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Pensione operai

14 Gennaio 2022 | Autore:
Pensione operai

Quali sono i requisiti per l’uscita dal lavoro dei dipendenti inquadrati come operai, che cosa cambia rispetto agli altri lavoratori.

Gli operai possono andare in pensione prima? È questa la domanda che molti lettori ci pongono, ossia se la pensione operai possa essere ottenuta con requisiti maggiormente flessibili rispetto alla pensione degli impiegati e degli altri lavoratori.

La risposta dipende dalle specifiche mansioni svolte dall’operaio, dallo svolgimento di eventuali turni notturni e dalle annualità durante le quali sono stati svolti turni o mansioni che danno diritto ad agevolazioni pensionistiche.

Alcune mansioni entrano nel novero dei lavori usuranti che danno diritto, se svolti per almeno sette anni nell’ultimo decennio o per almeno metà della vita lavorativa, ad una speciale pensione di anzianità con un minimo di 61 anni e sette mesi di età e di 35 anni di contributi, più una quota (sommatoria di età e di contribuzione) almeno pari a 97,6.

Sono assimilati ai lavori usuranti i turni notturni (ugualmente svolti per almeno sette anni nell’ultimo decennio o per almeno metà della carriera) con un minimo di 78 notti all’anno. Si ha diritto alla pensione di anzianità agevolata, ma con un requisito anagrafico e di quota maggiorato, anche con un numero minimo di notti almeno pari a 64.

Gli addetti ai lavori usuranti o notturni possono inoltre avere diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, qualora siano anche lavoratori precoci, ossia con almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro accreditati prima del compimento dei 19 anni di età.

Vi sono poi i cosiddetti lavori gravosi, un elenco di 15 mansioni, ampliato dalla legge di bilancio 2022, il cui svolgimento per almeno sei anni negli ultimi sette, o per 7 anni nell’ultimo decennio, dà diritto all’accesso all’ape sociale o alla pensione anticipata precoci.

Requisiti pensionistici agevolati sono infine previsti per gli operai iscritti presso determinati fondi previdenziali, in base alle mansioni svolte, ad esempio presso il fondo trasporti o ferrovie.

Nei casi in cui l’operaio non sia iscritto presso fondi speciali, non rientri tra gli addetti ai lavori usuranti, notturni o gravosi, i requisiti per la pensione sono gli stessi previsti per la generalità dei lavoratori (ne abbiamo parlato in Guida pensioni Inps).

Chi sono gli addetti ai lavori usuranti?

Sono considerati addetti a mansioni usuranti [1], ai fini della pensione anticipata agevolata, coloro che hanno svolto, per almeno metà della vita lavorativa o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio prima della pensione, una delle seguenti attività:

  • lavori in galleria, cava o miniera: sono comprese anche le mansioni svolte prevalentemente e continuativamente in ambienti sotterranei;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori prestati dai palombari;
  • lavori ad alte temperature;
  • lavorazione del vetro cavo;
  • lavori di asportazione dell’amianto;
  • lavori effettuati prevalentemente e continuativamente in spazi ristretti: la legge si riferisce, in particolare, ad attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale; per spazi ristretti, si intendono intercapedini, pozzetti, doppi fondi, blocchi e affini;
  • conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti;
  • lavori a catena o in serie, cosiddetta linea catena: rientrano in quest’ultima ipotesi i lavoratori vincolati all’osservanza di un determinato ritmo produttivo, o la cui prestazione sia valutata in base alle tempistiche di lavorazione.

Chi sono gli addetti ai turni notturni?

Rientrano nella categoria di lavoratori aventi diritto al pensionamento agevolato per lo svolgimento di turni di notte:

  • coloro che hanno svolto lavoro notturno, per almeno sei ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per un numero pari o superiore a 78 notti all’anno;
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno, per almeno sei ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, tra le 72 e le 77 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti per la pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno);
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno, per almeno sei ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, tra le 64 e le 71 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 2 anni);
  • coloro che sono stati adibiti a turni di notte per almeno tre ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino e per l’intero anno.

Il beneficio della pensione agevolata, anche in questo caso, spetta:

  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Pensione di anzianità per addetti ai lavori usuranti e notturni

La pensione agevolata si ottiene con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e una quota (somma del requisito di età e contributivo) almeno pari a 97,6.

