili per portatori di handicap hanno diritto a scegliere, se possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non possono essere trasferiti senza il loro consenso ad altra sede. È necessario tuttavia che sia presente l’attualità dell’assistenza e la compatibilità con l’interesse comune. L’esercizio di questo diritto non può essere fatto valere a danno delle esigenze economiche ed organizzative del datore di lavoro.

Permessi legge 104 e part-time

La Cassazione ha sancito il diritto alla fruizione dei permessi legge 104 in misura piena, per tutti i lavoratori in regime di part time, sia esso orizzontale, verticale o misto.

Per maggiori informazioni leggi la guida su Part-Time e legge 104.



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