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Riduzione orario di lavoro: occorre il consenso scritto del lavoratore

15 Luglio 2014
Riduzione orario di lavoro: occorre il consenso scritto del lavoratore

Obbligatorio il consenso scritto del lavoratore per la modifica del rapporto di lavoro in riferimento alla modifica dell’orario: il rifiuto non è giusta causa di licenziamento.

Il datore di lavoro non può prendere, unilateralmente, e senza consultare il dipendente, decisioni sulla modifica dell’orario di lavoro di quest’ultimo. Al contrario egli dovrà sempre acquisire l’espresso consenso del lavoratore interessato.

A dirlo è una sentenza della Cassazione di ieri [1].

La Corte specifica, poi, che tale consenso del dipendente non può essere né orale né intuito da un tacito comportamento concludente, ma deve essere sempre manifesto e acquisito per iscritto, pena l’invalidità della modifica del rapporto di lavoro.

Peraltro, il comportamento del lavoratore che rifiuti la suddetta trasformazione del rapporto di lavoro non costituisce giustificato motivo di licenziamento [2].

Nelle ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro e, in particolare, con riferimento alla diminuzione dell’orario, non si applica, quindi, la regola secondo cui i CCNL o gli accordi collettivi aziendali sono applicabili a tutti i lavoratori, anche se non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti (con l’eccezione di quei dipendenti che, aderendo ad un’altra organizzazione, ne condividono il dissenso rispetto all’accordo e ai quali potrebbe essere applicata una diversa intesa).

I CCNL non possono infatti incidere su posizioni già consolidate o su diritti già entrati nel patrimonio dei lavoratori in assenza di uno specifico mandato o una successiva ratifica da parte degli stessi [3].


Quando al lavoratore viene chiesta una riduzione delle ore lavorative è necessario che quest’ultimo acconsenta per iscritto.

note

[1] Cass. sent. n. 16089/14 del 14.07.2014.

[2] Cass. sent. n. 16169/2006.

[3] Cass. sent. n. 6845/1994.

Autore immagine: 123rf com


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