Possono accedere al pensionamento agevolato:

  • gli addetti ai lavori usuranti che possiedono sola contribuzione da lavoro dipendente;
  • gli addetti ai turni notturni per almeno 78 notti all’anno, se:
    • adibiti a turni di notte per almeno sei ore consecutive;
    • adibiti a turni di notte per l’anno intero, per almeno tre ore consecutive;
  • gli interessati devono possedere solo contribuzione da lavoro dipendente

Coloro che hanno lavorato per meno di 78 notti l’anno o che possiedono contribuzione da lavoro autonomo devono soddisfare un requisito anagrafico più severo, unitamente a una quota più elevata (leggi Pensione addetti ai lavori usuranti).

Chi sono gli addetti ai lavori gravosi?

Appartengono alla categoria degli addetti ai lavori gravosi coloro che hanno svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio, un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato [2]:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare o soci di cooperative;
  • lavoratori marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne;
  • operai agricoli, della zootecnia e della pesca;
  • operai degli impianti siderurgici di prima e seconda fusione e operai del vetro addetti a lavori ad alte temperature non ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti.

La legge di Bilancio 2022 recepisce l’ampliamento dei lavori gravosi e, conseguentemente, estende l’Ape sociale alle nuove seguenti categorie di beneficiari, individuate dalla Commissione per i lavori gravosi:

  • professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate;
  • tecnici della salute;
  • addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;
  • professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;
  • operatori della cura estetica;
  • professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati;
  • artigiani, operai specializzati, agricoltori;
  • conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
  • operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
  • conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;
  • conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
  • operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;
  • conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
  • conduttori di mulini e impastatrici;
  • conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;
  • operai semi qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
  • operatori di macchinari fissi in agricoltura e nell’industria alimentare;
  • conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
  • personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;
  • personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli;
  • portantini e professioni assimilate;
  • professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;
  • professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.

Pensione anticipata per lavoratori precoci addetti a lavori usuranti, notturni o gravosi

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi (dal 2019 e sino al 2026, in base alle disposizioni contenute nel decreto pensioni, i requisiti non cambiano: gli adeguamenti alla speranza di vita si applicheranno solo dal 2027), se appartengono a una delle categorie salvaguardate: disoccupati, invalidi in misura almeno pari al 74%, caregiver (coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare entro il 1° grado convivente, con handicap grave- entro il 2° grado in ipotesi specifiche) e addetti ai lavori gravosi, usuranti e notturni.

Per ciascuna di queste categorie sono previsti dei requisiti specifici, al fine di ottenere il pensionamento anticipato precoci.

Non accedono al beneficio coloro che risultano privi di contributi al 31 dicembre 1995; il requisito contributivo può essere ottenuto anche attraverso il cumulo gratuito dei versamenti accreditati in casse diverse

Ape sociale per addetti ai lavori gravosi

L’Ape sociale è un’indennità che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età sino all’età per la pensione di vecchiaia: il costo dell’anticipo pensionistico è a carico dello Stato e l’importo dell’assegno è uguale a quello della futura pensione, con un massimo di 1500 euro mensili lordi.

Le categorie beneficiarie dell’Ape sociale sono le stesse che possono fruire della pensione anticipata precoci, con l’aggiunta dei lavoratori a termine disoccupati (lavoratori disoccupati il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni), ma senza gli addetti ai lavori usuranti.

Disoccupati, caregiver e invalidi dal 74% ottengono l’anticipo con almeno 30 anni di contributi, mentre per gli addetti ai lavori gravosi ne occorrono 36. Le donne hanno diritto a una riduzione del requisito contributivo di un anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

L’Ape sociale è stata prorogata al 2021 ed a breve lo sarà al 2022: potranno cioè richiederla, sino al 31 marzo 2022 o al 15 luglio 2022 e tardivamente sino al 30 novembre 2022, coloro che maturano i requisiti utili sino al 31 dicembre 2022.


note

[1] D.lgs. 67/2011.

[2] All. A DPCM 88/2017.

Autore immagine: pixabay.com


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